mercoledì 25 agosto 2010

Una cena armena

In Armenia, il programma di viaggio prevedeva anche alcuni piccoli corsi:
due corsi di cucina armena, uno di danze tradizionali, e la visita a piccole attività produttive come un caseificio, un apicoltore, un produttore di vino.
A casa di Melanie che ci ha ospitati a Vartenis per tre giorni, abbiamo potuto realizzare un mini corso di cucina e preparare con lei i Hrincali, ravioli armeni ripieni di carne cruda, aromi e spezie.

[Melanie e Luciné, Vartenis]

[Melanie fa cuocere i Hrincali]

A Dilidjan invece il corso di cucina tenuto da Nouné ci ha insegnato a preparare gli involtini tolma e l'insalata torta.
La tolma sono involtini di cavolo o più spesso foglie di vite, ripieni di carne e riso e poi bolliti, é il piatto nazionale armeno per eccellenza e l'abbiamo mangiato praticamente sempre sia a pranzo che a cena.
L'insalata torta é invece realizzata grattugiando verdure di diversi colori:
Nouné aveva usato barbabietola rossa, patate bollite, carote crudo, cetriolo grattugiato, uovo sodo.
Tra ogni strato della maionese, a formare una torretta di verdure molto scenografica.
[Nouné nella sua cucina, a Dilidjan]

Nel sud del paese abbiamo poi incontrato vicino alla città di Chiva un produttore di vino Arenì:
si dice sia il primo vino che produsse Noé con le prime viti nate dopo il diluvio, un vino fruttato color rubino che a noi é piaciuto molto, così ne abbiamo portato a casa due bottiglie.
[Produttore di vino Arenì]

Ieri sera io e Simone ci siamo messi all'opera per creare una cena ermena per i miei genitori e le mie zie:
i ravioli Hrincali con la "hrincali forma" comprata al mercato vernissage della capitale Yerevan.
Per crearli é infatti necessaria questa forma in metallo, che dà loro una base esagonale e una forma a cupoletta.


E come non preparare anche l'insalata torta di Nouné?
L'abbiamo riadattata perchè non avevo nè barbabietola né cetrioli, ma anche con patate e carote, e uovo sodo é venuta buonissima.
La realizzazione e la decorazione scenografica sono di Simone: gli piace pasticciare in cucina con me ed é una delle sue più belle caratteristiche.
Durante la cena ovviamente si é bevuto il vino Arenì che ha fatto un lungo viaggio dal caldo del sud Armenia fino a casa.
I Hrincali una volta cotti, serviti poi con yogurt greco, pepe nero e sommacco.
E visto che siamo internazionali, come dolce può andare bene anche una torta inglese da cucinare una no?
Vi lascio il link anche per questa bella iniziativa di Perfectio Conversationis che propone un blog candy per l'anniversario del primo anno di blog:andate a fare un salto!Ne vale la pena!E anche le modalità sono interessanti:che cambiamenti abbiamo realizzato nell'ultimo anno?Quali vorremmo raggiungere nei prossimi mesi?

E un link anche a questo video allegro e tenerissimo :-)

Buon proseguimento di settimana, a voi e alle persone a cui volete bene e che illuminano la vostra vita con fantasia e voglia di creare insieme.

domenica 22 agosto 2010

Il carpino testardo

[Gola di Noravank, foto di Simone]

"Il duro dei duri é il carpino.
Il carpino ama il terreno sassoso dove gli stenti incurvano la vita.
Cresce sfruttando quella poca sostanza che la natura gli concede.
Si nutre di rari e preziosi cristalli, succhiati dalle radici alla madre terra, che lo rendono, negli anni, di una compattezza marmorea.
Non può crescere veloce come l'abete bianco, il carpino viene su lento e stentato e ogni suo centimetro di statura é una faticosa e dolorosa conquista.
Di carattere testardo, cresce storto, ossuto, inquieto e ramingo.
Nelle fattezze nodose e contorte vi si legge un dolore antico e impenetrabile.
Il carpino cresce un po' di qua e un po' di là, piega a destra e poi a sinistra con contorsioni paurose e nodi slabbrati.
In aggiunta a tutto ciò, spesso viene colpito dalle pietre cadenti, così ai nodi, si aggiungono i grumi delle ferite rimarginate.
Il carpino é un solitario e ama fissare l'orizonte.
Non chiede nulla e di nulla ha bisogno.
Anche quel sentimento chiamato amore rappresenta per lui un problema difficile."
Le voci del bosco,Mauro Corona

Ecco, ho trovato il mio albero: sono carpino testardo e irrequieto fino al midollo.

mercoledì 18 agosto 2010

Pietre e minerali d'Armenia

Torno a raccontarvi un po' del viaggio in Armenia ed in particolare di due luoghi dove ho lasciato il cuore:
una spiaggetta sul lago Sevan ed il mercato vernissage del sabato a Yerevan, la capitale.Il lago Sevan é molto grande, si trova a circa 1900 metri di altitudine ed é la principale meta balneare per la popolazione armena, non avendo il paese nessuno sbocco sul mare.
I suoi colori sono di ogni sfumatura dal blu all'azurro a seconda della profondità, infatti il suo nome potrebbe essere anche tradotto come "Lago blu".
Una domenica pomeriggio ci siamo fermati in una piccola spiaggetta, l'acqua era gelida ma ci siamo entrati lo stesso, lentamente, il fondo era di sassolini quindi piuttosto limpido e non scivoloso.
Una volta superato il freddo, complice anche un bel sole in quel momento, abbiamo nuotato un po' e si stava bene.
La spiaggetta era molto tranquilla, due o tre famiglie armene con bambini, un po' appartata, non c'erano rumori ma una grande quiete.
Dopo il bagno ci siamo messi a raccogliere dalla spiaggetta dei sassolini e vedendo che erano tutti porosi, di origine vulcanica, leggerissimi e bucati, ne ho presi delle belle manciate con l'idea di trasformarli in ciondoli per collane fai-da-te.
La spiaggia era formata anche da piccolissime conchigliette piatte, rosa e gialline, minuscole dure da sembrare quasi fossili.
Di ritorno a casa, ho preparato come regalo per i miei cuginetti dei barattolini di vetro che ho riempito con delle schegge di ossidiana, dei sassolini vulcanici e le conchigliette, tutto trovato in Armenia.

E ho iniziato a costruire le prime rudimentali collanine di sassi per le mie amiche.Il mercato Vernissage é invece un grande mercato all'aperto che si tiene il sabato nella capitale, in cui sono in vendita sia oggetti di artigianato che articoli di ogni tipo da mercato delle pulci:assemblaggi per motori, chiodi, bicchieri, pezzi meccanici di vecchi elettrodomestici, fotografie, cimeli sovietici, vesititi usati..se mi leggete da un po' capirete facilmente che un posto così per me é un vero paradiso!
Sui maciapiedi la merce esposta era di qualsiasi tipo...
esposta con cura per terra o in valigie aperte
e venduta da simpatici nonnini e nonnine armeni

C'erano reperti antichi, reliquie, argenteria, scarpe usate, cagnolini (!), medaglie e monete, francobolli, bandiere, pentole, piatti e posate..qualsiasi cosa immaginabile.
Tra tutti gli angoli di bancarelle, il settore che mi ha incuriosito di più é stato quello delle pietre e dei minerali, dei fossili, dei cristalli.
Anche in questo caso, le bancarelle erano rudimentali:tavolini, sedie, scatoloni...ma tutta la merce era anche qui disposta con cura, e si poteva trovare qualsiasi cosa, da corna intagliate, a denti di (presunti) dinosauri, a ossa antiche, a pietre preziose di tutte le forme e colori.
Una gioia per gli occhi!

Qui, da un armadietto sgangherato ho scelto di portarmi a casa questa collana di ambra, che credo sia autentica perché é molto "impura", morbida e calda al tatto.
Anche il tipo di gancetto per chiuderla é antico, un po' usurato, mi piace pensare di mettere una collana che ha una storia già sua, già vissuta, di migliaia di anni in forma di resina solidificata, ed é bellissimo come assorbe ed irradia il calore del corpo una volta indossata.
L'ambra é nota fin dall'antichità per il suo potere terapeutico ed il suo effetto antinfiammatorio, calmante ed analgesico.
Ogni volta che la indosserò mi verra in mente Yerevan ed il suo pittoresco mercato dell'usato, ed il calore della sua gente.
Che suovenir amate portarvi a casa dai vostri viaggi?

sabato 14 agosto 2010

Uomini e lupi di montagna

Ieri mattina io e Simone abbiamo fatto una piccola gita vicino a casa, ad Entracque, per visitare il centro faunistico Uomini e Lupi.
Il lupo é il mio animale-totem:ne ammiro le qualità animali, come la lealtà, il coraggio, l'agilità e l'astuzia, il fatto che si scelga una compagna solo per tutta la vita, ma nello stesso tempo fin da piccola ho paura die lupi.
Questo deriva sicuramente dai pregiudizi sui lupi nutriti da tante favole come Cappuccetto Rosso, che raccontatemi da piccola mi facevano terribilmente paura, e da altre immagini negative e feroci dei lupi, trasmesse da personaggi come il lupo che impersona il Male ne La storia infinita, e dai racconti di mia nonna di un soldato attaccato dai lupi qui vicino a casa, mentre tornava dalla guerra.
Sono attratta ai lupi, dalla loro vita, dal loro comportamento, eppure scioccamente mi fanno paura.
In questi giorni sto anche leggendo questo libro di un uomo inglese appassionato di lupi talmente tanto da andare a vivere in un branco di loro per studiarli.
Allora ieri ne abbiamo aprofittato per andare a visitare il centro faunistico (che ospita anche una lupa libera nel parco).
La struttura mi ha colpito per la grande cura nei dettagli:la visita si snoda attraverso varie stanze dell'ipotetica abitazione di Caterina, una fotografa appassionata di lupi:il suo atelier, il laboratorio di fotografia, la cucina.
Il tutto é realizzato così bene che la casa sembra vera, vissuta, reale..ad esempio in cucina il forno era acceso e si sentiva profumo di torta che cuoceva!
Mi ha fatto venir voglia di abitare in una casa così, immersa nei boschi e con decine di disegni e fotografie di lupi appese alla pareti.


Le esposizoni spiegano la vita di un branco di lupi, i loro rituali, la diversità tra lpo alfa e lupo omega, la storia del lupo Ligabue che da Parma é migrato fino a Cuneo.
Infine si esce su una torretta panoramica che si affaccia sul bosco, nel quale vive la lupa,a volte si può avere la fortuna di vederla, se così non fosse ci si affaccia comunque sulla vista splendida delle vette.
Ah le mie montagne, anche con la nebbia sono sempre così belle.
E la pura quiete di un torrente, con l'acqua fredda che sciaborda tra le crepe delle rocce?

Ancora una volta mi sono accorta che adoro viaggiare, esplorare, muovermi.Ma che allo stesso tempo mi piace da impazzire il posto in cui vivo, le mie montagne, il mio paesaggio dell'anima, e tutte le bellissime cose che ho da fare qui a casa.
Non vedo l'ora di sperimentare tutte le fiere biologiche che ci saranno nelle vallate le prossime settimane.
In questa prima settimana di ritorno a casa, tra un temporale e l'altro sono a lavorare a casa dei nonni:é iniziata la stagione delle pesche e i quintali da raccogliere sono davvero tanti.Le pesche più mature però diventano anche deliziose crostate e creme, la sera, dopo il lavoro.
Si sgranano anche i fagioli
...con i pomodori maturi si imbottigliano tanti vasetti di conserva, e quella che avanza diventa un pranzo veloce di pane tostato, aglio,olio buono e conserva tiepida, per un bel piatto di bruschette.


Al mattino se non le pesche di raccolgono le prime patate insieme a nonno e ai cuginetti piccoli, poi tutti insieme si fanno friggere la patatine più piccole, intere, con la buccia, da mangiare per pranzo.
Al pomeriggio raccolgo invece le more, che ho fatto cuocere stamattina per farne frutta sciroppata.
Che belle queste giornate di armonia con i frutti della campagna, all'ombra delle mie montagne abitate da lupi :-)
Buon weekend!