Visualizzazione post con etichetta armenia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta armenia. Mostra tutti i post

sabato 12 febbraio 2011

Ho voglia di partire

Sarò la primavera che avanza, la stanchezza per il lavoro a scuola e l'idea che l'estate si faccia via via più vicina, ma sto iniziando a desiderare un nuovo viaggio estivo, che come negli ultimi anni mi regali un nuovo pezzo di mondo.
Nel 2004 in Israele, nel 2005 di nuovo Israele e poi alla GMG a Colonia, nel 2006 un mese in Brasile, nel 2007 a Berlino.
Mi riguardo le foto degli ultimi anni...
nel 2008 in Ghana a trovare Simone che lavorava lì nel piccolo ambulatorio per scrivere la tesi sulla malaria, a Biriwa, piccolo paesino sulla costa, affacciato sull'oceano con le sue onde gigantesche.

[In canoa fino al villaggio su palafitte di Nzulenzu]

Nell'estate 2009 in Israele [l'alba sulla città vecchia di Gerusalemme, il sole che spunta dietro il Monte degli ulivi, visto dal tetto dell'ostello dove dormivamo all'aperto]
[Il Mar Rosso e la barriera corallina di Eilat dove abbiamo nuotato e ci siamo immersi con i delfini]
[Hummus,pita e shakshuga]

Nel 2010 lo scorso anno, in Armenia sulla via degli antichi monasteri.


E quest'anno?
Io di idee ne ho un bel po', ho voglia di partire, ma io partirei sempre in qualsiasi momento, sono nata con una valigia in mano.
Immagino, spero e sogno di concretizzare.
Per il mio compleanno intanto mi sono regalata questo libro
e ieri sera sono stata alla presentazione di video e fotografie di una coppia di carissimi amici che sono stati in Ladak lo scorso anno.
Lunedì sera io e Simone siamo andati a casa dei nostri amici egittologi per una serata sull'Egitto e sulla turbolenta situazione politica attuale.
La voglia di viaggi, con tutte queste suggestioni, si fa pressante!
Vi lascio qualche spunto per dei viaggi interessanti
come questo di un giovane cuneese che sta viaggiando in bicicletta da solo da Sapporo a Noumea
e quest'altro di un gruppo di cuneesi che sta andando a piedi ad Aushwitz.
Mi ispira moltissimo anche questo sito e soprattutto questo itinerario in Grecia.

Voi sapete già dove andrete?
O dove sognate di andare?Quale viaggio fareste se potreste scegliere?
Sono curiosa!
Buon weekend!
Ps:grazie a tutti per gli auguri di buon compleanno!!! :-)

lunedì 25 ottobre 2010

Le stanze di lavanda

In questo fine settimana ho finito di leggere il libro Le stanze di lavanda, la storia romanzata della nonna armena dell'autrice.
Si racconta infatti di Lucine, la cui vita rimane segnata per sempre dal genocidio perpetuato nel 1915 dai turchi contro il popolo armeno di cui lei fa parte.
La sua infanzia ricca e felice viene spazzata via dalla ferocia, e dovrà sperimentare dure prove:la morte dell'adorato nonno il cui corpo viene straziato, il rogo della sua casa e della sua famiglia, la marcia della morte attraverso il deserto fino a Deir-El Zor, campo di raccolta per i profughi in pieno deserto siriano.
In molti punti la storia é straziante, talmente tragica da sembrare del tutto inverosimile che in una sola esistenza s possano vivere così tanti episodi terribili:
non so quanto ci sia di romanzato,quanto di vero, molte vicende soprattutto nel finale sono secondo me esagerate e spingono troppo al melodramma e alla commozione forzata nel lettore.
Tuttavia, il libro é ben scritto, molto scorrevole ed avvincente e soprattutto permetet di leggere dal di dentro un episodio storico come quello del genocidio armeno che é ancora insoluto a livello politico e molto controverso,come rimane ancora chiusa la frontiera tra l'Armenia e la Turchia, che naga il genocidio.
Mi sono tornati in mente i tantissimi volti incontrati in Armenai quest'estate, i tratti somatici particolari con la carnagione molto chiara, ma capelli e occhi scurissimi e profondi, nasi e profili greci e labbra scarlatte.






Quest'estate ho preparato secondo le indicazioni di Kya lo sciroppo di lavanda, usando i fiori della lavanda raccolta in montagna.
Ho poi usato questo sciroppo per aromatizzare una focaccia dolce:
500 gr di farina
50 gr di zucchero
300 ml latte
mezzo cubetto di lievito di birra
sale
80 gr burro
sciroppo di lavanda (o potete usare anche solo zucchero aromatizzato e fatto un po' imbiondire).
Ho impastato farina e sale, lievito sciolto nel latte, 50 gr di burro e 5o gr di zucchero.
Ho fatto lievitare per circa un'ora e ho poi steso la pasta in una teglia, l ho bucherellata e ricoperta con 4 cucchiai abbondanti di sciroppo di lavanda e con i rimanenti 30 gr di burro a pezzetti.
Ho cotto per circa 20 minuti a 180 gradi.
Lo sciroppo di lavanda ha creato un profumo meraviglioso e anche il gusto mi é piaciuto molto.
Rifarò questa focaccia prossimamente,ora che ho letto questo libro in cui il profumo di lavanda permette alla protagonista di ritornare al ricordo della sua infanzia perduta.
Che libro avete letto ultimamente?

mercoledì 25 agosto 2010

Una cena armena

In Armenia, il programma di viaggio prevedeva anche alcuni piccoli corsi:
due corsi di cucina armena, uno di danze tradizionali, e la visita a piccole attività produttive come un caseificio, un apicoltore, un produttore di vino.
A casa di Melanie che ci ha ospitati a Vartenis per tre giorni, abbiamo potuto realizzare un mini corso di cucina e preparare con lei i Hrincali, ravioli armeni ripieni di carne cruda, aromi e spezie.

[Melanie e Luciné, Vartenis]

[Melanie fa cuocere i Hrincali]

A Dilidjan invece il corso di cucina tenuto da Nouné ci ha insegnato a preparare gli involtini tolma e l'insalata torta.
La tolma sono involtini di cavolo o più spesso foglie di vite, ripieni di carne e riso e poi bolliti, é il piatto nazionale armeno per eccellenza e l'abbiamo mangiato praticamente sempre sia a pranzo che a cena.
L'insalata torta é invece realizzata grattugiando verdure di diversi colori:
Nouné aveva usato barbabietola rossa, patate bollite, carote crudo, cetriolo grattugiato, uovo sodo.
Tra ogni strato della maionese, a formare una torretta di verdure molto scenografica.
[Nouné nella sua cucina, a Dilidjan]

Nel sud del paese abbiamo poi incontrato vicino alla città di Chiva un produttore di vino Arenì:
si dice sia il primo vino che produsse Noé con le prime viti nate dopo il diluvio, un vino fruttato color rubino che a noi é piaciuto molto, così ne abbiamo portato a casa due bottiglie.
[Produttore di vino Arenì]

Ieri sera io e Simone ci siamo messi all'opera per creare una cena ermena per i miei genitori e le mie zie:
i ravioli Hrincali con la "hrincali forma" comprata al mercato vernissage della capitale Yerevan.
Per crearli é infatti necessaria questa forma in metallo, che dà loro una base esagonale e una forma a cupoletta.


E come non preparare anche l'insalata torta di Nouné?
L'abbiamo riadattata perchè non avevo nè barbabietola né cetrioli, ma anche con patate e carote, e uovo sodo é venuta buonissima.
La realizzazione e la decorazione scenografica sono di Simone: gli piace pasticciare in cucina con me ed é una delle sue più belle caratteristiche.
Durante la cena ovviamente si é bevuto il vino Arenì che ha fatto un lungo viaggio dal caldo del sud Armenia fino a casa.
I Hrincali una volta cotti, serviti poi con yogurt greco, pepe nero e sommacco.
E visto che siamo internazionali, come dolce può andare bene anche una torta inglese da cucinare una no?
Vi lascio il link anche per questa bella iniziativa di Perfectio Conversationis che propone un blog candy per l'anniversario del primo anno di blog:andate a fare un salto!Ne vale la pena!E anche le modalità sono interessanti:che cambiamenti abbiamo realizzato nell'ultimo anno?Quali vorremmo raggiungere nei prossimi mesi?

E un link anche a questo video allegro e tenerissimo :-)

Buon proseguimento di settimana, a voi e alle persone a cui volete bene e che illuminano la vostra vita con fantasia e voglia di creare insieme.

mercoledì 18 agosto 2010

Pietre e minerali d'Armenia

Torno a raccontarvi un po' del viaggio in Armenia ed in particolare di due luoghi dove ho lasciato il cuore:
una spiaggetta sul lago Sevan ed il mercato vernissage del sabato a Yerevan, la capitale.Il lago Sevan é molto grande, si trova a circa 1900 metri di altitudine ed é la principale meta balneare per la popolazione armena, non avendo il paese nessuno sbocco sul mare.
I suoi colori sono di ogni sfumatura dal blu all'azurro a seconda della profondità, infatti il suo nome potrebbe essere anche tradotto come "Lago blu".
Una domenica pomeriggio ci siamo fermati in una piccola spiaggetta, l'acqua era gelida ma ci siamo entrati lo stesso, lentamente, il fondo era di sassolini quindi piuttosto limpido e non scivoloso.
Una volta superato il freddo, complice anche un bel sole in quel momento, abbiamo nuotato un po' e si stava bene.
La spiaggetta era molto tranquilla, due o tre famiglie armene con bambini, un po' appartata, non c'erano rumori ma una grande quiete.
Dopo il bagno ci siamo messi a raccogliere dalla spiaggetta dei sassolini e vedendo che erano tutti porosi, di origine vulcanica, leggerissimi e bucati, ne ho presi delle belle manciate con l'idea di trasformarli in ciondoli per collane fai-da-te.
La spiaggia era formata anche da piccolissime conchigliette piatte, rosa e gialline, minuscole dure da sembrare quasi fossili.
Di ritorno a casa, ho preparato come regalo per i miei cuginetti dei barattolini di vetro che ho riempito con delle schegge di ossidiana, dei sassolini vulcanici e le conchigliette, tutto trovato in Armenia.

E ho iniziato a costruire le prime rudimentali collanine di sassi per le mie amiche.Il mercato Vernissage é invece un grande mercato all'aperto che si tiene il sabato nella capitale, in cui sono in vendita sia oggetti di artigianato che articoli di ogni tipo da mercato delle pulci:assemblaggi per motori, chiodi, bicchieri, pezzi meccanici di vecchi elettrodomestici, fotografie, cimeli sovietici, vesititi usati..se mi leggete da un po' capirete facilmente che un posto così per me é un vero paradiso!
Sui maciapiedi la merce esposta era di qualsiasi tipo...
esposta con cura per terra o in valigie aperte
e venduta da simpatici nonnini e nonnine armeni

C'erano reperti antichi, reliquie, argenteria, scarpe usate, cagnolini (!), medaglie e monete, francobolli, bandiere, pentole, piatti e posate..qualsiasi cosa immaginabile.
Tra tutti gli angoli di bancarelle, il settore che mi ha incuriosito di più é stato quello delle pietre e dei minerali, dei fossili, dei cristalli.
Anche in questo caso, le bancarelle erano rudimentali:tavolini, sedie, scatoloni...ma tutta la merce era anche qui disposta con cura, e si poteva trovare qualsiasi cosa, da corna intagliate, a denti di (presunti) dinosauri, a ossa antiche, a pietre preziose di tutte le forme e colori.
Una gioia per gli occhi!

Qui, da un armadietto sgangherato ho scelto di portarmi a casa questa collana di ambra, che credo sia autentica perché é molto "impura", morbida e calda al tatto.
Anche il tipo di gancetto per chiuderla é antico, un po' usurato, mi piace pensare di mettere una collana che ha una storia già sua, già vissuta, di migliaia di anni in forma di resina solidificata, ed é bellissimo come assorbe ed irradia il calore del corpo una volta indossata.
L'ambra é nota fin dall'antichità per il suo potere terapeutico ed il suo effetto antinfiammatorio, calmante ed analgesico.
Ogni volta che la indosserò mi verra in mente Yerevan ed il suo pittoresco mercato dell'usato, ed il calore della sua gente.
Che suovenir amate portarvi a casa dai vostri viaggi?

martedì 10 agosto 2010

A te che mi hai aperto la porta di casa

[Vera e suo marito, villaggio vicino al monastero di Makkenis]

L'aspetto principale del viaggio in Armenia appena concluso é stato l'essere ospitati in famiglie del posto invece che in alberghi (tranne che nei pochi giorni nella capitale).
Questo contatto così stretto e intimo con le famiglie armene ha permesso al nostro viaggio di essere davvero speciale, e sia a me che a Simone é piaciuto questo aspetto di grande semplicità nella nostra permanenza in Armenia.Il viaggio era infatti organizzato per dormire in tre famiglie diverse (nelle piccole cittadine di Vartenis,Chiva e Goris) ma prevedeva anche altri incontri (e innumerevoli tazzè di caffè) con altre famiglie del posto.
L'accoglienza che abbiamo ricevuto é stata calda, sincera, un po' intimidita inizialmente dalla difficoltà linguistica, ma infine ricca di scambio, di gesti gentili e veri.
Sicuramente il vedere un paese da dentro invece che dalla stanza di una grande catena alberghiera é molto più interessante e divertente, e cosa non secondaria, dà sicuramente un aiuto finanziario alla vera economia locale invece che a un albergo spesso gestito da una multinazionale straniera.
Tra i vari incontri in Armenia, é stato bellissimo quello spontaneo (non eravamo ospiti da loro) di una coppia di anziani, vicino al monastero di Makkenis.Vera e suo marito ci hanno invitati con grandi cenni, ci hanno fatti entrare nella loro piccola casa (una stanza con due letti e un focolare) e ci hanno offerto caffè, anguria, pane lavash e formaggio fatto da loro con il latte delle loro pecore.Una gentilezza infinita, da due persone povere ma dignitose, che ci hanno raccontato la loro storia e con le quali abbiamo condiviso un po' del nostro tempo.
Un incontro carico di tenerezza e genuinità.


[Io e Aurelie a Chambery]

Ho viaggiato molto spesso ospite di altre famiglie:anzi posso quasi dire di aver girato l'Europa ospite in varie case.Alle superiori ho studiato alle magistrali indirizzo linguistico:questo mi ha permesso ogni anno di poter viaggiare facendo scambi e soggiorni studio all'estero invece delle "gite normali".Il primo scambio fu di una settimana a Chambery a casa di Aurelie, che poi venne a sua volta a casa mia.Ricordo le cene buonissime che ci preparava sua madre (soprattutto un piatto di vongole e come dolce l'ile flottante), l'andare a scuola a piedi al mattino nella foschia di Chambery, le birre al circolo di biliardo con Aurelie ed i suoi amici, i suoi mille rossetti che mi imprestava.
[Il magnifico soggiorno a veranda della casa di Dublino; io e Fifi davanti al suo college]
[Io e Fifi a casa mia]

Poi é stata la volta dell'Irlanda, con uno scambio di due settimane a Dublino a casa di Fifi:una casa vittoriana stupenda, immersa nel verde, con grandi finestre, una famiglia numerosa e gentile che mi accolse con grande disponibilità.
Mi é sempre piaciuto viaggiare così, forse perchè sono una gran curiosa e sono elettrizzata all'idea di vedere come vive un'altra persona:come cucina, come si veste, come ha arredato al sua casa, che fotografie ha sul comodino, come ha organizzato gli armadi, che libri legge.
Forse é viaggiando così e incontrando tante case e stanze diverse si é creata neglia anni la mia passione per l'antropologia, per il conoscere altri posti, altre culture.
A molte mie compagne di classe non piacevano questi scambi, li trovavano troppo impegnativi.
Certo é questione di gusti, io mi sono sempre divertita tantissimo e mi diverto tuttora ad esplorare nuove case e nuovi paesi in questo modo.
Indubbiamente non é sempre facile vivere in casa di una persona straniera:abitudini diverse, organizzazione diversa.
Se lo sia fa in un paese più povero come l'Armenia il disagio può venire dal non avere l'acqua calda a disposizione, dal dover mangiare cibo strano.
Non sono elementi da sottovalutare:ho avuto un forte mal di pancia per un paio di giorni in Armenia, forse l'acqua dei villaggi che abbiamo bevuto non era potabile.Sono stata ko per un giorno..ma sono felicissima lo stesso di essere stata nelle famiglie.
Certo stare in un albergo 5 stelle magari sarebbe bello, ma non l'ho mai fatto e non credo lo farò mai.Sono questioni di gusti!
[La coloratissima cucina della seconda casa dublinese]
[Cambridge, settembre 2001]

A mia volta ho ospitato a casa mia Aurelie, Fifi ed anche Roddy, un ragazzo scozzese molto simpatico venuto da me per lo scambio europeo Comenius.
[Io e Roddy a casa mia]

Anche i capodanni di Taizé mi hanno permesso di entrare come ospite nelle case della gente e di conoscere persone disponibili, gentilissime, che mi hanno scaldato il cuore.Ricordo del capodanno ad Amburgo questi nonnini che ci offrirono un pranzo caldo il primo dell'anno:dopo giorni di panini e scatolette di tonno il loro pasto così accolgiete fu una benedizione.
Ricordo ancora tutte le portate:minestra con polpettine in brodo, carne di renna con mirtilli, salsa al curry e patate bollite, e poi gelato.Come tutte le altre ospitalità in Francia, Irlanda, anche la loro fu totalmente gratuita e spontanea.Bellissimo vero come gesto di fratellanza?
Mi dispiace di non avere trovato le foto della giovane coppia che ospitò me ed Ilenia durante il capodanno a Zagabria, e della loro bambina, così come della coppia di anziani che ci ospitò per il pranzo del primo dell'anno a Ginevra, ma li ricordo benissimo.
[I nonnini che mi offrirono il pranzo il primo dell'anno ad Amburgo]
[Il ciondolo d'oro regalatomi della mia "mamma" norvegese]

In Norvegia fui ospitata a casa di Siv-Hanne:una casa tutta di legno affacciata sul fiordo di Stavanger, uno dei posti più belli che io abbia mai visto.Un'altra famiglia, la sua, che mi ha accolto come una figlia, con cura e attenzione.Ricordo le colazioni alle 6 di mattino, nella casa tutta buia:uovo al padellino, pane tostato e granchio.Ricordo il suo fratellino di un anno che adorava mangiare barbabietole rosse!E la sua sorellina di 8 anni che mi faceva ascoltare gli Abba allo stereo e con cui giocavo a dama prima di dormire.
Avevo anche imparato a dire:kan eg for snup? (posso avere una caramella).
Prima di partire la mia "mamma" norvegese mi regalò questo ciondolo d'oro che a sua volta lei aveva ricevuto da sua mamma.Una gentilezza infinita..

[La mia famiglia ospitante in favela:io e la mia amica Simona avevamo preparato per loro la pizza l'ultima sera]

[I miei "genitori" brasiliani che mostrano i molluschi appena comprati al mercato e che ci avrebbero cucinato per il pranzo]

E come non ricordare la mia permanenza di un mese in questa famiglia di Salvador de Bahia, nella favela di Novos Alagados?Un'esperienza di condivisione come poche altre.
E la coppia di anziani che mi ospitò a Colonia per la GMG nel 2005?
Avevano la sauna in casa e ci divertimmo da matti a provarla!
[Stella che imbandisce la tavola per il pranzo del primo dell'anno]

Di Stella e di suo marito e della loro accolgienza calorosa a Bruxelles vi avevo già parlato qui
In Armenia ci ha ospitato per tre notti in casa sua Melanie:una signora molto dolce, maestra nella scuola del paese.
Molto sola perché tutta la sua famiglia (il marito, il figlio e la figlia) abita a Yerevan nella capitale dove gli stipendi sono più alti.Con Melanie é stato divertente parlare:lei ci parlava in russo e armeno, noi a lei in italiano, inglese e francese.
Lei ovviamente non conosceva le nostre lingue, noi in russo sapevamo dire una manciata di parole e lo stesso in armeno.Ma abbiamo parlato, a gesti e a parole.
E ora la sua gentilezza é qui con me, mentre ne scrivo.
[Melanie di fronte alla porta di casa]
[Io e Melanie che prepariamo i hrincali durante una breve lezione di cucina armena, foto di Simone]

Adoro viaggiare in questo modo:conoscere la gente, parlarci.Con lentezza.Con grande semplicità, in case magari dimesse e povere come quella di Melanie.Entrare veramente dentro un paese, nel vissuto dei suoi abitanti, nelle loro storie.Imparare la lingua, fare colazione insieme con lo stesso cibo e negli stessi piatti.Conoscere un pezzo di mondo in più, ogni volta che qualcuno mi apre la sua porta di casa con un sorriso.

Ps: mi ha fatto ridere e tenerezza nello stesso tempo osservare il mio abbigliamento negli anni..sempre sgarruppato!Sono tuttora così..e mi diverto!Mai una volta che io sia vestita un po' fine per dirla come mia madre!