Visualizzazione post con etichetta allegria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta allegria. Mostra tutti i post

mercoledì 25 novembre 2015

Natale gentile: un calendario dell'Avvento per diffondere gesti gentili

"Noi distinguiamo fondamentalmente tra il donare da un lato e lo scambio dall’altro come due logiche distinte. Nella logica dello scambio, un bene è dato per ricevere in cambio il suo equivalente. Viene fatta un’equivalenza di valore, una quantificazione e una misurazione. Nel dono, uno dà per soddisfare il bisogno di un altro e la creatività nell’usare i doni di chi riceve è importante quanto la creatività del donatore. L’interazione del dono è transitiva e il prodotto passa da una persona all’altra creando una relazione di inclusione fra chi dona e chi riceve tramite quello che viene dato. Il donare implica il valore dell’altro, mentre la trans-azione dello scambio, fatta per soddisfare i propri bisogni, è autoriflettente e implica solo il proprio, di valore. Donare ha un aspetto più qualitativo che quantitativo, è orientato verso gli altri piuttosto che verso il proprio ego, è includente piuttosto che escludente. Il dono può essere usato per diversi scopi. La sua capacità di creare relazioni fa nascere la comunità, mentre lo scambio è un’interazione tra avversari e crea individui separati centrati su se stessi. " Genevieve Vaughan

Quest'anno non ho organizzato il consueto Scambio di Natale, ma ho pensato invece ad un'idea che può creare più connessioni e spargere maggiore empatia. Così è nato il progetto Natale Gentile, che potete visitare anche sulla sua pagina Facebook. Prendendo ispirazione da altri progetti simili, ho creato un calendario dell'Avvento speciale, che non ha caselle da aprire o cioccolatini da trovare, ma 24 piccoli gesti da compiere, giorno dopo giorno, gesti di condivisione come quello dei bigliettini e delle bustine di tè che ho lasciato sulle macchine parcheggiate in ospedale a San Martino. Mi sono divertita ed emozionata moltissimo quel giorno, oggi Maddalena compie 8 mesi e tra un mese sarà Natale: ho ricevuto moltissimo negli scorsi mesi, in primis il dono della vita di mia figlia, ma anche l'aiuto di moltissime persone che ci hanno accompagnato (e ci accompagnano) in questa magnifica avventura genitoriale. Ora ho voglia di ridare indietro un po' di quello che mi è stato dato.
 Vi va di partecipare con me pensando a 24 "random act of kindness" da realizzare? Questi sono quelli che ho pensato io, potete seguire le mie indicazioni o pensare ad altre azioni gentili. Alcuni di questi gesti sono semplicissimi e richiedono una manciata di minuti, altri invece hanno bisogno di più organizzazione. Nulla vieta di invertire l'ordine dei giorni o di sostituire le azioni che ho pensato io con altre che vi piacciono di più, l'importante è cercare di realizzare una piccola azione gentile ogni giorno. Si inizia martedì 1 dicembre!

1 Manda un sms a tutti i tuoi amici per augurare buona giornata.
2 Offri un caffè a qualcuno
3 Porta un dolce a qualcuno
4 Lascia su un'automobile un biglietto di "buona giornata"
5 Porta in pediatria foglie, matite o un giocattolo
6 Scrivi una lettera e dalla a qualcuno di speciale
7 Porta un fiore a qualcuno (anche ad uno sconosciuto!)
8 Lascia un biglietto a sorpresa per qualcuno in un negozio (sugli scaffali oppure a chi è in coda dietro di te)
9 Fa una donazione (ad esempio a Un pasto al giorno o alla fondazione internazionele Bumi Sehat dell'ostetrica Ibu Robin)
10 Invita qualcuno per il tè
11 Porta dei cioccolatini al lavoro
12 Scrivi a qualcuno che non senti da tempo
13 Lascia qualche moneta in una macchinetta per il parcheggio o in una macchinetta per il caffè
14 Regala un libro ad una scuola
15 Porta dei biscotti a qualcuno in ospedale (anche se fortunatamente in questo momento non conosci nessuno in ospedale!)
16 Spedisci un biglietto d'auguri (lo disegni tu?)
17 Ringrazia qualcuno che è stato gentile con te
18 Lascia un biglietto simpatico in una sala d'attesa
19 Invita qualcuno a cena
20 Fa una sorpresa a una neo mamma
21 Lascia a qualcuno un regalino per l'inizio dell'inverno
22 Porta alla Caritas locale del cibo o del vestiario
23 Lascia biglietti d'auguri nella buca delle lettere dei tuoi condomini ( o dei tuoi vicini di casa)
24 Lascia su un'automobile un biglietto d'auguri o un regalino

" La nostra sopravvivenza, soprattutto oggi, dipende dai gesti di gentilezza di una grande quantità di persone" Dalai Lama

giovedì 12 novembre 2015

Martinmas: allarga i paletti della tua tenda

Ieri era era San Martino/Martinmas, una festa che celebra il gesto caritatevole del cavaliere romano Martino di Tours, che alle porte di Amiens divise il suo mantello con un povero mendicante infreddolito. Questa festa si situa esattamente a metà tra San Michele e Natale e solitamente si festeggia con lanterne e candele, proprio perchè San Martino ha riconosciuto nel mendicante una scintilla di Luce e di fronte a questa si è fermato e spogliato. Anche noi siamo chiamati a proteggere la nostra picola fiamma, che da San Michele ha iniziato a splendere più forte, e ad accompagnarla al sicuro attraverso il mondo più buio. Anche se la nostra luce è piccola è fragile, è comunque capace di allontanare di un poco l'oscurità.
Noi abitiamo di fronte ad un ospedale e ogni giorno, a qualsiasi ora, c'è via vai di gente che entra ed esce per visite mediche o per andare a trovare qualche ricoverato. Le conversazioni che sentiamo attraverso le finestre sono spesso preoccupate, concitate o tristi. Ogni volta che esco di casa e incrocio qualcuno che sta parcheggiando, non posso evitare di chiedermi che storia porta con sè: chi è il malato? Chi sta andando a trovare? Oppure, sta andando a festeggiare un bambino appena nato? Da molto tempo volevo realizzare un piccolo progetto artistico per spargere un minuscolo seme di gentilezza e sorriso tra le macchine del parcheggio dell'ospedale. Così ho dipinto 24 piccoli mandala, preso delle bustine di tè e preparato dei pacchettini.
 
Ho pensato di lasciare questi pacchettini anonimi come piccole sorprese la mattina di San Martino, mettendole tra i tergicristalli di alcune macchine parcheggiate attorno all'ospedale. Vorrei fare molto di più e come sempre, da brava idealista, ho agende zeppe di progetti e idee che mi piacerebbe realizzare attorno a questo ospedale, per questo ospedale e per chi ci lavora o ci deve entrare come paziente. Un primo passo è stato proprio questo progetto di pacchettini, prendendo ad esempio Dear stranger tea for a day. Mi sono divertita moltissimo e prima di andare a sistemare i pacchettini ero emozionata come la mattina di Natale. A volte penso alla mia vita "di prima", a quando mi laureavo in Scienze Politiche e a quanto sia diversa la mia quotidianità di oggi. Poi mi rendo conto che sto facendo più politica ora di quanto non ne abbia mai fatta allora, e che fare politica per me è essenzialmente promuovere un cambiamento sociale, anche piccolissimo, come regalare un sorriso e spero un momento di distensione o sorpresa a chi ha trovato i miei pacchettini con i mandala e le bustine di tè.
L'aspetto più bello è stato andare a sistemare i pacchettini con Maddalena nel marsupio, insieme. In futuro mi piacerebbe moltissimo continuare a diffondere altri pacchettini così, insieme a lei, e non vedo l'ora che sia più grande e mi possa aiutare a costruirli. Costruire il villaggio per Maddalena significa anche lavorare ogni giorno perchè il mondo dove vivrà lei sia un po' più gentile, iniziando dal basso, un piccolo pacchetto alla volta.

sabato 3 ottobre 2015

Fioriscono con me tutti i miei antenati

C'é una contentezza in questi giorni che lieve lieve si spande, prendendosi spazio lentamente, come una nuvola che si diffonde in una stanza. È lieve perchè è una contentezza di piccole cose, che messe in fila una accanto all'altra mi danno l'immagine di cosa sto facendo, del punto in cui sono sulla mia strada come donna e come mamma. 
Una contentezza che si origina e nutre dalla consapevolezza, dal saper guardare, dal riuscire a rallentare. La consapevolezza nel notare le mie emozioni, le mie sensazioni, senza nasconderle o ricacciarle, ma osservandole così come sono, provando a respirarci e a rimanerci: la mancanza forte di Maddalena che sento quando sono in classe a scuola come tirocinante; la paura che provo quando so che dovrò affrontare una situazione difficile con una persona che mi mette a disagio; la fatica di organizzare gli orari dei laboratori, del tirocinio, degli esami; il disorientamento nel vedere le giornate passare troppo veloci...
Cerco di fermarmi e di osservare queste sensazioni, spesso non ci sono risposte o soluzioni, ma cerco di avere ben presente dove sono, con onestà, dando dignità a ciò che sento e sono.
La contentezza allora arriva dal riconoscere, riconoscere me e i miei bisogni, riconoscere i bisogni di Maddalena e mettermi all'opera perchè siano se non soddisfatti, almeno visti, notati.
Mi permetto di riconoscere dove sbaglio, dove inciampo e mi permetto di ricominciare, ogni giorno, di rimettermi in carreggiata con ciò che voglio e sogno.
La contentezza di questi giorni è proprio nell'accorgermi, nonostante le mille necessità di ripartire e migliorare, di essere sulla strada giusta, cioè quella che mi piace, che meglio mi permette di esprimermi, di avvicinarmi alla pienezza.
La strada giusta nel seguire le stagioni e nel raccogliere le foglie che mutano colore, meravigliandomi. 
La strada giusta nel farlo con Maddalena nella fascia, lasciando in lei un'impronta piccola e leggera ad ogni passeggiata, perchè non ricorderà le nostre gite, ma ricorderà cosa significa essere tenuta in braccio, respiro su respiro, ammirando gli alberi e il vento e le foglie e persino la pioggia.
La strada giusta nell'impastare il pane con la frutta secca, nel prepararne uno speciale a forma di drago per celebrare San Michele e la sua forza.
La strada giusta nel coricarsi e alzarsi pian piano, cercando di eliminare la fretta e i rumori, godendo di quei tempi per coccolarci e sussurrare alla piccolina il mio grazie.
La strada giusta nel preparare a mano la maionese con l'Harissa, che tanto mi parla della mia infanza, delle estati in Francia.
La strada giusta nello studiare e nel leggere articoli che mi fanno bene, che 
La strada giusta nell'osservare Maddalena che si alza in piedi da sola, caparbiamente, veloce e fiera. Cade moltissime volte, ma ogni volta è di nuovo in piedi, lì che tenta e ritenta, mescolando lacrime e grandi sorrisi, senza arrendersi. Ammiro il suo coraggio senza limiti e cerco di farlo mio, per proseguire lungo questa strada e ricominciare ogni volta che vacillo.



Mia nonna mi ha portato nel suo grembo tanti anni fa, ha cullato le mie potenzialità, mi ha nutrito di esperienze e ricordi, con speranze e dolori.
Ha dato alla luce mia madre e mia madre mi ha portato nel suo grembo ancora prima di avermi concepito.
Nelle sue preziose ovaie erano custoditi anche tutti i ricordi di mia nonna.
Mia nonna mi ha sognato senza saperlo.
Ed io oggi onoro il suo sogno, abbraccio il suo amore portandolo nel presente e espandendolo nel futuro, guarisco in me quello che mia madre e mia nonna non poterono guarire.
Perchè io sono un seme, io sono un fiore, e quando fiorisco, fioriscono con me tutti i miei antenati.

La Mujer Lunar


venerdì 21 agosto 2015

Saltare nel vuoto

  Ritorno a scrivere qui dopo molte settimane, che ci hanno visti assaporare l'estate e viaggiare in Croazia insieme alla nostra piccolina. Si abbiamo vissuto un viaggio meraviglioso! Mi è sempre piaciuto molto viaggiare e i viaggi sono anche una delle basi importanti della nostra coppia. Il nostro primo viaggio fu dopo un paio di mesi che eravamo insieme, a Zagabria. Per caso ( o forse no) anche il nostro primo viaggio in tre  è stato in Croazia (se non contiamo i viaggi della scorsa estate in cui Maddi era a nuotare tranquilla nel mio grembo). Poter viaggiare tutti insieme è stata una grande conquista e come tutti i grandi sogni ha richiesto che facessimo un salto nel vuoto, che ci mettessimo alla prova e affrontassimo le nostre paure. Avevamo molta voglia e molto bisogno di questa prova, di passare del tempo insieme solo noi tre, senza altre distrazioni e interferenze, di conoscere un altro paese e di provare cosa significa sapere essere pazienti, flessibili e creativi con un bambino piccolo. Siamo stati ripagati da paesaggi bellissimi, lunghe coccole, nuotate rigeneranti, lunghe camminate, un bel trekking in montagna e parchi naturali spettacolari. Non eravamo ben sicuri, prima di partire, che si potesse viaggiare così facilmente con un neonato, ma ora lo possiamo dire: non solo è possibile, ma è persino più facile del previsto e decisamente divertente. Questo era un mio grande timore, nelle prime settimane dopo il parto, quello di non poter più viaggiare come prima. Per me, per noi, i viaggi sono necessari, per cambiare sguardo, arricchirci di bellezza e spunti nuovi, rallentare, provare l'ebrezza dell'avventura uscendo dall'ordinario e dal consueto. Certo abbiamo scelto una meta "facile" ma non sono mancati i rimproveri e le preoccupazioni di chi credeva fosse un viaggio azzardato. Ne siamo tornati molto più sicuri di noi, più in armonia con Maddalena, felici di quanto abbiamo visto e vissuto. Il viaggio ha compiuto la sua magia anche questa volta, ci ha permesso di scrollarci di dosso la polvere, di costruire pensieri nuovi, di imparare. Sono molto molto contenta di avercela fatta, di aver osato, di aver saputo ricordare a me stessa, e a Maddalena, che quando vogliamo con cuore sincero possiamo davvero ottenere ciò che sogniamo, che fa bene uscire dal seminato e accettare una sfida, che si può affrontare ogni cosa, un respiro alla volta, lasciandoci rapire e ammaliare dal bene e dal bello che incontriamo. In Croazia i nostri occhi hanno fatto il pieno di meraviglia, di sole e di natura. Gli ultimi anni mi capitava di avere molta voglia di tornare a casa, dopo un viaggio, di esserne impaziente. Quest'anno no, con la mia piccola valigia e la mia famiglia avevo con me tutto ciò che mi serviva, non mi mancava nulla. Quest'anno non avevo fretta di tornare: là dove siamo noi tre e la nostra voglia di esplorare sono a casa, sempre.













lunedì 13 luglio 2015

Perle di legno

 Ieri pomeriggio ho partecipato ad una interessante iniziativa, un pomeriggio di lettura e scrittura sul tema della felicità. Ci siamo ritrovati in un agriturismo e ci siamo lasciati ispirare da alcuni scritti letterari, che sono stati lo spunto ber brevi esercizi di scrittura. Siamo partiti dalla parola greca per indicare la felicità, eudaimonia, laddove eu significa bene, buono e daimonia riprende invece il concetto di daimon così come espresso ad esempio da Platone nel mito di Er riguardo alla trasmigazione delle anime. Ogni anima sceglie infatti il suo daimon, che lo accompagnerà nella vita futura aiutandola nel progetto che l'individuo deve portare a termine nel corso della sua esistenza. Questo concetto è stato poi ripreso anche da Hillman, allievo di Jung, che scrive “Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino”. Eudaimonia significa allora vivere in armonia con il proprio daimon, il proprio disegno, è un concetto potenziante per l'individuo, non considerando la felicità come un'abbondanza "caduta dal cielo" quanto invece come uno stato attivo, in cui l'individuo si muove alla ricerca del proprio benessere. Essere felici sarebbe allora il promuovere l'allineamento della nostra vita sul daimon, qualcosa che esiste in ciascuno di noi, che ci rende unici e irripetibili. Ognuno di noi ha una sua vocazione, una sua immagine che lo contraddistingue in modo radicale e che va ricercata e alimentata senza posa, per rendere davvero autentica la nostra esistenza. Secondo Platone infatti noi siamo ciò che abbiamo scelto di essere.

Ci siamo poi lasciati ispirare da alcuni scritti di Wislawa Szymborska, Ungaretti, Montale, Salinger, Mozzi, oltre che alcune citazioni video di Benigni e dalla canzone Happy di P.Williams.
Abbiamo provato ad immaginare cosa direbbe il nostro sole interiore, partendo dall'archetipo del sole che auto alimenta la sua stessa energia, come la felicità che si auto alimenta senza bisogno che ci arrivi da fuori, dall'esterno. Ci siamo chiesti con Il giovane Holden se sia possibile proteggere la felicità e cosa questo possa significare per ciascuno di noi. Ci siamo domandati come mantenere la felicità una volta sia stata raggiunta, abbiamo dibattuto sul modo migliore per affrontare le difficoltà. Il tema era ovviamente di larghissima portata filosofica, non sicuramente esauribile in una manciata di ore, ma è stato interessante chiacchierarne, soprattutto perchè eravamo persone molto diverse per età ed esperienze di vita, ciascuno ha portato un pezzetto dei propri pensieri nella condivisione.

Alla fine del pomeriggio, ognuno ha potuto scrivere un breve testo, partendo dalla frase "Ho incontrato la felicità".
Ecco il testo che ho scritto io.

La felicità per me è sempre tre parti: vedere il percorso di prima, tutto ordinato nel suo caos come una fila di formiche in marcia sotto il sole. Vedere la perfezione dell'adesso, così come esattamente è, un attimo puro estratto dallo scorrere del tempo. Lì, il modo in cui la luce colpisce il muro a quest'ora del pomeriggio.  
Il sapore di queste fragole, il succo che mi cola sul mento e sulle mani. La lettera arrivata a sorpresa. 
Il calore della tua piccola mano sul mio petto.
E poi, il guardare avanti, il mondo di infinite possibilità che ci attende.
Tre parti: il prima, l'adesso e il poi. Forse, a pensarci bene, non me ne basta che una. Mi è sufficiente l'adesso, perchè se l'adesso è in armonia, ha avuto senso la strada di prima, pur con le sue curve, quella brutta caduta, le ginocchia sbucciate. Se l'adesso è illuminato, posso ben sperare che lo sarà anche il domani. Perciò, anche se il mio sguardo spesso vaga avanti e indietro, ecco, mi basterebbe l'oggi. La torta ben riuscita nel forno. Il tuo sguardo, proprio in questo momento. Il profumo della pioggia sull'erba dopo ala calura del giorno. Raccolgo un attimo e poi un altro, come minuscole perle di una collana che porto sempre al collo. E' una collana che si fa lunga, le perle sono di legno. Sono tutte diverse, come i momenti che ho raccolto. Ho preso l'impegno di aggiungere una perla al giorno. A volte ne trovo tre, o anche quattro.
A volte trovo la mia perla solo a notte inoltrata, quando la giornata sta già finendo.
Ma la trovo sempre, perchè non smetto di cercare. E nel fondo della notte spesso mi basta quello: sapere di aver cercato le mie perle, a testa china, lo sguardo attento. Sapere che se cerco trovo, se mi sporco la mani la meta è più vicina.
E rendo grazie.

Qui sotto, alcune immagini delle mie perle delle ultime settimane.