domenica 17 ottobre 2010

What I love today

Ringrazio Valentina e Martina per avermi assegnato questo premio!
E rispondo come prevede il riconoscimento, elencando 10 cose che mi piacciono.
1-Simone:
la sorpresa che mi ha fatto venerdì tornando dal master a Milano, quando é passato in biblioteca a trovarmi e non me lo sarei mai mai aspettato (credevo tornasse parecchie ore dopo).
Gli abbracci, le lunghissime chiacchierate, le passeggiate sotto la pioggia di questo weekend, la cena di ieri sera sotto la pioggia che scrosciava,l'emozione nel vederlo.
La merenda di oggi pomeriggio, con i the che abbiamo scelto e sorseggiato insieme qui.
2-Le mie amiche:
la serata con Ilenia in pizzeria,i tantissimi progetti creativi che abbiamo in mente di realizzare, le nostre risate e la nostra allegria contagiosa.
La lezione di yoga settimanale con Simona, e l'aver incontrato alla stessa lezione un'altra amica carissima.
Il pranzo ed il pomeriggio di ieri a Torino con Pamela, le confidenze, il caffè preso al volo nel nostro bar preferito quando eravamo compagne di università.
Le email che mi mandano le amiche in erasmus in Spagna, i messaggi quotidiani con cui sento le altre mie compagne di ventura.
Legami bellissimi!
3-Il seminario di introduzione alla figura della doula che ho seguito ieri a Torino, organizzato dall'Opera Munifica.
Un'atmosfera carica di serenità, eravamo più di 30 donne ad incontrare Emanuela Geraci fondatrice della prima scuola per doule in Italia.
Sedute cerchio ci siamo presentate, eravamo un mondo multicolore di età, provenienza e abbigliamento, un panorama di donne oguna speciale in sè.
Abbiamo ballato e ci siamo scatenate su di una musica spagnola arabeggiante, su di un'altra musica molto più calma ci siamo abbracciate, abbiamo riso, abbiamo camminato in cerchio per la stanza:
chiunque ci avesse osservato ci avrebbe trovate fuori di testa e proprio per quello abbiamo ballato e ci siamo scatenate ancora di più, é stato divertente e liberatorio.
Poi siamo passate alla presentazione vera a propria della figura professionale della doula, quanto vorrei frequentare il corso!
Vedrò cosa si può fare!
4-Il profumo ed il sapore di mele e cannella.
5-I nuovi libri presi in biblioteca.
6-I cappelli di lana che torno ad indossare dopo la stagione calda.
7-Il colore energizzante di questo sapone ed il suo profumo fresco.
8-Questa iniziativa della comunità Papa Giovanni XXIII per sostenere progetti nutrizionali in Italia e nel mondo, ed piccolo ricettario ricevuto in regalo lasciando un'offerta.
9-Skype che mi permette di parlare in tutto il mondo con le mie amiche lontane, soprattutto quelle che sono a Mosca.
10-Queste foto e l'atmosfera di semplicità che trasmettono:
la sposa ha fatto il bagno nel lago insieme alle sue amiche prime della cerimonia, lo sposo é arrivato in canoa...sono stupendi.

Buon inizio settimana, che sia ricca di amore donato e ricevuto.

giovedì 14 ottobre 2010

Los trenta y tres

Si oggi gioisco per il salvataggio dei 33 minatori cileni, per questo evento che ho seguito da ieri mattina quando, prestissimo, nel buio di casa prima di andare al lavoro, ho acceso EuroNews per il telegiornale ed ho scoperto la diretta.
Nelle pause dal lavoro andavo a vedere come procedeva la risalita nella capsula Phoenix fino alla luce.
Mi sono commossa ieri mattina, nel vedere le immagini dei primi 3 minatori estratti, gli abbracci con i soccorritori, con i famigliari, con il presidente cileno:
commossa nell'osservare la trepidazione di chi li aspettava in superficie ed i loro sorrisi genuini una volta risaliti.
E soprattutto mi ha colpito la loro forza e la forza che l'essere umano ha di sopravvivere e di lottare in qualsiasi situazione, anche la più estrema, la volontà di potercela fare, la tenacia e caparbietà anche di fronte a realtà spaventose, il coraggio di rischiare.
La forza che che sa rendere un individuo eroico nelle sue azioni e capace di sperare e operare oltre il possibile.
Voglio ricordarmi questo, voglio tatuarmelo bene in mente, io che non devo scendere in miniera a lavorare, che possiamo sopportare e vincere qualsiasi cosa, qualsiasi paura o incertezza, che non ci sono situazioni che non possono essere vinte.
Che si può e si deve sempre avere il coraggio di lottare.
A volte i sogni in cui crediamo ci sembrano ancora così lontani ed irraggiungibili,ma i 33 della miniera mi hanno ricordato con forza che bisogna allenarsi alla pazienza, esercitarsi ogni giorno, magari la meta non é ancora a portata di mano, bisogna saper aspettare il momento buono, il proprio turno, esercitarsi costantemente alla pazienza.
E nel frattempo tenere i muscoli saldi e buoni per essere capaci di forza e entusiasmo quando la ruota girerà a favore e non sarà più solo il turno di costruire castelli in aria, ma anche di costruirci sotto delle fondamente vere.
Nel frattempo, aspettiamo.
Ecco, la lezione dei minatori spero di tenermela ben bene in mente ogni giorno da quando mi alzo a quando mi corico:saper aspettare, esercitarsi alla pazienza e mantenere viva la speranza.

domenica 10 ottobre 2010

Pause di quiete

Questa é stata una settimana impegnativa, correre su e giù ogni giorno per 10/12 ore di fila, dividendomi tra le 4 scuole dove lavoro come assistente al sostegno, confrontarmi con la disabilità spesso sfiancante di questi bambini e quello che comporta:
poca voglia da parte loro di fare gli esercizi proposti, ammutinamenti e ribellioni varie, il confrontarmi con le loro difficoltà, i loro scatti di ira o di noia.
Sono a casa solo la domenica, se no mi alzo sempre prestissimo, ho iniziato a lavorare anche in una biblioteca che però dista molti chilometri da casa mia, sono lavori che mi piacciono moltissimo ma la fatica si fa sentire, allora ho cercato durante la settimana di ritagliarmi altri piccoli momenti di quiete.
- Come fare una passeggiata nel bosco vicino alla scuola di montagna ad osservare l'autunno che si diffonde
-Fotografare le gocce di pioggia appese ai fili del bucato, appena sorto il sole, prima di andare al lavoro
-Riscaldarsi attorno alla stufa la sera
- Cucinare pollo e gamberi con cocco e curry, nuova ricetta indiana strepitosa -Ricevere croissant freschi e nuove calze calde da parte di mia mamma, la domenica mattina, per il mio onomastico
-Ammirare i colori di un centro tavola autunnale
-Ricevere e gustare un barattolo di funghi sott'olio fatti in casa
- Cucinare la tarte tatin la domenica mattina, unico giorno a casa dal lavoro, per un pranzo con mia zia Piera, i cuginetti e Simone. e ricevere un'altra tarte tatin per lo stesso pranzo da parte di Simone, per il mio onomastico.
Lo stesso Simone che giovedì dopo aver guidato 6 ore in giornata per andare a Milano a dare un esame, ha organizzato per me una piccola sorpresa con una canzone romantica ed una merenda, gesto speciale perchè molto inconsueto!
-Ricevere un cestino di cibi buoni da parte dei miei zii, in "cambio" per il pranzo
-Andare alla lezione di yoga il giovedì sera anche se ero stanchissima ed uscirne rigenerata- Iniziare un nuovo libro
-Andare al negozio biologico a prendere degli spuntini da portarmi a scuola nell'intervallo mentre lavoro come maestra di sostegno
-Fare un giretto per negozi dai colori autunnali e portarsi a casa qualcosa di nuovo da indossare -Passare un po' di tempo (anche se molto meno di quello che vorrei..) con i miei cuginetti e le mie zie, soprattutto a parlare del lavoro con le mie zie che sono tutte o maestre dell'asilo o educatrici, confrontarmi con loro sui vari metodi educativi, su libri e progetti per bambini da fare a scuola, sulla disabilità dei bambini che seguo.- Incontrare con Simone due coppie di amici per un aperitivo e ricevere l'invito al matrimonio di una mia amica molto cara...incontrare un'altra mia amica per un the mattutino e sentirla raccontare del suo recente viaggio a Londra.
-Prendermi cura di me:nelle pause dal lavoro, lunedì sono andata dall'osteopata e ieri a tagliarmi i capelli, piccoli gesti di cura.
-Preparare i gnocchi con formaggio per pranzo insieme a mia mamma e portarne anche un piatto a mia cugina che abita nella casa a fianco
- Ricevere la visita di una carissima amica del Burkina Faso con i suoi due bimbi, il più piccolo di appena un mese, e chiacchierare con lei dell'africa:ad esempio in Burkina quando nasce un bimbo si regalano alla mamma brodo di pollo (per rimettersi in forze) e del sapone che le servirà per lavare i vestiti del bambino visto che non usano pannolini.
Ancora più bello dopo aver visto questo film proprio martedì sera.Buona nuova settimana con un nuovo augurio per coniugare la passione del lavoro con la calma, sarà una settimana particolare perché Simone sarà a Milano e non ci vedremo, cercherò nuovi attimi di pausa tra un lavoro e l'altro e tra le gocce di pioggia.

mercoledì 6 ottobre 2010

14 kilometri

I chilometri sono quelli che separano il Marocco dalla Spagna:
l'ultima tappa del viaggio odissea narrato nel film che abbiamo visto ieri sera.
Il film racconta infatti di tre giovani africani:
una ragazza di nome Violette, maliana, e due fratelli nigeriani, che decidono di tentare la sorte e di andarsene dall'Africa verso l'Europa.
Violette fugge da un matrimonio combinato con un uomo vecchio che ha abusato di lei da bambina, Buba invece é un buon giocatore di calcio e vorrebbe trovare posto in una squadra, convinto a partire dal fratello.
Il viaggio diventa però una storia di soprusi, la ragazza viene derubata e si ferma dapprima in un bordello, poi affronta un itinerario estenuante su un camion stracarico attraverso il Sahara, dove incontra i due fratelli.
Tutti e tre scendono dal camion per avviarsi a piedi ma sbagliano strada e si ritrovano a vagare nel deserto senz'acqua.
Il fratello di Buba muore e gli altri due vengono soccorsi da una tribù di beduini.
Lui e Violette comprano poi dei falsi passaporti in Mali, ma la ragazza viene arrestata dalle guardie di frontiera maliane all'ingresso in Algeria, finendo di nuovo a dover lavorare come prostituta.
Buba viene inseguito dalle guardie di frontiera algerine e marocchine, ogni volta rispedito indietro e costretto in una terra di nessuno.
Una continua catena di ingiustizie, truffe, violenze, di cui tutti sappiamo, dei rimpatri forzati, delle guardie di frontiera, dei viaggi dei "disperati" via mare, della marina che ostacola il loro approdo,ma vedere tutto questo narrato visivamente in un film colpisce molto di più di un semplice racconto di cronaca che anzi ci ha stufato e ci rende purtroppo indifferenti.
E non ho potuto fare a meno di pensare agli immigati africani che conosco, e che in un certo senso posso considerare amici:
le ragazze a cui mia mamma ha insegnato l'italiano, i bambini che ho seguito e seguo al doposcuola, o altre facce sconosciute che incontro ogni giorno nel mio paesino.
Tutto questo perché la loro storia del prima non la conosco:
non ce ne hanno mai parlato e noi non abbiamo mai chiesto, o se ci hanno raccontato é stato in un italiano frammentato misto ad un cattivo francese, di cui si capivano poco i nessi logici e le scansioni temporali.
Dietro ad ognuno di loro c'é una storia.
Posso immaginare come fosse il loro prima:l'ho visto in Ghana,anche se per un breve tempo, so da cosa possono scappare, dalla realtà di queste foto fatte nell'estate 2008.
E so cosa può essere l'adesso:lavori umili, disagio, mancanza di casa, un'integrazione che per quanto buona non é mai completa.
Quello che mi manca é il mentre, il mezzo, il viaggio con cui sono arrivati qui.
Questo film restituisce una forma alla parte centrale della storia:
al come siano arrivati qui.
Per questo lo consiglio, a chiunque sia in contatto con il prima e con il dopo:
a chi é appassionato di Africa e c'é stato, a chi qui si trova a dover lavorare a scuola, al centro migranti, in ospedale o in fabbrica con cittadini africani.
Io sono in entrambe le categorie, e credo proprio per questo che non possiamo ignorare la parte in mezzo, quella in cui purtroppo anche i nostri governi svolgono una (cattiva) parte:
14 kilometri possono essere pochi, ma possono essere anche lo spartiacque tra un prima e un dopo.

domenica 3 ottobre 2010

Buona settimana

"L'importante non é quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo in quello che facciamo, bisogna fare piccole cose con grande amore" Madre Teresa di Calcutta
Puck lo gnomo di legno viene da qui
il calendario invece é di Sarah Jane
e l'acqurello indaco da Geninne.
Il fiore invece é un regalo da parte di mia mamma!
Buona settimana, vi e mi auguro di trovare tempo per piccoli attimi di calma in mezzo alla frenesia del lavoro :-)

venerdì 1 ottobre 2010

Scintille di gioia

1-Ricevere posta:
dal Messico questa stampa ad acquerello da parte di Geninne.
Mi piaceva molto il colore di questo quadretto, e volevo comprarlo da più di un anno, ma mi ero ripromessa di comprarlo con il mio primo stipendio, essendo non carissimo ma comunque una spesa per un oggetto non di utilità immediata.
Poi un mesetto fa ho deciso di comprarlo lo stesso, anche se non avevo ancora trovato i vari lavori!
All'universo sarà piaciuto il mio gesto di ottimismo perché continuano ad arrivarmi inviti per colloqui e proposte di lavoro molto belle, una anche ieri, molto interessante, insomma c'é molto movimento positivo sul fronte lavoro, finalmente.
Da Daniela di Perfectio Conversationis ho invece ricevuto questo libro come premio del suo giveway che ho vinto!Mi ispira molto!
2-I "miei" bambini, quelli con cui passo ora le giornate a scuola.
Che mi regalano tante scintille:
ieri dopo la mensa i bambini delle elementari della scuola di montagna stavano facendo un gran macello e per farli stare bravi ho agguantato il più pestifero e gli ho insegnato un gioco/solletico che gli ho fatto sul braccio per rilassarlo.
Poi lui si é messo a farlo a tutti gli altri e si é creata una situazione bellissima, si facevano i massaggi a vicenda e stavano calmi, collaborando tra loro e smettendo di gridare e litigare.
O stamattina A., il bimbo più grave che seguo, non voleva collaborare ai vari giochi sensoriali che proponevo, poi ho usato un pettine di legno a denti larghi per fargli un piccolo massaggio alle mani, che tiene sempre molto contratte e chiuse, gli é piaciuto molto, si é tranquillizzato e anzi mi porgeva lui stesso le mani, caso stranissimo per lui.
Oggi pomeriggio invece avevo in "consegna" un bimbo autistico all'asilo, e mentre disegnavamo ad un certo punto, stranamente, ha smesso di fare il suo solito disegno compulsivo per disegnare una casetta, come quella che stavo disegnando io su un altro foglio, ma non credevo mi avesse neanche notata.
Poi al momento della nanna mi ha preso una coperta e l'ha messa a terra vicino alla sua, chiedendomi di sdraiarmi lì anche se di solito noi maestre stiamo in piedi metre leggiamo loro la storia.
Questo suo gesto insolito di gentilezza mi ha fatto tenerezza.
I piccoli progressi o gesti positivi che fanno questi bimbi mi emozionano.
Un altro bambino della scuola di montagna invece mi ha stampato la ricetta di un piatto sardo che cucina sua mamma.
3- Questo bouquet di "medaglie del Papa" color opale, che ho raccolto in montagna e ora stanno sulla mia scrivania.
4-Il libro che sto leggendo,ambientato nel medioevo, un intrigo di monasteri e Templari, avvincente e scorrevole.
5-L'allegria di questa foto di S.Paradjanov, artista ecclettico e stravagante, di cui abbiamo visitato la casa-museo a Yerevan, in Armenia, vi parlerò meglio di lui, intanto non é contagiosa questa sua corsa sfrenata per la strada?6-Il castello fatto di cartone di recupero e rotoli finiti di carta igienica, perfettamente dipinto e rifinito anche nei particolari, con tanto di personaggi, che Simone ha trovato nel bidone per la raccolta differenziata della carta e che ha preso, l'ho portato ai miei cuginetti, chissà chi l'ha costruito con tanta cura e poi buttato via.
7-Il cielo tempestoso di inizio autunno e la luce dietro le nubi.
8-Il sushi con le amiche.
9-E il mio pezzettino di cielo quotidiano:buon 1 ottobre Simo!! :-)

Buon weekend, a caccia di scintille di gioia per tutti voi.