sabato 9 giugno 2012

Le bamboline di papavero

Voi le sapete fare le bamboline con i boccioli di papavero?
Ho chiesto ai bambini della scuola e molti non sanno realizzarle.
Eppure é un gioco così semplice e bello, passavo intere ore a giocarci con i miei cugini.
Bisogna cercare i boccioli di papavero ancora chiusi e raccoglierli staccandone anche un gambetto di un paio di millimetri.

 Quindi si apre delicatamente il rivestimento verde, seguendo già la linea divisoria che poi sboccerebbe naturalmente, e sempre con molta attenzione far uscire il vestito della bambolina, cioè i petali del fiore.
 Una volta aperto il fiore (senza staccare le due parti verdi esterne che saranno lo scialle della principessa), staccare sotto i semi la piccola "testa" verde, che si trova internamente al papavero.Bisogna fare molta attenzione a non sgualcire il vestitino di petali!
 Si può allora infilare la testolina verde in cima al bocciolo:ecco la nostra bambolina pronta nel suo vestito di seta leggera e con uno scialle verde tutto ricamato.
 Le bamboline più preziose, da bambini, quelle più invidiate e ricercate, erano quelle bianche:i boccioli più piccoli, quelli dove il pigmento rosso non ha ancora colorato i petali nascosti.Le bamboline bianche sembravano minuscole spose ai nostri occhi.

Sono tanti i giochi che si possono inventare con un paio di fiori, un legnetto, delle foglie.
I giochi più semplici ma anche quelli più difficili:quanta concentrazione per le mani di un bambino aprire i boccioli di papavero senza rompere i petali, staccare la testolina interna semze rompere lo scialle verde.
Piccoli giochi che affinano i sensi, le capacità, e soprattutto ci fanno perdere in una quiete magica che ora vorrei ricreare più spesso, e che cerco costruendo bamboline per qualche minuto, in un pomeriggio a casa dei mie nonni, sotto gli alberi di ciliegio carichi di frutti.

Buona domenica!

martedì 5 giugno 2012

Estate

Quanto movimento in questo inizio giugno, tante cose volgono al termine, tante inziano nuove.
Ieri abbiamo dormito per la prima notte nella nuova casa, che per ora sembra ancora un accampamento, ci stiamo ambientando.Di nuovo tutto da imparare, calibrare: nuove strade, nuovi posti per parcheggiare, nuovi vicini, nuova luce e nuovo paesaggio.
Ci sono ancora molti scatoloni, mancano ancora dei mobili:ma é nostra e pian piano la renderemo bella e accogliente.

La scuola sta per finire, invece: questa é l'ultima settimana piena.
Sembrava non arrivare mai questa fine, le ultime settimane sono sempre le più pesanti, come quando si era studenti.
Tra pochi giorni dovrò salutare i bambini.
Non so se sono stata una buona insegnante: con i bambini piccoli mi sono arrabbiata tanto, ma ho anche giocato, riso e disegnato,  mi sono affezionata a loro moltissimo, mi mancheranno.
Con i grandi ho spesso rinunciato a spiegare e non penso di aver lasciato in loro un solco a livello didattico.
Sapevo che essere lì in classe a studiare diritto ed economia era l'ultimo dei loro desideri, allora spesso invece di spiegare ho ascoltato.
Le loro storie, molte sono brutte e tristi.
Le loro difficoltà, i loro amori, le loro litigate.
Abbiamo parlato a lungo, ci siamo confrontati, mi hanno chiesto consiglio.
Sicuramente non hanno memorizzato molto, ma spero abbiamo capito un po' di più il loro valore, il loro carattere, ed i loro sorrisi di stamattina me lo confermano.

Tra meno di due settimane partiremo in viaggio, con i miei genitori e mio fratello:un viaggio che ho già fatto, sia da sola che con Simone, e che i miei genitori sognano e immaginano da anni, anzi da decenni.
Non mi sembra ancora vero di andarci con loro, ci crederò quando saremo sull'aereo, anzi forse solo quando atterreremo su quella terra calda e speziata.
Anche io ho sognato, sia con occhi chiusi che aperti, questo viaggio, per molti anni.
Andarci é veramente a tutti gli effetti, un sogno.
Non vedo l'ora, di essere di nuovo lì, di girare nel suq della Città Vecchia, di mangiare hummous, di camminare su quelle pietre lisce e rosate.

Sto terminando il secondo corso di scrittura creativa iniziato questa primavera, mi sta insegnando molto, mi sta appassionando.
Quest'estate ho deciso di non lavorare ad agosto:non che ci fossereo moltissime possibilità lavorative, ma ho scelto di stare a casa.
Sono stanca, é stato un anno molto intenso, dalla scorsa estate non mi fermo un attimo.
Ho bisogno di staccare un po' dai bambini, dal lavoro di educatrice.
Ho bisogno di avere un po' di tempo vuoto, per scrivere: ho in mente sempre tanti progetti, tante belle idee, vorrei organizzare una mostra di fotografia, ma non ho mai tempo o energie.
Spesso torno a casa di sera e mi accorgo di aver corso tutto il giorno.
Certo facendo cose molto belle, interessanti.
Ma per sempre correndo.
Voglio passare più tempo con i miei cugini, con i nonni.
Vorrei raccogliere pesche, stare di più all'aperto.
Ho bisogno fortemente di uno stacco di tempo per recuperare, sono molto felice di poterlo fare.
Sarà anche l'occasione per pensare a nuove prospettive sul lavoro, a nuovi futuri.
Vedremo poi cosa porterà l'autunno, che consigli, che idee.


 In questi giorni Argo é andato in una nuova casa, questo bianco cucciolo ciccione ci mancherà moltissimo, ha illuminato in modo straordinario la mia, la nostra primavera.

Pregusto l'estate che verrà, siamo sommersi finalmente di fragole e ciliegie, al mercato ci sono i primi fagiolini della stagione.
Tra poco i primi pomodori.
Immagino, assaporo.
Che bella stagione quella in arrivo!
Voi cosa sperate di fare quest'estate?
Che progetti avete?

sabato 2 giugno 2012

Storia di un ramo di pesco e di un ramo di melo #13

 [Pesco #13]

Sono più di tre mesi che osservo il ramo di pesco e quello di melo a casa dei miei nonni, nel loro vasto frutteto, sulle piante che crescono proprio sotto la loro grande cascina, vicino al vecchio pollaio.
Le pesche si stanno facendo grandi, rotonde e lucide.
 [Melo #13]
[Melo #13]

Le mele sono state diradate e del nostro ramo rimane solo la più grande, le altre più piccole (e quelle degli alberi vicini) sono state tolte e buttate a terra.
Bisogna diradare in modo da far crescere frutti più grandi ma senza che il ramo ne risulti appesantito:
meglio allora tenere solo 1 o 2 mele di ogni gruppetto e buttare le altre quando sono ancora piccole.
Ora sotto gli alberi di mele ci sono le meline, in terra.

Buona domenica a ciascuno di voi.

giovedì 31 maggio 2012

Trasloco

Stiamo traslocando nella nuova casa, che é ancora molto provvisoria, ci mancano alcuni mobili, ci mancano le sedie, ma stiamo via via ammucchiando lì scatoloni con le nostre cose e facendo pulizia.
Stamo svuotando la csa "vecchia", questa, dove dormiamo ancora e mette malinconia staccare i quadri dalle pareti, togliere dagli armadi quello che abbiamo portato qui in questi mesi.
La nostra prima casa insieme, quella in cui siamo venuti a vivere la sera del nostro matrimonio.
La casa dove abbiamo cucinato insieme, dove abbiamo passato il primo Natale e la prima Pasqua.
La casa che ci ha visti andare sempre a letto molto tardi e svegliarci sempre molto presto.


Di questa casa mi piacciono il grande pino dietro la finestra della camera della letto, le pareti bianchissime  e luminose, mi piace il terrazzo che si affaccia sulla Bisalta, mi piace che sia a pochi minuti a piedi dalla casa dei miei nonni e dei miei cugini e vicino al sentiero dei ragni.
Ci mancherà questa casa, la sua tranquillità, il suo essere nel verde, fuori dal traffico cittadino.
Ci mancherà questa grande stanza dove ci sono la cucina e il soggiorno, quest'ambiente unico.
Ma siamo anche pronti ad arredare la casa nuova e a voltare di nuovo pagina, verso un altro cambiamento, verso altri mesi insieme.
Cosa vi piace della vostra casa?

martedì 29 maggio 2012

Zeno :-)

 Domenica mattina, facendo una passeggiata con una coppia di amici al parco fluviale, abbiamo visto qualcosa di molto piccolo e rosa sul ciglio della strada.
Era un uccellino minuscolo, ancora senza piume, probabilmente caduto da un nido (anche se lì vicino non c'erano alberi perché eravamo su un ponte) o forse preso dal suo nido da un corvo che voleva portarlo via.
L'uccellino era in terra, l'abbiamo preso titubanti e l'abbiamo portato a casa con noi dopo aver controlalto che non ci fossero in giro altri uccelli.
L'abbiamo messo in un nido vuoto (trovato qualche giorno fa nel bosco con mio cugino Pietro), avvolto in un fazzoletto e con un altro fazoletto ripiegato vicino  a fare spessore perchè il nido era molto grande per lui e si sarebbe sentito sperso.
 L'abbiamo provato a nutrire con una pinzetta, dandogli pezzettini di mela, di tuorlo cotto, di piselli cotti e di larve (Simone ne alleva per il formicaio).
Poi l'abbiamo sistemato sotto una lampada accesa in modo che rimanesse al caldo.

E così ecco il nostro piccolo:Zeno!
Gli abbiamo dato da mangiare circa ogni mezz'ora e controllato che stesse bene.
Aveva molta fame e continuamente quando ci sentiva avvicinare apriva il becco e si dimenava per farsi dare del cibo, poi si addormentava.
Era davvero minuscolo, ricoperto da una finissima pelle rosa liscia, dalla qualce spiccava la macchia rosso vivace del cuore, due piccolissime ali e due micro zampine.
In testa, due grandissimi occhi chiusi e un ciuffetto di lanugine.


 Anche di notte l'abbiamo lasciato sotto la lampada accesa, e ci siamo svegliati spesso a turno per andarlo a trovare e dargli da mangiare.
Quella notte Zeno é stato il nostro neonato e noi due genitori apprensivi ed amorevoli: sia io che Simone detestiamo dormire se c'é anche solo un po' di luce, tutto deve essere buio, eppure abbiamo sopportato con allegria la lampada accesa di Zeno e la sua forte luce.
Ci siamo alzati per controllarlo e tutta la notte abbiamo dormito con un occhio mezzo aperto per vegliare l'uccellino.
La mattina dopo, eccolo bello pimpante e vivace, tenerissimo con il suo ciuffo minuscolo di "capelli", con il suo piccolo corpicino tutto rosa.
L'ho portato con me al lavoro ed é stato buffo vedere come io e Simone ci siamo calati subito e bene nel ruolo di genitori: ci siamo mandati tutto il giorno messaggi per chiederci e dirci a vicenda come stava Zeno, se mangiava, se si muoveva.
Mentre ero al lavoro pensavo solo a lui, sperando che stesse bene, lo stesso faceva Simone.
Ci siamo subito affezionati al piccolino e alla sua comica bruttezza: gli occhi enormi rispetto al corpo, le ali microscopiche, così strano da poter solo essere adorato.

 Anche durante il resto del giorno, in mezzo a mille altre incombenze (ad esempio il trasloco che stiamo facendo!), il nostro pensiero era a quest'uccellino così piccolo ed indifeso.
Nel pomeriggio, ci siamo però accorti che Zeno non voleva più mangiare e sembrava un po' mogio, allora Simone ha deciso di portarlo al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici): lì gli hanno detto che l'uccellino aveva freddo e aveva bisogno si essere messo in un'apposita incubatrice.
I suoi genitori hanno infatti una temperatura di 40 gradi e stando con lui nel nido lo scalderebebro molto.
Gli uccellini nidiacei così piccoli rischiano il freddo perché causa loro velocemente delle infezioni respiratorie.
Ora Zeno é lì al Centro, affidato alla ottime cure dei volontari che si occupano degli animali.
Ci manca, per due giorni abbiamo vissuto in funzione di lui...é stato divertente e insieme commovente vedere come ci siamo subito presi cura di lui, con amore infinito.
Come ci siamo accollati compiti scomodi (svegliarci di notte..) ma come la presenza di quest'uccellino piccolo abbia portato subito una gioia incondizionata in noi, la gioia e la tenereza di prenderci cura di qualcuno di molto più piccolo, bisognoso di noi in tutto.
Grazie Zeno per averci fatto vedere con la tua minuscola presenza, con il tuo piccolo passaggio qui, uno spicchio bello di quello che potrebbe essere tra qualche tempo, grazie perché ci hai mostrato come sarebbe appassionante essere in tre, e soprattutto per avermi mostrato un Simone attento, premuroso, delicato verso di te.
Cresci bene piccolo uccellino e torna presto nel bosco a volare!