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venerdì 21 agosto 2015

Saltare nel vuoto

  Ritorno a scrivere qui dopo molte settimane, che ci hanno visti assaporare l'estate e viaggiare in Croazia insieme alla nostra piccolina. Si abbiamo vissuto un viaggio meraviglioso! Mi è sempre piaciuto molto viaggiare e i viaggi sono anche una delle basi importanti della nostra coppia. Il nostro primo viaggio fu dopo un paio di mesi che eravamo insieme, a Zagabria. Per caso ( o forse no) anche il nostro primo viaggio in tre  è stato in Croazia (se non contiamo i viaggi della scorsa estate in cui Maddi era a nuotare tranquilla nel mio grembo). Poter viaggiare tutti insieme è stata una grande conquista e come tutti i grandi sogni ha richiesto che facessimo un salto nel vuoto, che ci mettessimo alla prova e affrontassimo le nostre paure. Avevamo molta voglia e molto bisogno di questa prova, di passare del tempo insieme solo noi tre, senza altre distrazioni e interferenze, di conoscere un altro paese e di provare cosa significa sapere essere pazienti, flessibili e creativi con un bambino piccolo. Siamo stati ripagati da paesaggi bellissimi, lunghe coccole, nuotate rigeneranti, lunghe camminate, un bel trekking in montagna e parchi naturali spettacolari. Non eravamo ben sicuri, prima di partire, che si potesse viaggiare così facilmente con un neonato, ma ora lo possiamo dire: non solo è possibile, ma è persino più facile del previsto e decisamente divertente. Questo era un mio grande timore, nelle prime settimane dopo il parto, quello di non poter più viaggiare come prima. Per me, per noi, i viaggi sono necessari, per cambiare sguardo, arricchirci di bellezza e spunti nuovi, rallentare, provare l'ebrezza dell'avventura uscendo dall'ordinario e dal consueto. Certo abbiamo scelto una meta "facile" ma non sono mancati i rimproveri e le preoccupazioni di chi credeva fosse un viaggio azzardato. Ne siamo tornati molto più sicuri di noi, più in armonia con Maddalena, felici di quanto abbiamo visto e vissuto. Il viaggio ha compiuto la sua magia anche questa volta, ci ha permesso di scrollarci di dosso la polvere, di costruire pensieri nuovi, di imparare. Sono molto molto contenta di avercela fatta, di aver osato, di aver saputo ricordare a me stessa, e a Maddalena, che quando vogliamo con cuore sincero possiamo davvero ottenere ciò che sogniamo, che fa bene uscire dal seminato e accettare una sfida, che si può affrontare ogni cosa, un respiro alla volta, lasciandoci rapire e ammaliare dal bene e dal bello che incontriamo. In Croazia i nostri occhi hanno fatto il pieno di meraviglia, di sole e di natura. Gli ultimi anni mi capitava di avere molta voglia di tornare a casa, dopo un viaggio, di esserne impaziente. Quest'anno no, con la mia piccola valigia e la mia famiglia avevo con me tutto ciò che mi serviva, non mi mancava nulla. Quest'anno non avevo fretta di tornare: là dove siamo noi tre e la nostra voglia di esplorare sono a casa, sempre.













mercoledì 29 aprile 2015

La nascita Lotus di Maddalena

Durante i mesi della gravidanza, ho spesso disegnato e scritto dei piccoli mantra, ogni sera, per accompagnare il viaggio di Maddalena. L'ho disegnata nella mia pancia, circondata di luce e di amore, e ho disegnato con lei anche la sua placenta, salda e forte. Sono semplici schizzi fatti a biro, prima di dormire, dopo aver scritto come ogni sera sull'agenda le piccole cose di cui sono grata per quella giornata.
Giorno dopo giorno ho tenuto nei miei pensieri queste due creature, Maddalena e la sua placenta, indissolubilmente legate, sorelle, protette dai miei pensieri che si facevano scudo e riparo attorno alle loro vite. Sia io che mio fratello siamo nati pretermine, prematuri, per insufficienza placentare e questo spettro mi ha seguita durante tutti i mesi di gravidanza, come una paura remota, un evento che non potevo controllare. Potevo però controllare i miei pensieri e indirizzarli verso il positivo, verso il bene, non solo ripetermi ma proprio scrivere, disegnare, rendere reale la mia volontà più profonda: che la placenta di Maddalena funzionasse bene, che la bambina crescesse in salute. Così ho indirizzato i miei pensieri con decisione, disegno dopo disegno, creando sulla carta la realtà che volevo esistente nella carne, come una preghiera continua pagina dopo pagina.

 Se all'inizio disegnavo Maddalena e la sua placenta nella mia pancia, via via ho iniziato a mettere su carta anche un altro desiderio grande che avevo, quello di poter donare a Maddalena una nascita Lotus, cioè di non clampare nè tagliare il suo cordone dopo la nascita, ma di lasciare lei, il cordone ombelicale e la placenta attaccati insieme. Avevo questo desiderio da quando ho scoperto il parto Lotus e ancora di più dopo aver incontrato l'ostetrica balinese Ibu Robin e aver condiviso con lei il suo grande amore per la placenta.
" La placenta, radice delle tue origini, è un organo miracoloso che è parte della tua vita e la protegge. E' il tramite che ti unisce a tua madre e funziona come pannello di controllo della nave-utero che ti accoglie fino al momento della nascita. é stata concepita al momento della tua genesi. La tua placenta è geneticamente identica a te [...] nessuno, tranne la tua placenta, è mai stato così perfettamente identico a te."
A Bali, in Indonesia, si crede che la placenta, chiamata Ari-Ari, sia il corpo fisico dell'angelo custode del neonato. In tutte le culture e in tutti i racconti dei miti dell'Umanità, grandissima importanza viene data alla placenta, come organo speciale da onorare e proteggere. La nostra vita in utero dipende totalmente dalla nostra placenta e la sua salute ha un impatto fondamentale sulla nostra esistenza futura.Non tagliare il cordone ombelicale alla nascita significa onorare questo legame prezioso, evitare un atto di violenza e lasciare che il bambino e la sua placenta si separino naturalmente, così come naturalmente si sono creati e uniti hanno vissuto fino a quel momento, con pazienza e dolcezza. "Forse la Trinità è così profondamente radicata nella nostra coscienza perchè noi umani cominciamo la vita come un essere trino: feto, cordone ombelicale e placenta, la trinità delle nostre sacre radici."



Oltre all'aspetto spirituale, di concedere cioè al bambino e alla placenta di separarsi con lentezza, di creare uno spazio di calma e attesa attorno alla neo mamma e al bambino, la nascita Lotus ha indubbi benefici fisiologici: circa un terzo del sangue del bambino si trova ancora nella placenta al momento della nascita, sangue che il bambino non riceve se il cordone viene clampato e tagliato immediatamente, come succede di routine dopo la nascita. Aspettare che tutto il sangue del bambino fluisca dalla placenta è stato dimostrato ridurre drasticamente l'anemia infantile, aumentare l'ematocrito, permettere un maggiore passaggio di cellule staminali al bambino, la costituzione di un migliore sistema immunitario e garantire molti altri benefici.
Abbiamo voluto e potuto scegliere per Maddalena un parto in casa, che ci ha permesso di donarle una nascita Lotus. Il suo cordone non è stato tagliato e io e lei abbiamo passato le ora successive al parto insieme alla sua placenta, pelle a pelle: " Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale e non fosti lavata con l'acqua per purificarti, non ti fecero le frizioni di sale nè fosti avvolta in fasce" Ezechiele 16:4
La nascita Lotus completa prevede di aspettare che il cordone si stacchi da solo, noi abbiamo scelto di tagliare il cordone di Maddalena, ormai già secco, il giorno dopo la sua nascita. Nel frattempo la sua preziosa placenta ha riposato attaccata a lei in un sacchetto di stoffa.


Mercoledi scorso, il 22 aprile, quando Maddalena ha compiuto quattro settimane, siamo andati in campagna nell'orto dei miei genitori e abbiamo piantato la placenta (che abbiamo conservato in freezer) sotto un piccolo albero di ciliegio. Di fronte all'albero, la Bisalta e dietro invece le file di lamponi. Tutt'intorno alberi in fiore, persino i mirtilli con le loro corolle bianche e a terra un tripudio di margherite e tarassaco tra l'erba verde.

Abbiamo scavato una piccola buca che ho riempito con fiori di tarassaco, quindi vi abbiamo deposto la placenta e aggiunto altri fiori, margherite, per decorarla e festeggiare ancora una volta il prodigio di questo organo speciale che ha permesso la vita e la crescita di Maddalena. Con calma, abbiamo ricoperto la placenta di terra, ed è stato bello farlo proprio nella giornata mondiale della Terra: la placenta, che compone le radici del bambino in utero, è così tornata a farsi radici nel terreno, sotto l'albero di ciliegio. Il ciclo della vita continua, con lentezza, da radice a radice, come si fa in molte culture in cui la placenta viene messa sotto un albero o di fronte alla soglia di casa. La placenta di Maddalena sarà in questo luogo bellissimo di fronte alla Bisalta, la mia montagna preferita, in un campo in cui ho giocato in lunghe giornate di sole, da bambina, un campo che apparteneva ai miei nonni, uno dei miei luoghi del cuore.


Sono felice e commossa, fiera, di aver potuto e voluto regalare a Maddalena e alla sua placenta questa nascita dolce, questo saluto lento, penso sia un grande dono aver dato sacralità alla sua placenta, averla riportata alla terra, averlo fatto noi tutti insieme, con i miei genitori e mio fratello, nel verde.

La nascita Lotus di Maddalena è stata una vera guarigione, dopo la nascita con cesareo mia e di mio fratello per insufficienza placentare, e il grande trauma che questo è stato sia per me che per lui che per mia mamma, aver voluto con tutte le mie forze un parto senza violenza e averlo ottenuto è stato una grande vittoria per me, sento proprio di aver chiuso un cerchio, aver sanato quella ferita, aver riportato armonia. Mi commuovo se guardo questa fotografia, di me, mia mamma e Maddalena di fronte all'albero della sua placenta, di fronte a questo cammino di guarigione compiuto, a queste generazioni unite e ricomposte. Una nascita senza violenza guarisce la Terra intera, diffonde pace, sono grata di averla donata a Maddalena, a me stessa, a mia mamma.


giovedì 9 aprile 2015

Con le nostre forze e le nostre tenerezze


Maddalena è con noi da due settimane, due settimane che sono state tra le più dure e complicate della nostra vita. Ma sappiamo che Amore è più forte di ogni ostacolo!
Ieri sera, per la prima volta la piccolina si è addormentata in braccio a me dopo aver mangiato, mentre la cullavo ascoltando questa canzone...è stato un momento dolcissimo, arrivato dopo giorni densi di pianto e irrequietezza, è stato un momento di connessione che conteneva in sè l'intero universo.                          Amiamo questa bambina con tutte le nostre forze e le nostre tenerezze e la nostra famiglia cresce e si espande con lei ogni giorno, grazie a lei.
Buona continuazione piccolina!

martedì 31 marzo 2015

Un piccolo miracolo dorme accanto a me


Il nostro piccolo miracolo è arrivato mercoledì scorso 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, poco dopo le 13, in casa, di fronte al divano azzurro sul quale adesso sta dormendo.
Maddalena, piccola indomita guerriera, dal carattere deciso, determinata e forte, meravigliosa bambina con lo sguardo vigile e profondo, gli occhi scuri, una voce acuta che grida quando ha fame e che abbiamo già soprannominato "Leh" perchè questa è la sillaba che dice a pieni polmoni quando vuole essere vicino a noi.
Siamo felici, stanchi, molto emozionati, fieri e a volte impauriti, stiamo prendendo via via le misure e cercando un nuovo ritmo con questa piccola creatura che richiede tutte le nostre attenzioni, che è bellissima ma che ci catapulta in un immenso viaggio, al di là di ogni nostro limite.
Benvenuta Maddalena, figlia, grazie per averci scelti, grazie per essere venuta nella nostra famiglia, grazie per rinnovarci dal profondo, metterci alla prova, farci crescere e scoprire nuove inedite dimensioni. Ci hai portati con la fatica del tuo intenso parto e ci stai portando in questi giorni in territori inesplorati, speriamo di poterti accompagnare sempre con l'attenzione, la tenerezza, la forza di cui hai bisogno.
Ti auguriamo di poter essere felice, libera, portatrice di amore e pace a tutti quelli che incontrerai, dispensatrice di bene e di luce e che tu possa sempre ricevere sulla tua strada ascolto, sorrisi, mani tese pronte a sorreggerti e accoglierti.
Bentornata piccola Maddalena, primavera nostra.