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lunedì 8 settembre 2014

Cose che amo ultimamente

Cosa ho amato negli ultimi giorni:



* la camminata in montagna di domenica, al Lagarot di Lourussa e il mandala di fiori che ho creato in riva al laghetto

* praticare yoga e meditare, in particolare una meditazione molto potente in cui mi sono vista immersa in magnifici colori luminosi come in un caleidoscopio, con una grande energia
 
 
 
* fare un bel giro in bicicletta in campagna e poi fermarmi lungo la strada del ritorno per cappuccino e brioche


* tornare a nuotare in piscina dopo mesi e mesi



* fare la spesa al mercato, trovare prodotti freschi buonissimi che sono un ristoro per gli occhi e per il cuore, come anche questi magnifici fiori colorati



* passare qualche ora al mattino a raccogliere prugne a casa dei nonni


* cambiare le cartoline e le fotografie appese in cucina e metterne di nuove


* passare il sabato mattina a raccogliere pomodori, lamponi, more, calendula e malva nel grande giardino dei miei genitori, con Simone
* mettere da parte pomodori, piccoli frutti e zucchine per l'inverno


* cucinare e assaggiare nuovi alimenti, come gomasio, alghe hijiki e polline di castagno, salsa tahine fatta in casa con questa ricetta

* ascoltare questa canzone, leggere questo libro
* questo articolo di Taproot Doula sulla sua esperienza di infermiera in sala parto e questo con spunti interessanti su un'alimentazione naturale e originale
* le fotografie di Whispering Land e Wovenspirit
 
* studiare un manuale di ostetricia al fiume e poi rilassarmi con Simone vicino all'acqua
 
E voi cosa avete amato in questi giorni di fine estate?

lunedì 19 maggio 2014

Il grano danzava

Siamo alla fine delle lezioni per questo secondo anno di università (solo più tre anni da frequentare!!) e anche se ora inizieranno i giorni di studio per gli esami, sono sollevata, perché è stato molto faticoso andare a lezione, incastrare i vari orari e impegni, soprattutto negli ultimi mesi in cui abbiamo dovuto seguire molti laboratori e seminari.
Posso tirare un sospiro di sollievo: ho finito anche quest'anno, ce l'ho fatta.
Giovedì pomeriggio, dopo il laboratorio di matematica e il tirocinio, sono tornata a casa e anche se era già pomeriggio inoltrato, sono andata a fare un giro in bicicletta in una stradina bellissima tra i campi e il fiume Stura, vicino alla prima casa in cui abbiamo abitato io e Simone. E' una stradina da niente, ma mi piace perché è proprio fuori dalla città, un po' isolata e soprattutto molto simile alle stradine di campagna attorno alla mia casa nativa.
Quella passeggiata in bicicletta è stato un momento perfetto, di silenzio e di verde, mentre le ombre via via si facevano azzurre e il crepuscolo scendeva.
Ho raccolto fiori di acacia e sambuco e inspirato il loro delizioso, dolce profumo.
Li ho poi trasformati in un sun tea la mattina dopo, con l'aggiunta di un mezzo limone tagliato a fettine e lasciato in infusione tutto il giorno sul terrazzo.
I fiori di acacia sembrano piccole orchidee, immacolate e delicatissime.





Mentre raccoglievo, ero felice non solo di essere lì, ma felice di averlo scelto, di aver costruito una serie di passi che mi hanno permesso di essere lì in quel momento. Mi ripeto spesso nelle mie riflessioni, ma davvero penso che la felicità non ci venga regalata da nessuno, che tocca a noi essere capaci di andarcela a prendere, di cercarla. No, la felicità non arriva come un bel regalo inaspettato, siamo noi a costruirla, a pretenderla. Sono contenta ogni volta in cui scelgo di prendermi quel momento di pausa, ma sono anche contenta di essere molto stanca se è perché sto studiando ciò che più amo al mondo, stanca perché mi alzo ogni giorno molto presto per andare a dare una mano ad un bambino e alla sua famiglia...allora la mia stanchezza ha un senso, perché è scelta e si, penso che si possa sempre scegliere, scegliere cosa fare e scegliere come reagire a ciò che ci accade.                       La responsabilità della nostra felicità è solo nostra, siamo noi gli artefici.



Lungo il sentiero ho visto questi fiorellini gialli, che sono ovunque e sono semplicissimi, ma hanno un colore così allegro che mi piace sempre fotografarli. Ad un fiore era appeso un seme di tarassaco che ondeggiava, sembrava messo lì apposta da qualche essere fatato.
 Già verso la fine della biciclettata, sono arrivata in un campo di grano che si stagliava come un mare sotto alle montagne. La luce era magnifica e sono scesa dalla bicicletta per scattare qualche fotografia, poi sono rimasta lunghi minuti ad osservare il paesaggio. Le colline più vicine erano verde scuro, quasi nere, per le chiome folte che gli alberi stanno mettendo. Le montagne sullo sfondo ancora bianche di neve. Il cielo azzurro ma solcato da densi nuvoloni grigi, illuminati dal sole che calava ad ovest. E ai miei piedi, il grano verde che si muoveva come in una danza e fremeva sotto la brezza in onde cangianti, i baffi delle spighe che cantavano sfiorandosi le une sulle altre...man mano che la brezza muoveva il grano e il sole calava, la luce  mutava, erano cambiamenti repentini che la macchina fotografica non riusciva a catturare, allora sono rimasta ferma in silenzio ad ascoltare il grano con gli occhi chiusi e la pace era tutt'attorno. Uno spettacolo grandioso di armonia totale, avrei voluto rimanere lì per sempre.





A casa, ho preparato delle crespelle con farina di ceci, estive e molto nutrienti,
di cui appunto qui la ricetta:
(ho preso spunto da questa ricetta) dose per circa 10 crespelle
 
150 gr farina di ceci
50 gr farina di grano tenero
50 gr circa di olio
100 gr di latte
50 gr circa di acqua (li aggiunti perché l'impasto era troppo denso per scivolare bene in padella)
 2 uova
sale e pepe nero macinato
 
Per il ripieno:
Ripieno 1: due melanzane tagliate a cubetti e cotte in padella con olio d'oliva, cumino, masala per verdure, una volta cotte frullate e ridotte in crema.
Ripieno 2: formaggio morbido emulsionato con olio evo, una manciata abbondante di menta sminuzzata, sale, pepe e aglio.
Cotte le crespelline in padella, ne ho farcite la metà con il ripieno di formaggio e le altre con il ripieno di melanzane (di cui ne avanzerete per il pranzo del giorno dopo)
e le ho ancora passate in forno a 200 gradi per un quarto d'ora.
Buon appetito e buona settimana, ora torno a studiare per l'esame di domani.
 
Ps: vi ricordo il progetto giveaway Gratitudine in semi sparsi che abbiamo organizzato io e Il tempo della Crisalide


[Sun tea con menta, fiori di timo, cardamomo e lavanda]

sabato 1 febbraio 2014

Gratitudine in semi sparsi:il progetto

Fermarsi. Respirare. Prendersi il tempo per Ringraziare.
Un progetto de Il coltello di Banjas e Il tempo della crisalide

 
In questi giorni invernali i colori paiono annullarsi nel grigio, magari nel bianco della neve, nelle sfumature spente e opache che ci circondano.
Anche e noi può capitare di riflettere sul grigio, sulla paura, sull'incertezza.
Ci sono però dei momenti capaci di risvegliare la Luce, la gratitudine e la calma serena dentro di noi.
Allora non riflettiamo più sul grigio ma irradiamo scintille di gioia e sul colore giallo e luminoso ci attraversa.
Oggi facciamo insieme una passeggiata in cerca del giallo e della luce, in corrispondenza dei giorni della Candelora, che ricorda la presentazione al Tempio di Gesù ancora bambino, ma anche la rinnovata purificazione di Maria 40 giorni dopo il parto e nella tradizione, la benedizione delle candele come simbolo di luce per tutti.
Ci auguriamo che questa passeggiata possa aiutarci a purificare mente e cuore dalle paure che ci tengono fermi e dai pensieri che annebbiano la speranza e preparare il terreno per nuovi semi di gratitudine.
 
Ho cercato tracce di GIALLO, cioè di buono, di benessere e di calma in giro per casa, perché è dove sto passando più tempo in questi giorni di sessione esami che spesso mi paiono noiosi e interminabili.
Ho voluto cercare il GIALLO proprio qui in casa, per guardare con occhi nuovi queste stanze e trovarci del bene quotidiano.
[le pareti gialle del soggiorno]
[il portapenne giallo che uso ogni giorno per studiare]
[un piccolo soprammobile preso a Briga]
[una mela sul tavolo in cucina]
[il mio zaino nuovo, giallo]
[i pantaloni morbidi che uso quando pratico yoga, presi a Jaisalmer in India]
[una delle bandierine tibetane appese in cucina]
[il pelo giallo della gatta]
 
Ho pensato anche ad un piccolo gioco di scrittura, sempre sulle tracce del GIALLO.
Prendendo spunto da Orhan Pamuk e dal suo "Il mio nome è rosso" ecco cosa mi è venuto in mente e cosa ho scritto pensando al giallo:

Sono stato la corona d'oro sfolgorante sul capo di Carlo, nella notte di Natale in Aquisgrana, mentre la folla assiepata sorreggeva con l'attesa le mura della cattedrale.
Ero nei capelli di Chiara tosati da Francesco nell'acqua del torrente, riccioli mansueti di una donna meravigliosamente disubbidiente.
Sono stato nella sabbia che Lawrence ha cavalcato, al galoppo nelle luce rosata del tramonto nel Wadi Rum, un unico corpo con il cavallo fremente.
Mi hai visto già nella veste intessuta d'oro di Atahualpa, prima della grande battaglia, accanto al porpora e al verde del suo mantello di lana.
Sono stato lì nelle foglie che Anna vedeva ingiallire dall'alto della mansarda di Amsterdam quando il coprifuoco lasciava sbirciare dalle finestre.
Ero la fiamma densa di luce della candela accesa, sul tavolo dell'osteria assiepata mente il vino scorreva e il cantore raccontava le gesta di Odisseo accanto al porto.
Sono stato il riflesso della luna sul lago, mentre il pittore mi spiava e mi dipingeva con occhi e mente prima che con le mani.
Ero lì quando la levatrice ha rotto l'uovo e l'ha sbattuto nel bicchiere con lo zucchero, per portarlo alla donna appena diventata madre, con il neonato al seno.
Ero l'ocra del mollusco che la pescatrice di perle ha visto sul fondo dell'oceano, appena prima che la conchiglia richiudesse le sue valve gigantesche.
Sono stato ovunque e ancora sono, giallo come i raggi che fanno ogni mattino l'alba del mondo.

Vi va di immaginare anche voi qualche vita del giallo e di scriverla?
 
Infine vi propongo una ricetta, per lasciare entrare il GIALLO dentro di noi, con una spezia che è decisamente gialla, lo zafferano.
Ho preso spunto da questa ricetta, modificandola leggermente.
Muffins zafferano e uvetta
Ingredienti:
- 2 bustine di zafferano
- 2 uova
- 250 ml latte
- 3 cucchiai di burro fuso freddo
- 50 gr zucchero di canna
- 225 gr farina (io ho usato 70 gr di farina integrale e il resto di farina bianca)
- un pizzico di sale
- lievito
- una bella manciata di uvetta

Mescolare uova, latte, zucchero e zafferano.
Aggiungere poi la farina, sale e lievito, infine il burro fuso e l'uvetta.
Versare negli stampini e cuocere circa 20 minuti.


Gratitudine in semi sparsi è un cammino che si snoderà in tappe.
Per ognuna creeremo un kit , da inviare ad uno dei nostri lettori, con cui partire per esplorare e vivere il percorso fino alla tappa suggerita. il kit per questa prima tappa sarà formato da: una candela per la meditazione, un incenso per accompagnare la meditazione e i pensieri che ne deriveranno, qualcuno degli ingredienti necessari per preparare la ricetta, un quaderno su cui annotare spunti, riflessioni, scoperte e semi di gratitudine da spargere.
Per partecipare al giveaway lasciate un commento al post (e diffondetelo, se vi va). i commenti saranno chiusi il 15 febbraio e, nei giorni successivi, comunicheremo i due destinatari del kit, uno selezionato da Il coltello di Banjas, l'altro da Il tempo della crisalide.
 
Il post corrispondente scritto da Il tempo della Crisalide è a questo link, buona lettura.

giovedì 30 gennaio 2014

Farro alle persiana con crema di melograno


Ieri sera ho inventato una ricetta che ci è piaciuta molto e ha costituito un pasto sano e molto saporito.
Ingredienti per due persone:
- una tazza di farro perlato
- due tazze di acqua bollente salata
- due cipolle tritate
- una bella manciata di piselli surgelati
- cumino, curry, peperoncino Cayenna, sommacco a piacere
- una melagrana
- dello yogurth greco (circa 150 gr)

Far scaldare in un tegame le cipolle con un poco di olio, le spezie, il farro e i piselli girando con un cucchiaio di legno per far tostare il tutto.
Dopo un paio di minuti versare sul farro le due tazze di acqua, coprire con un coperchio e lasciar cuocere per circa 20/25 minuti (dipende dal tipo di farro, con il metodo pilaf cuoce di solito un po' prima rispetto a quanto indicato sulla confezione).
Al termine della cottura il farro dovrà aver assorbito tutta l'acqua (se necessario aggiungere qualche altro cucchiaio di acqua calda oltre alle due tazze precedenti).
A parte sgranare una melagrana e mescolarla allo yogurth.
Servire il farro con a lato la crema di melagrana.
Il contrasto tra il farro speziato e caldo e la crema di yogurth acida e fredda è molto buono, inoltre questo piatto contiene sia cereali che legumi ed è nutriente senza appesantire.
...Buon appetito!


mercoledì 22 gennaio 2014

In cucina


Amo moltissimo cucinare, mescolare gli ingredienti, impastare, cuocere, fare la spesa...mi piace soprattutto mangiare e mangiare bene.
Intendo mangiare cibi "veri", non confezionati o surgelati e possibilmente di stagione.
Per fortuna, il grande orto dei miei nonni e dei miei genitori ci permette di avere frutta e verdura tutto l'anno, in base a quanto è stato piantato ed è cresciuto.
Spesso però è necessario uno sforzo per mangiare con cura, perché cucinare ogni giorno può anche essere noioso o perché semplicemente gli impegni sono tanti e si tende allora a proporre cibi preparati in fretta e senza fantasia.
Spesso mi annoto delle ricette che trovo su internet ma poi ne perdevo sempre traccia, ora ho deciso di aprire una bacheca di Pinterest solo per appuntarmi le ricette che mi ispirano e devo dire che questo semplicissimo metodo mi sta aiutando moltissimo a cucinare con più attenzione e soprattutto a sperimentare piatti in modo sano e creativo. A volte seguo esattamente le ricette, altre volte sono solo l'ispirazione per cucinare piatti che conosco in modo diverso o per inventare in modo creativo.
Devo dire che nelle ultime settimane stiamo mangiando molto bene e assaggiando molti piatti nuovi, senza troppo sforzo, ma dedicando più tempo alla preparazione dei piatti e alla loro organizzazione.
Per quanto possibile, cerco di fissare un piano dei pasti per la settimana e di cucinare sempre in dosi abbondanti in modo che la sera precedente sia già anche pronto il pranzo che Simone si porta al lavoro.
Ogni settimana panifico con la pasta madre, spesso per preparare brioches dolci o questa torta (però negli stampini dei muffin) o per focaccia e pizza: è un conforto rinfrescare la mia pasta madre bella cicciotta, lasciarla lievitare e poi sfornare!
Ultimamente ho fatto molto riferimento ad alcuni siti di ricette per prendere ispirazione, soprattutto My New Roots, The first Mess e 101 Cookbooks (li trovati tutti anche su Facebook).
Per stasera sto preparando la winter abundance  bowl e una focaccia con pasta madre, domani a pranzo invece avremo vellutata di cavolfiore con cocco e curry e nei prossimi giorni vorrei cucinare queste quesadillas con zucca e formaggio, ma preparando io anche la base delle tortillas.
Alcune ricette che abbiamo amato negli scorsi giorni:
- prosciutto grigliato (tagliato spesso e grigliato per pochi minuti) con pomodorini confit, patate al forno e senape
- galettes con cipolle caramellate, pere e fontina alle erbe
- gallinella (pesce) al cartoccio con erbe aromatiche
- pancakes salati agli spinaci, farciti poi con ricotta e arrosto di tacchino
- vellutata di zucchine (dell'orto, surgelate) con erbe aromatiche e sesamo
- riso pilaf alla frutta secca con lenticchie speziate



Non vedo l'ora che ci siano più piatti freschi e verdure crude da mangiare, ma l'inverno sebbene molto mite quest'anno, è ancora lungo!
Che piatti state preparando in questi giorni?