sabato 3 gennaio 2015

Pellegrini


Come lo scorso anno, abbiamo finito e iniziato l'anno camminando in montagna.
La sera del 31 dicembre ci siamo incamminati in una vallata già buia, zaini in spalle, una strada in salita circondata dal ghiaccio. Il bosco era immerso nell'oscurità ma avevamo con noi una piccola torcia e la luce della luna quasi piena a illuminare. Il bosco non faceva paura, nemmeno così al buio e al freddo, anzi, è stato bello anche se faticoso camminare in silenzio, in salita, un piccolo passo dopo l'altro, fermandomi spesso a prendere fiato. Non si vedeva nessuna altra luce artificiale, non c'erano automobili, case o rumori, solo gli sbuffi bianchi del nostro fiato e le cascate di ghiaccio che intravedevamo ai lati della strada nel buio.
Abbiamo deciso all'ultimo dove andare per questo capodanno e abbiamo scelto di trascorrerlo in un rifugio riaperto da poco, gestito da una giovane coppia, in cui non eravamo mai stati.
Dopo circa 45 minuti di cammino siamo arrivati in questa piccola borgata in ristrutturazione e con piacere abbiamo trovato un ambiente accogliente, semplice e allegro.
Alle pareti, murales e scritte con citazioni, una piccola biblioteca con dei libri, due tavolate pronte per la cena, ottima, che avremmo assaporato di lì a poco, con polenta e altri antipasti tipici delle nostre vallate come capunet (involtini di verza) e tartrà (sformato di uova, latte ed erbette).
Appena ho visto le frasi scritte sui muri ho percepito di essere nel posto giusto, nonostante la nostra decisione presa all'ultimo, un ambiente colmo di ispirazioni positive era l'ideale per iniziare il 2015, che sarà un anno molto speciale per noi.







 
 
Il mattino del primo gennaio ci siamo svegliati con questa magnifica vista e con una giornata di sole splendente, molto luminosa. Il cielo profondamente azzurro, l'aria frizzante ma non gelida. La neve solo sulle cime più alte in lontananza e i boschi spogli invece immersi nella luce.
Ci siamo rimessi in cammino per arrivare a piedi ad un'altra borgata, di nuovo in silenzio tranne le grida di qualche rapace in cerchio nel cielo. Non mi stuferò mai della pace della montagna, né dello stupore che provo sempre di fronte al loro spettacolo, che mi fa immediatamente, ogni volta, pensare al loro Creatore "Signore della alte vette" e che mi riconnette profondamente con me stessa, con il mio corpo, il mio respiro, le mie radici.




Proprio in questi giorni di fine e inizio anno sto leggendo in libro di una coppia francese che ha compiuto un pellegrinaggio a piedi da Le Puy en Velay a Roma, con le loro tre bambine piccole e un asino. Sono la stessa coppia già andata a piedi da Parigi a Gerusalemme di cui ho letto e visto entusiasta il reportage qualche tempo fa. Anche questo loro nuovo libro sulla Via Francigena è un inno al camminare, all'andare lentamente, al dare priorità al tempo. Un viaggio a piedi estenuante il loro, attraverso diverse condizioni climatiche, cercando ospitalità per la notte, misurandosi con i propri limiti Un'avventura spirituale, familiare, umana.
Tra le tante pagine del libro, una mi è piaciuta particolarmente e l'ho trovata bella da condividere per questi giorni di inizio anno, in attesa prima o poi di compiere un cammino a piedi come il loro, che è uno dei nostri sogni, ma una frase adatta in generale anche alla vita quotidiana:
"Mi sono creduto errante qualche anno fa, trovando nel vagabondaggio un'elegante fuga al senso profondo della vita. Ora abbandono l'idea che il cammino sia una meta in sé.
Il pellegrino cade e si perde, come il vagabondo, ma cammina verso una stella"
Forse è per questo che amo tanto camminare io stessa, perché ogni gita in montagna è come una visualizzazione del cammino giornaliero di ciascuno, in cui ci sono le salite, in cui il paesaggio mozza il fiato per l'immensa bellezza, in cui bisogna ricordarsi di fermarsi per ricaricare le forze, in cui, infine, si giunge ad una meta.
Allora è stato particolarmente bello questo primo gennaio, passare la mattinata camminando immersi nell'azzurro e nel sole, noi tre, che siamo in viaggio e in cammino e che così speriamo di essere sempre, in strada, ma verso una meta, che è la costruzione della nostra famiglia e della nostra essenza più vera, a passi leggeri, in pienezza e gratitudine.

When we greet our Creator, we won’t be asked, “Why weren’t you Moses or Gandhi or Mother Theresa?” No, when we return to our Source, we will be asked, “Why weren’t you…you?”
Today, as we stand on the brink of a new year, I’d like to share with you this short prayer I composed, which can assist us in asking the Creator to help us become all that we are meant to be this year: a whole and unique beacon of Light for our loved ones, our communities, and the whole world.
My Creator, though I am just a speck in this vast universe, may I be filled with your Light this year so that I can give whatever energy I am granted towards the benefit of another human being.
May I feel the power of my interconnectedness with all of humanity.
May I sit next to my brothers and sisters and feel love.
May I open my heart to the wisdom that I will receive, my head to the understanding of it, and my desire to put it into action.
May I judge less and learn more.
Lastly, may I take all of the energy granted to me this year and treat it as a letter that is unwritten. May I be the writer of my future, the author of pages yet unturned.
May my words be words of peace, words of kindness, words that tell the story of how the people in my life and the world at large have made better because of my existence.
* Karen Berg's Daily Meditation - Thursday January 1, 2015 *








Mi piace camminare da solo per i viottoli di campagna,
fra piante di riso ed erbe selvatiche, poggiando un piede dopo l'altro con attenzione,
consapevole di camminare su questa meravigliosa terra .
In quei momenti, l'esistenza è qualcosa di prodigioso e misterioso.
Di solito si pensa che sia un miracolo camminare sull'acqua o nell'aria.
Io credo invece che il vero miracolo sia poter camminare sulla terra.
*Thich Nhat Hanh*

9 commenti:

  1. Che bello camminare insieme in montagna il primo giorno dell'anno: un inizio pieno di significati meravigliosi ...

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    1. Mettersi simbolicamente in cammino, verso nuove direzioni... :-) è così che ci è piaciuto iniziare l'anno!

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  2. Hai passato questo Capodanno in modo meraviglioso :)

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    1. Già, ne sono proprio contenta, la giornata poi era spettacolare con una luce quasi da piena estate!

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  3. Che bello questo passaggio da un anno all'altro; significativo, profondo. Il posto dove siete stati è davvero bellissimo. Il posto giusto per dare significato a questo "rito di passaggio".
    Un abbraccio forte
    Francesca

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    1. Ti abbraccio, Francesca, ti piacerebbe moltissimo il rifugio dove siamo stati :-)

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  4. Capodanno bellissimo ... e anche significativo!!! Un abbraccio e un mega-augurio per voi tre :D

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    1. Grazie degli auguri, che ricambio di cuore anche a voi!!

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  5. Ciao Daniela, questo post mi colpisce molto per la bellezza dei luoghi in cui ci porti, per la montagna in notturna e per questo modo splendido di cominciare l'anno: camminando.
    Credo di non aver mai commentato sul tuo blog, anche se ti "osservo" su facebook qualche volta...Tornerò a leggerti: la mia città è circondata da splendide montagne sulle quali mi avventuro di rado, troppo pigra...chissà che tu non mi sia d'ispirazione.
    Ti auguro un cammino luminoso per questo 2015 :)

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