* Portare a mio cugino le lumache africane
* Andare al battesimo del bimbo di una coppia di amici e incontrare lì altri amici che non vedevamo da tempo, con cui chiacchierare di viaggi in Namibia e India
* mio papà che mi telefona per dirmi che ha trovato in campagna una mamma riccio con i suoi piccoli appena nati e poi andare domenica mattina a vederli, sei cucciolotti minuscoli
* rivedere mia zia Anna che è tornata da Mosca
* passare alle mie zie e a mia mamma la ricetta della torta con le fragole
* mangiare più cibi freschi e crudi: piselli, zucchine, fragole, ciliegie, fiori di zucca, avocado, pomodoro...tutto crudo
* cucinare due ricette dal libro de Il pasto nudo
* i sun tea quasi quotidiani
* andare a vedere la mostra sui Carnet de Voyages anche se ero molto stanca e rimanerne affascinata tato da ritornare a vederla una seconda volta
* correggere e rifinire un mio racconto che forse sarà pubblicato in una raccolta, e amare moltissimo i personaggi che ne sono venuti fuori
* scrivere una lettera ad ognuno dei miei alunni e consegnarla loro in classe
* vedere alcuni alunni che si commuovono per quello che ho scritto loro (e guarda caso sono quelli che durante l'anno sono stati più terribili) è stato bellissimo e commovente anche per me
* gli scrutini e le emozioni forti che hanno provocato in me, per gli alunni che abbiamo promosso e per quelli che abbiamo bocciato
* il marocchino con i biscotti di meliga in mezzo al lungo pomeriggio di scrutini
* leggere Grossman al sole con una tortina al limone e semi di papavero del negozietto inglese, in un'ora buca dal lavoro
* la passeggiata del venerdì sera con Simone chiacchierando finalmente con calma mangiando un gelato
* preparare un dolce da servire a dei Dissennatori (invece che la solita torta industriale che comprano di solito per i compleanni)
* la cena di venerdì con pizza fatta in casa e The Big Bang Theory
* fare il pane
* questa serie fotografica e questo video di Carla Talopp
* l'idea di andare qui a novembre
* mettere i sandali tutti i giorni
* una serata passata con un'amica a chiacchierare di cinema, teatro e libri
* iscrivermi ad un nuovo mercatino artistico/fotografico
* sapere che ci sono due bimbi in arrivo per due ragazze che conosco e che una delle mie alunne si sposerà a breve
* i regali che mi ha portato mia mamma dalla tre giorni di Rimini
* fare di nuovo la baby sitter al bimbo dei nostri amici archeologici e vedere che lui mi aspetta in cima alle scale con fiducia e allegria
* trovare sul cofano della macchina un piccolo uovo azzurro caduto dall'albero sovrastante e delle impronte di merlo nel cemento
* aiutare Simone a fare il segnapunti di basket alla 24h di sport
* i miei alunni che ci vengono a salutare al campetto da basket mentre arbitriamo
*il risotto con le fragole a pranzo dai miei
* appendere dei nuovi oggetti in cucina
* fare un giretto alla festa della Fragolata nel mio paese
lunedì 10 giugno 2013
domenica 9 giugno 2013
22/52 e 23/52
I ritratti della scorsa settimana e di quest'ultima, seguendo il progetto di Jody di un ritratto a settimana per tutto il 2013:
* Melira dorme sempre sulle sedie
* io alla festa Visibili/Invisibili
* Simone al fiume, riposando sotto il sole
E i ritratti di questa settimana:
* Quando vuole farsi coccolare Melira si allunga ai nostri piedi e la chiamiamo "La Lunga"
* io mentre raccolgo fragole
* Simone arbitro di basket alla 24h di sport
giovedì 6 giugno 2013
Alunni, insegnanti e Fb:cosa ne pensate?
Ringrazio di cuore Stefania per la domanda molto interessante che mi ha posto nei commenti a questo mio scritto e per le riflessioni che mi ha fatto venire in mente.
Ricopio qui sotto anche la mia risposta, sull'interazione insegnante-alunno tramite FB, che ne pensate?
Mi piacerebbe sapere la vostra opinione! Grazie!
"Una considerazione un po' più seria, invece.
Leggo che anche tu sei in contatto con i tuoi studenti tramite FB. Ho scoperto che "si usa" fare così e ne parlavo tempo fa con G e con un amico, perché in realtà non mi convince molto questo tipo di "rapporto" tra insegnante e studente. Ovvio che dipende non tanto dal mezzo bensì dall'uso che se ne fa, però FB è spesso molto personale e se fossi una professoressa non vorrei e non mi sembrerebbe corretto condividere alcune cose con ragazzi che comunque sono miei alunni (e dopo qualche mese o anno non lo saranno più) e non amici. E viceversa.
Tu in che modo ti sei posta la questione?
La mia non è ovviamente una critica, sono solo curiosa di sentire come la pensi tu che vivi questo rapporto in prima persona, visto che "ai nostri tempi" sarebbe stato impensabile questo tipo di comunicazione insegnante-alunno :)
Leggo che anche tu sei in contatto con i tuoi studenti tramite FB. Ho scoperto che "si usa" fare così e ne parlavo tempo fa con G e con un amico, perché in realtà non mi convince molto questo tipo di "rapporto" tra insegnante e studente. Ovvio che dipende non tanto dal mezzo bensì dall'uso che se ne fa, però FB è spesso molto personale e se fossi una professoressa non vorrei e non mi sembrerebbe corretto condividere alcune cose con ragazzi che comunque sono miei alunni (e dopo qualche mese o anno non lo saranno più) e non amici. E viceversa.
Tu in che modo ti sei posta la questione?
La mia non è ovviamente una critica, sono solo curiosa di sentire come la pensi tu che vivi questo rapporto in prima persona, visto che "ai nostri tempi" sarebbe stato impensabile questo tipo di comunicazione insegnante-alunno :)
- Buona e interessante domanda!
Innanzitutto la mia scelta parte dall'aver ricevuto io le proposte di amicizia degli alunni su FB (non tutti, una decina, quindi circa 1/6 del totale degli allievi), non avrei mai chiesto io l'amicizia per prima perché mi sarebbe sembrata un'intrusione "adulta" e non cercata nelle loro vite. Personalmente io uso molto Fb ma principalmente per condividere link, articoli, recensioni...i miei alunni sono costantemente attaccati all'i-Phone (che io non ho) e su Fb. Quindi due considerazioni:
* Fb può essere un mezzo per trasmettere, anche indirettamente, contenuti buoni e costruttivi sulle loro bacheche
* mi piace che vedano come può essere la vita di un'insegnante fuori alla scuola: non una persona aliena ma una persona che cucina, ama, esce con gli amici, viaggia...questo penso li avvicini molto, non alla materia in sé sicuramente, ma aiuta nel rispetto e nella conoscenza reciproca.
La mia esperienza come insegnante non è stata improntata tanto sull'aspetto didattico, quanto soprattutto su quello emotivo/relazionale, spesso i ragazzi vengono da esperienze scolastiche se non famigliari disastrose, dolorose,quindi aumentare il dialogo e la conoscenza, anche se tramite Fb può essere poi un ottimo riverbero per chiacchierare anche in classe di cosa hanno letto/visto. E viceversa aiuta me a capirli meglio oltre la scuola: cosa vivono, cosa amano...il giudizio e l'idea di una persona che si hanno tramite la scuola sono frammentarie, Fb mi aiuta a vedere "la persona globale" che ho davanti non solo l'alunno, e mi fa scoprire aspetti meravigliosi delle loro vite che a scuola non emergono, o dolori di cui non mi ero accorta a dovere.
Cosa ne pensi?
lunedì 3 giugno 2013
La scorsa settimana ho ringraziato per:
- I piselli crudi, da mangiare così a manciate
- Passare l'esame di Psicologia dello Sviluppo
- Scoprire il documentario sul popolo Haida
e prenderne spunto per scrivere un nuovo racconto
- Il progetto fotografico Amen sul gioco del calco in africa e le strategie dei bambini per costruirsi palloni di ogni foggia
- Il sushi per festeggiare l'esame
- Interrogare i miei alunni di quarta e quinta agli esami preliminari della maturità (e rassicurarli su Fb per il resto della serata, sono stati molto bravi)
- Fare io il pane in casa (di solito è compito di Simone)
- I tatuaggi con il mio cugino più piccolo
- Mangiare le prime ciliegie direttamente dalla pianta
- Questa canzone
- Le scarpe a fiori e mettere i sandali per la prima volta quest'anno
- Una passeggiata sotto la pioggia nell'orto dei miei genitori, con il cane Charlie e la macchina fotografica
- L'ottima cena a casa dei miei
- Finire le lezioni al serale!
- Le fragole, anzi l'abbondanza di fragole dall'orto, tanta di cucinare due volte questa torta buonissima, fare 6 vasetti di marmellata e il sun tea alle fragole, congelarne alcune
- Guardare la finale di The Voice a casa della nonna di Simone, con pizza, patatine e cioccolato, tutti e tre sul divano
- Stampare delle fotografie e mettere a posto il journal
- Scrivere una lettera ad una mia alunna che è partita per lo stage e in queste ultime settimane non sarà più a lezione
- Il gelato all'amarena dello Zoo Bar
- La festa Visibili/Invisibili
- Fare la baby sitter al bimbo dei nostri amici archeologi egizi e poi chiacchierare con sua madre del tempio di Karnak (e il gelato con caffè caldo che mi hanno servito la sera prima)
- Andare a trovare una mia amica e chiacchierare di lavoretti di cucito
- La cena improvvisata di sabato sera a casa di zia Polly con una marea di crepes salate e dolci
- Il pic-nic di domenica al fiume con Simone, in mezzo al nulla, solo silenzio e sole caldo
- Preparare per il pic.nic il riso pulao con anacardi e cipollotti, i pomodori di Ester, i pappadum
- Ispirata da questo blog stupendo, raccogliere al fiume fiori di acacia e rosa canina con cui preparare un'infusione profumata
- Il curry di gamberi e zucchine al cocco (con le prime zucchine nostre)
- Il weekend lentissimo e soleggiato
- Un giro per librerie e qualche acquisto
- Una rosa che mi ha regalato Simone
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domenica 2 giugno 2013
L'arte che salva
Ogni giorno siamo posti di fronte ad una scelta, ad una serie di decisioni da prendere: con che occhi guardo alla mia vita, a quello che mi succede?
La realtà spesso dipende dalla interpretazione che ne diamo, dalla visione soggettiva che scegliamo di avere sugli eventi.
Possiamo guardare ad ogni azione, ad ogni fatto come ad un'opportunità, scegliere di cercare l'aspetto positivo della giornata, anche se è uno solo, piccolo, quasi invisibile. Ma c'è sempre, basta cercare.
Attorno a noi, come a tutti, ci sono persone che scelgono di togliere vita nelle loro visioni del mondo, di guardare e descrivere solo quello che non va.
Sono le colleghe per cui tutte le classi sono sempre terribili e maleducate, quelle per cui le verifiche da correggere sono sempre micidiali e che dicono di passare le serate e i fine settimana a correggere e scrivere relazioni senza sosta.
Sono gli amici che parlano solo di lavoro, si lamentano sempre del lavoro, degli orari, dei clienti, dello stipendio, delle rivalità con i colleghi...senza mai dire una sola parola positiva su ciò che fanno ogni giorno.
Ci sono i conoscenti che parlano solo di malattie e della crisi, come se fossero enormi fantasmi che aleggiano sopra tutto, e non ti raccontano mai dei loro bambini (che sono sempre, secondo loro, insopportabili) , del sole (che è sempre troppo caldo o troppo freddo per loro) o delle amicizie che hanno, ma solo di sacrifici e disgrazie.
Io voglio stare il più lontano possibile da queste persone, che Harry Potter chiamerebbe "I dissennatori", gli spiriti con il mantello nero che risucchiano via ogni pensiero felice nelle persone che incontrano.
Certamente, ci sono i bambini che non dormono quasi mai di notte, come ci sono le classi indisciplinate, gli stipendi bassi, la grandine, gli incidenti automobilistici, i turni di reperibilità in ospedale in cui operi urgenza dopo urgenza senza sapere se le persone che hai sotti i ferri si salveranno o no: ma sono solo una piccola parte del tutto.
Per fortuna, attorno a noi ci sono anche tante persone, moltissime, e sono quelle con cui passiamo più tempo, che conoscono bene tutte le tragedie, ma puntano i riflettori sul bello e sul positivo, attraverso la creatività.
Questa è una delle ragioni principali per cui mi piace leggere blog altrui che siano ricchi, straripanti di idee e di gioia: sono felice nel sapere e vedere che altri condividono il mio, nostro, modo di cercare il positivo, e lo vivono con passione.
In questo post sono le fotografie che ho scattato ieri alla festa organizzata da alcuni centri per disabili di Cuneo, tra cui quelli dove lavorano come operatori due miei zii e dove è ospite mia zia Carla.
Tante idee originali, installazioni artistiche, disegni, guerrilla knitting, per mostrare alla città l'interazione positiva che scaturisce dal mondo della disabilità quando le si dà spazio ed occasione per esprimersi.
Tavolo ricoperto con fotografie in bianco e nero dei ragazzi e sopra tessere in legno con cui si potevano formare figure geometriche: per farlo le tessere in legno venivano via via spostate ed ecco salivano allo scoperto i volti sorridenti dei ragazzi disabili ospitati nei vari centri.
Panchine costruite in varie forme e ridipinte dai ragazzi.
In cassetti, comodini e valigie, disegni e poesie dei ragazzi: anche qui lo scopo della festa, dal titolo "Visibili/Invisibili", era l'invito ad aprire i mobili o i cassetti esposti nel parco per scoprire le potenzialità di chi si è espresso attraverso l'arte. Un'occasione molto bella per scoprire come vedono il mondo questi ragazzi disabili, che spesso non parlano, non raccontano, non si esprimono verbalmente: ma che con i loro disegni e colori svelano la loro anima nascosta.
Una tela molto grande dipinta dai ragazzi con macchie e spruzzi di colori, poi ognuno di loro ne ha scelto e ritagliato un pezzo, è rimasto il lenzuolo colorato e "bucato", che con un effetto molto particolare che secondo molti "sarebbe d'effetto alla Biennale di Venezia"!
La realtà spesso dipende dalla interpretazione che ne diamo, dalla visione soggettiva che scegliamo di avere sugli eventi.
Possiamo guardare ad ogni azione, ad ogni fatto come ad un'opportunità, scegliere di cercare l'aspetto positivo della giornata, anche se è uno solo, piccolo, quasi invisibile. Ma c'è sempre, basta cercare.
Attorno a noi, come a tutti, ci sono persone che scelgono di togliere vita nelle loro visioni del mondo, di guardare e descrivere solo quello che non va.
Sono le colleghe per cui tutte le classi sono sempre terribili e maleducate, quelle per cui le verifiche da correggere sono sempre micidiali e che dicono di passare le serate e i fine settimana a correggere e scrivere relazioni senza sosta.
Sono gli amici che parlano solo di lavoro, si lamentano sempre del lavoro, degli orari, dei clienti, dello stipendio, delle rivalità con i colleghi...senza mai dire una sola parola positiva su ciò che fanno ogni giorno.
Ci sono i conoscenti che parlano solo di malattie e della crisi, come se fossero enormi fantasmi che aleggiano sopra tutto, e non ti raccontano mai dei loro bambini (che sono sempre, secondo loro, insopportabili) , del sole (che è sempre troppo caldo o troppo freddo per loro) o delle amicizie che hanno, ma solo di sacrifici e disgrazie.
Io voglio stare il più lontano possibile da queste persone, che Harry Potter chiamerebbe "I dissennatori", gli spiriti con il mantello nero che risucchiano via ogni pensiero felice nelle persone che incontrano.
Certamente, ci sono i bambini che non dormono quasi mai di notte, come ci sono le classi indisciplinate, gli stipendi bassi, la grandine, gli incidenti automobilistici, i turni di reperibilità in ospedale in cui operi urgenza dopo urgenza senza sapere se le persone che hai sotti i ferri si salveranno o no: ma sono solo una piccola parte del tutto.
Per fortuna, attorno a noi ci sono anche tante persone, moltissime, e sono quelle con cui passiamo più tempo, che conoscono bene tutte le tragedie, ma puntano i riflettori sul bello e sul positivo, attraverso la creatività.
Questa è una delle ragioni principali per cui mi piace leggere blog altrui che siano ricchi, straripanti di idee e di gioia: sono felice nel sapere e vedere che altri condividono il mio, nostro, modo di cercare il positivo, e lo vivono con passione.
In questo post sono le fotografie che ho scattato ieri alla festa organizzata da alcuni centri per disabili di Cuneo, tra cui quelli dove lavorano come operatori due miei zii e dove è ospite mia zia Carla.
Tante idee originali, installazioni artistiche, disegni, guerrilla knitting, per mostrare alla città l'interazione positiva che scaturisce dal mondo della disabilità quando le si dà spazio ed occasione per esprimersi.
Tavolo ricoperto con fotografie in bianco e nero dei ragazzi e sopra tessere in legno con cui si potevano formare figure geometriche: per farlo le tessere in legno venivano via via spostate ed ecco salivano allo scoperto i volti sorridenti dei ragazzi disabili ospitati nei vari centri.
Panchine costruite in varie forme e ridipinte dai ragazzi.
In cassetti, comodini e valigie, disegni e poesie dei ragazzi: anche qui lo scopo della festa, dal titolo "Visibili/Invisibili", era l'invito ad aprire i mobili o i cassetti esposti nel parco per scoprire le potenzialità di chi si è espresso attraverso l'arte. Un'occasione molto bella per scoprire come vedono il mondo questi ragazzi disabili, che spesso non parlano, non raccontano, non si esprimono verbalmente: ma che con i loro disegni e colori svelano la loro anima nascosta.
Questa cascata di disegni che si diparte da varie valigie aperte è stata realizzata da un ragazzo sordomuto ospite da anni nel centro gestito da mia zia. Conosco piuttosto bene questo ragazzo, che a gesti mi saluta sempre quando mi vede: ieri è stato bello conoscere dai suoi disegni il suo mondo, quello che lui non ha mai potuto esprimere a parole. Un mondo di colori vivaci e netti, geometrico e preciso, allegro: é stato bello sapere che G. vive dentro di sé un mondo così caleidoscopico.
Guerrilla Knitting: calzine e cappellini di lana sparsi sulle panchine e sugli alberi del parco, creando buffi angoli di colore inusuali.
Una tela molto grande dipinta dai ragazzi con macchie e spruzzi di colori, poi ognuno di loro ne ha scelto e ritagliato un pezzo, è rimasto il lenzuolo colorato e "bucato", che con un effetto molto particolare che secondo molti "sarebbe d'effetto alla Biennale di Venezia"!
La festa di ieri è stato un bel momento per osservare di nuovo come l'arte e la creatività siano una risposta che fa bene a tutti, a chi disegna, scrive poesie, fotografa, crea, perché da l'occasione di potersi esprimere globalmente. L'arte guarisce non solo chi la fa ma anche chi la vede, la legge, ne fa esperienza.
Per questo scrivo questo blog e cerco di trasmettere il positivo contro l'influenza dei "Dissennatori", cerco di diffondere le mie fotografie, scrivo racconti, parlo con amore ai miei alunni, gioco con i miei cugini, racchiudo qui una fotografia al giorno di una cosa bella che ho vissuto.
Per questo leggo blog di famiglie creative, che crescono in modo sano i loro figli, che creano, che vivono intensamente nella natura, che consumano e cucinano in modo consapevole, perché il bello fa bene se è diffuso e condiviso.
Ieri ad esempio ho scoperto questo blog bellissimo che racconta storie di famiglie che vivono con profondità i loro legami, e in particolare due video che mi hanno riempito gli occhi di goia e commozione: questo sulla nascita del piccolo Theodore e quest'altro sulla fantastica famiglia di Amy, che scrive il blog The Wooden Spoon.
Non tutto gira sempre nel modo migliore: ieri Simone ha operato tutto il giorno, mio nonno di 82 anni ha la bronchite, mio cugino si è tagliato un dito in modo profondo riparando la sua bicicletta, mio zio ha spaccato in mille pezzi la caldaia del ferro da stiro che è caduto a terra, io ho scoperto che non posso dare due esami della sessione estiva perché non mi sono iscritta in tempo ai laboratori propedeutici.
Per fortuna, come sempre, attorno a noi, nelle nostre famiglie e nel mondo, ci sono altre persone che con noi scelgono di vedere e vivere cosa c'è di positivo e di bello.
martedì 28 maggio 2013
Avventure selvagge, montagna e isole canadesi
Tra i blog che seguo, mi piace moltissimo quello di Emma Bradshaw, sempre ricco di idee per giornate e avventure all'aria aperta, pic-nic, escursioni nei boschi.Cerco di passare più tempo possibile all'aperto, ma gli orari strani che faccio al lavoro e il nostro vivere in città lo rendono un po' più difficoltoso rispetto agli scorsi anni.Le idee di Emma mi riportano sempre radicalmente all'amore per la natura, per gli alberi, per il contatto con gli animali.Ad esempio in uno dei suoi ultimi post ha descritto 25 avventure selvagge che intende realizzare con i suoi tre figli in questa prossima estate.
Io lo trovo molto originale e interessante.Mi piacerebbe realizzare alcuni questi mini-progetti, come dormire all'aria aperta, andare in canoa, provare a cuocere il damper bread (anche se é estremamente raro che accendiamo dei fuochi in montagna), preparare la hedgerow jam con mele, more e bacche di sambuco.
Domenica abbiamo organizzato io e Simone un piccolo pic-nic/escursione in un posto che amo molto, una vecchia casa di montagna abbandonata ai piedi della Bisalta, a cui si arriva con mezz'oretta di facile camminata in un bosco di castagni, faggi e betulle affollato di mirtilli nel sottobosco.
Una volta arrivati alla radura, é stato bello toglierci le scarpe, camminare a lungo nell'erba e ritrovare un contatto con la terra, esplorare il terreno "rumato" (smosso) dai cinghiali e le loro impronte.Attorno a noi la montagna era maestosa, così verde per tutta la pioggia caduta negli ultimi mesi da fare quasi male agli occhi.
Stamattina invece, prima di andare in università, ho acceso per qualche minuto la televisione e ho trovato per caso (ma il caso non esiste, e le mie giornate sono ricche di coincidenze stupende come questa!) una trasmissione su Rai5, un documentario girato nelle Isole Haida Gwaii.La popolazione di quest'isola ha un rapporto strettissimo sia con il mare che con le foreste, che era stato logorato dalla dominazione coloniale.Ora il popolo Haida sta riallacciando il legame con gli alberi, con gli spiriti del mare, sta ricominciando ad intagliare i totem e le canoe tipiche, a parlare la sua lingua.Alcune scene del documentario sono state girate in una rigogliosa foresta, che é tutelata come "foresta culturalmete modificata" vista la presenza amorevole dell'uomo che ne usa i cedri sopratutto per costruire le canoe, ma con rispetto, attenzione, riverenza.La visione di questo documentario é stata una benedizione, mi ha trasmesso un grande sentimento di armonia, ve lo consiglio di cuore.Ha illuminato la mia giornata!
Buona continuazione di settimana ad oguno di noi, cercando di passare almeno qualche minuto delle nostre giornate all'aria aperta, nel verde.
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lunedì 27 maggio 2013
La lista della scorsa settimana
-
- i giorni di sole
- passare mezz'oretta nel parco dei nonni in silenzio a praticare un po' di yoga nel sole
- sfogliare la collezione di francobolli di mio papà con i miei cugini
- accarezzare le quaglie appena arrivate
- svegliarmi in iper-ritardo per andare al lavoro e decidere di fare colazione al bar con brioche e cappuccino (cosa che non faccio mai)
- andare a studiare in un parchetto vicino a casa dove non ero mai stata e portarmi dietro un pic-nic improvvisato all'ultimo
- mio cugino che in un tema in inglese definisce come suo migliore amico un altro nostro cuginetto
- passare la domenica in montagna con Simone, anche se camminando poco a causa di un mio strappo muscolare: mangiare, dormire e leggere al sole di fronte ad un paesaggio magnifico
- camminare a piedi scalzi nell'erba
- guardare Anna Karenina (il film in sè non mi é piaciuto, ma ho amato molto le scenografie)
- andare al negozio equo-solidale alla mini conferenza tenuta da due artigiani tessili indiani
- prenotare finalmente il volo per quest'estate!
- leggere questa storia commovente
- ricevere due nuovi rotoli di washi tape in regalo da mia zia
- il profumo del pane appena sfornato
- scoprire la storia di Zach e la sua musica
- questa riflessione
- risparmiare sulla spesa della settimana e utilizzare di più la verdura e la carne che abbiamo nel congeltore e legumi e cereli della dispensa invece di comprare prodotti nuovi
- ma anche gli involtini primavera d'asporto per la cena di domenica sera
- progettare tutti i pasti della settimana la domenica sera
- andare ad un incontro del club di scrittura/ lettura e progettare nuovi corsi e nuove idee per il prossimo autunno
- scoprire che esistono questo film e questo libro sull' Asia
- qualche minuto passato bevendo una tazza di the, molto tardi di sera, con la finestra aperta e il frinire dei grilli che (meraviglia!!) si sente anche qui in centro città
- mia zia che mi parla di un progetto fotografico sui popoli nomadi che sta realizzando il fotografo del nostro matrimonio
- scoprire questo cantante
- passare il sabato in casa a studiare e lavorare al computer con calma
- questa arricchente riflessione di Aja
- sapere che Aura e la sua famiglia stanno bene in Okhlahoma (l'uragano ha colpito a 10 km da casa loro)
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