giovedì 18 aprile 2013

Il peso sulle spalle ma gli alberi in fiore

Mai come in questi giorni il mio lavoro é stato così totalizzante.
Essere un insegnante é relativamente facile, basta sapere bene una materia e spiegarla in modo chiaro e semplice.
Invece, quello che ci viene richiesto é di essere non solo insegnanti, ma soprattutto maestri, educatori, anche amici. Essere figure adulte di riferimento, alle quali chiedere consiglio o anche aiuto.Così mentre tutta la didattica passa in secondo piano, emergono altre priorità nelle classi dei miei ragazzi delle superiori: il bisogno di ascolto, di guida, di conforto.Se spiegare é facile, é molto complesso saper stare dietro a tutte le problematiche dei ragazzi.
Particolarmente in questa settimana, tante sono state le ore impiegate a consolare, rassicurare, a confidare.
Le situazioni familiari degli alunni sono complesse: chi ha un genitore lontano in un'altra città e con un'altra famiglia, chi ha la mamma gravemente malata in ospedale, un nonno che sta male, chi é rimasto assente e ha perso tante lezioni, chi é sempre nervoso e aggressivo...
Io che sono una spugna assorbo tutte queste preoccupazioni e non riesco a schermarle: la mia emotività si mescola a quella di queste classi smarrite, in modo molto intenso.Così le loro paure, i loro dolori, mi colpiscono e diventano miei, molto fortemente.
Mi sono affezionata in un modo tremendo a ciscuno dei miei alunni, cosa che non credevo possibile ad inizio anno.Invece sono completamente catturata da loro e dalle loro storie, da commuovermi, da pensare a loro tutto il giorno, da tenermeli nel cuore con tutte le loro fragilità e paure.
Alcuni di loro sono e rimarranno dei pessimi studenti, alcuni studiano così bene da essere veramente ammirevoli.Tutti sono delle persone straordinarie ed io sono profondamente grata per poter essere la loro insegnante: mi hanno insegnato moltissimo e anche se tra qualche anno magari non ricorderò tutti i nomi, mi ricorderò dei loro volti perchè sono scolpiti in me, i volti delle primi classi alle quali ho insegnato.
Passare queste ore con loro é stato un grande, bellissimo onore.
Torno a casa colma di tenerezze per questi adolescenti, ma a volte anche colma di preoccupazioni per il loro futuro, le loro ferite.Allora, quando in classe i loro pianti sono troppi, quando la loro emotività mi afferra e mi trascina, so che ho bisogno di riprendermi in qualche modo.
Lo faccio come so, sotto gli alberi, fermando un poco il tempo tra il verde.
Giro in biciletta lungo il fiume e lascio andare i pensieri, sbollire le preoccupazioni.
Preparo per pranzo un pic-nic calmo e silenzioso su un prato colmo di margherite e mi porto dietro un libro.
Poi vado dai miei cugini, a studiare e giocare insieme.
Vado dai nonni, cammino con zia Carla lungo i filari di alberi fioriti e fotografo miriadi di violette con mia cugina Marta.
Metto in infusione di mattino i primi sun-tea dell'anno e li bevo la sera.
Torno a scuola ad insegnare al serale e sorrido perché anche quando mi sento sulle spalle tutte tutto il dolore del mondo, so che una classe é il posto giusto per me, il posto perfetto dove stare ora e cercare di tamponare il mondo una goccia alla volta.









7 commenti:

  1. Daniela è un post davvero commovente, dici cose bellissime e traspare tanta forza e voglia di fare bene dalle tue parole. È proprio vero che fare l' insegnante è una vocazione. Non vedo l'ora di poterlo fare (anzi, essere) anche io. Buona giornata!

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  2. Capisco quanto tu non riesca a rimanere indifferente alle vite altrui: si chiama Empatia, e poche persone hanno questa qualità;-)

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  3. sei ammirevole Daniela. davvero, una boccata d'aria fresca.

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  4. Com'è bello quello che scrivi...

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  5. Bellissimo post! Comprendo perfettamente ciò che hai scritto, è sempre stato così anche con i miei ragazzi. Manco da una classe da ormai due anni e ora ho molta voglia di rientrarci... Mi hai fatto ricordare tanti momenti, tanti visi, mi hai fatto 'sentire' di nuovo che "una classe é il posto giusto per me", grazie

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  6. quest'ultima foto del ramo in fiore mi piace un mondo sai ? è una fortuna leggere che ci sono insegnanti così coinvolti, perchè stai seminando delle cause importanti nelle vite dei tuoi alunni e ne sarai beneficiata con il tempo anche tu, non solo loro

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