lunedì 12 maggio 2014

La magia dela foresta umbra

Durante la nostra gita in Gargano abbiamo scovato molti luoghi dal paesaggio affascinante, uno di essi ci ha particolarmente colpiti e intrigati: la foresta bio umida della riserva nazionale Foresta Umbra. La riserva è molto vasta, occupa circa 440 ettari di terreno e si trova nella zona centro- orientale del Gargano. Noi l'abbiamo percorsa da Monte Sant'Angelo a Vieste. Come suggerisce il suo nome, che dal latino umbro indica scuro, ombroso, cupo, questa foresta è molto particolare per il suo clima particolarmente umido, per l'altezza degli alberi e la fitta copertura arborea che la fanno assomigliare in tutto e per tutto ad una foresta tropicale, quasi come quella di Ranomafana che abbiamo incontrato in Madagascar.
Infatti appena lasciata la strada asfaltata, ci si inoltra in minuscoli sentieri e in un bosco che si fa via via fitto e selvaggio. Quando abbiamo deciso di fermare l'automobile e di scendere per la prima passeggiata, oltre a noi c'erano soltanto due turisti di York, il silenzio era immenso e sembrava di essere al centro del nulla. La foresta era molto buia, umidissima a causa della pioggia caduta nei giorni precedenti, fangosa e gocciolate: ci è sembrato di accedere ad un altro universo.
Ovunque si trovano grandi massi ricoperti completamente di muschio soffice e spesso, anche gli alberi sono ricoperti di muschio, felci e liane spuntano ovunque: ecco la giungla del Gargano!
Non ci saremmo mai aspettati di trovare un luogo simile in Puglia, soprattutto dopo aver attraversato il piatto e asciutto altipiano del Tavoliere delle Puglie...ma il viaggio insegna che spesso i nostri preconcetti sono errati, anche solo quelli paesaggistici.

 
 
Persino sugli alberi si trovano altre piantine, simili ad alghe perché lisce, gommose e estremamente umide.


Mi hanno affascinata soprattutto i pietroni ricoperti di muschio, fatati e magici come scrigno per accedere a fantastiche isole di Avalon, a valli irlandesi o a remote isole tropicali..

Dopo questa prima passeggiata, visto che il buio si stava avvicinando, siamo andati al rifugio Sfilzi dove abbiamo ricevuto un'ottima ospitalità in mezzo alla foresta, in modo rustico e semplice, con una cena tipica, una stanza calda (faceva molto freddo quel giorno) e conversazioni molto interessanti con il gestore che ha lavorato tutta la sua vita nel corpo forestale dello stato.
Il mattino dopo, rifocillati da un'ottima e abbondante colazione nel rifugio, siamo invece partiti per una camminata di circa 12 km nella foresta (sei all'andata e sei al ritorno) fino alla sorgente Sfilzi, l'unica perenne della foresta umbra e perciò particolarmente tutelata.
In quel tratto la foresta è meno fitta ma un altro aspetto interessante ci ha incuriositi, si trovano infatti in terra formazioni di selce di forma perfettamente sferica e ruvida, che al loro interno, quasi come geodi, racchiudono invece venature azzurre, rossicce, viola, ocra e una roccia estremamente liscia e levigata. Ci siamo divertiti a raccoglierne un po', alcune sembrano fossili di uova di dinosauro, così tonde e pietrificate. La sorgente sfilzi è probabilmente di epoca benedettina, ma altre fonti la classificano come costruita da eremiti che colonizzarono la vicina località Casalini e risalente all'VIII secolo. La sorgente è ora completamente ricoperta da muschi e felci, in una valletta ombrosa adiacente alla mulattiera.




Nella foresta umbra si trova anche un piccolo laghetto accanto al centro visitatori, dal paesaggio così rilassante da invitare ad una sosta sulla riva. Se andate in Gargano non perdetevi un'escursione in questo santuario verde così particolare e un pasto al rifugio Sfilzi dove sarete accolti con grande cura, è stata una delle esperienze più arricchenti del nostro viaggio in Puglia.
 

2 commenti:

  1. Fantastico posto.. quest'Italia ci regala ancora delle meraviglie nascoste a molti!!!

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