mercoledì 10 ottobre 2012

Rendere sacro il quotidiano

 Stamattina, per festeggiare il mio onomastico, ho mangiato la mia mela: si, quella che ho visto nascere e crescere sull'albero nel giardino dei miei nonni, dal primo germoglio sul ramo ai fiori allo sviluppo del piccolo frutto, fino alla sua maturazione.
Avevo raccolto la mela il 6 settembre, e finora é rimasta con le altre sul davanzale, in attesa del giorno perfetto: mi ero affezionata a questa piccola mela e volevo consumarla in una giornata speciale.
Stamattina, complice un'entrata la lavoro un po' più tarda, ho preparato con calma la colazione e onorato lei, la mia mela.


 Al suo interno, quattro spicchi dolci e morbidissimi di polpa, 7 piccoli semi neri e lucidi.
Fuori, riccioli di buccia rossa e il picciolo che l'ha tenuta attaccata all'albero e nutrita durante la sua crescita.

 Un atto magico, mangiare un frutto che ho visto letteralmente nascere e sbocciare sotto i miei occhi, che ho controllato, seguito e amato ogni settimana, giorno dopo giorno, durante il mio progetto sulla "storia di un ramo di pesco e di un ramo di melo".
Mi sono emozionata ogni volta che sono andata a trovare gli alberi, mi sono preoccupata per la grandine e per la siccità.
Oggi, mi sono emozionata sbucciando questa mela, che mi é sembrata la più buona mai mangiata, così, cruda, con un filo di miele di bosco, alle otto di mattina.
Rendere sacro il quotidiano: si può fare, seguendo la storia di un frutto e fermandosi qualche momento ad osservarlo, mangiarlo non distrattamente, ma con attenzione ad ogni morso, recando in mente tutto il percorso da gemma a fiore a polpa, e rendendo grazie a chi lo ha coltivato e a chi ma mandato dall'alto il giusto sole e la giusta ombra per farlo crescere così buono.

domenica 7 ottobre 2012

Il bosco in autunno


Ogni volta che arrivo in questa valletta ai piedi della Bisalta, il mio cuore si allarga e si illumina.
Mia nonna paterna, nonna Rita, viveva da bambina in una borgata qui (a la Truna) e sono certa che nei miei geni siano rimasti stampati questi paesaggi, questi boschi.
Lei ha passato a me il loro ricordo, insieme all'impressione lasciata in spirito e sangue da tutti gli antenati miei che in questa valletta hanno vissuto: è un'impressione scavata in ogni mia cellula, mi emoziono ogni volta che arrivo qui.
La veduta é molto bella certo, ma c'é qualcosa di più: in un angolo lontano e nascosto in me suona un campanello che annuncia piano "sei a casa", lo sento chiaro e forte, é un'impressione fisica inconscia, qui respiro subito bene e mi sento libera e insieme ancorata.
Per fortuna questa valletta é vicina a casa dei miei genitori, a mezzoretta da dove abitiamo noi ora in città, e ieri pomeriggio siamo andati lì per un paio di ore ed é stata come una benedizione.

In città purtroppo non ho più i riferimenti forti per accorgermi del cambio delle stagioni, invece tornando nel bosco si nota subito come le foglie siano cambiate, siano variati i colori, l'odore stesso della terra e del bosco siano diversi: la natura si sta trasformando, cambia veste.
Assistere a questo mutamento é una magia che rasserena, cosa saremmo senza questa ruota delle stagioni che evolve ed insieme ritorna, é rassicurante, é un ritmo fortissimo che é in noi, certo difficile da notare in città dove ci sono pochi mutamenti, per fortuna ogni tanto riesco a tornare nel bosco, mio amico grandissimo.
Quelle due ore nel bosco mi sono necessarie, come a un carcerato si concede di uscire nel cortile: il bosco é il mio elemento, il mio ambiente naturale.
Profondamente mi sento a mio agio e subito più leggera se sono sotto la coltre dei rami e delle foglie che mi sovrastano.


Abbiamo trovato tantissime "amanite muscarie" dal colore rosso vivo o arancio, spiccavano tra le foglie secche e la terra marrone.
Questo fungo é velenoso ma ha dei colori così belli che non é possibile rimanerne indifferenti.




Abbiamo anche trovato dei funghi commestibili che abbiamo raccolto: non sono porcini ma "gambette", molto simili ma con il gambo più lungo.
Come regole generali di solito i funghi non lamellati sono commestibili, e staccando una piccola parte di cappella se non imbruniscono vuol dire che si possono mangiare.
Comunque, meglio controllare ed essere certi dei funghi che si mangiano perché ci possono sempre essere eccezioni!



Vagare nel bosco lentamente, cercando i funghi, é stato molto rilassante: la natura ha questo potere su di noi, di riportarci in profonda sintonia, di calmarci.
Cercare e ammirare i piccoli particolari come le bacche di sorbo, i fiorellini lilla dell'erica selvatica, le foglie gialle delle betulle: esercizi spirituali nella splendida cattedrale del bosco.


Ho abbracciato questo grande albero, larghissimo, che svettava tra le betulle mingherline: che energia dal suo tronco possente, più grande di me, dalla sua corteccia ruvida.
Nel bosco sono io, raccogliere i funghi da mangiare a cena é stato proprio come rientrare in contatto con la terra e con me, in un rapporto strettissimo, come facevano tutti quelli che abitavano qui nei secoli passati.
La gioia atavica di esplorare la terra, esserne amici e raccoglierne con amore i frutti spontanei, diversi da stagione a stagione.

Auguro a ciascuno di voi, lettori ed amici, di trovare il tempo e lo spazio per stare un po' nella natura questa settimana.
Lo stesso auguro anche a me, cittadina che vive con il cuore nel bosco.

mercoledì 3 ottobre 2012

Di libri e matite

 Questo inizio autunno é movimentato: le giornate durano sempre troppo poco e mi vedono affacendata tra montagne di libri.
I libri che studio per provare il test dell'università, i libroni di diritto ed economia che preparo per le lezioni ai miei studenti, e poi ovviamente i libri da leggere per il corso di scrittura creativa che ho ricominciato lunedì sera e di conseguenza tutti i libri che fermentano nella mia mente, in attesa di essere scritti.
Ovunque mi giri sono circondata di pagine e sembra non ci sia abbastanza tempo per digerire tutte queste parole affastellate.
Tiro fuori i vecchi mozziconi di matite colorate che usavo per studiare anni fa e ricomincio a sottolineare, cerchiare e fare schemi riassuntivi.
Mi piace essere così circondata dai libri.
Fuori intanto, si fa autunno vero: al mattino mentre vado a scuola in bicicletta l'aria é fredda e ci vorrebbero i guanti, di sera sia aggiungono le coperte sul letto mentre la propoli ricompare come aiutante contro i primi raffreddori.


 Metto al sole uno degli ultimi sun tea di quest'anno, mentre ritorna l'epoca delle zuppe ristoratrici, dei primi kanelbullar che preparo con il cardamomo scelto qualche mese fa nel vivacissimo mercato di Mahane Yehuda a Gerusalemme, in un giorno caldo che sembra molto lontano ma che é qui in forma di spezie e nella crema di datteri che mangiamo a colazione sui biscotti.
Abbiamo cucinato i primi porcini e ho tenuto da parte una piccola parte del loro gambo inferiore per spargerlo sotto i castagni dei nonni e distribuire le spore affinchè siano prolifiche.

 Si passa più tempo in casa, con questa birba di Melira che distrugge tutto quello che trova ma che poi si fa coccolare per qualche attimo.
Sul mobile della sala compaiono le prime mele cotogne e le noci, i fiori secchi su carta del Madagascar appesi in camera sono ora completati dal biglietto decorato con schegge finissime di legno colorato e dalla statuina di palissandro che ci manda una suora missionaria malgascia.


Penso ai miei studenti della scuola serale, che lavorano tutto il giorno ed ogni sera studiano per quattro ore, ammiro il loro sforzo, lo sostengo.
Ascolto questo e ricordo che domani si festeggia San Francesco: l'autunno é dolce nonostante la stanchezza e le azioni frenetiche di questi giorni.

sabato 29 settembre 2012

San Michele


 Buon San Michele!
Questo é proprio il tempo dei cambiamenti, delle evoluzioni: la scorsa settiman l'equinozio d'autunno, oggi San Michele, che qui é anche il santo patrono della città.
Per non smentirsi, anche la mia vita ha di nuovo cambiato direzione: ho trovato un altro lavoro in una scuola in cui insegno diritto ed economia a tre classi delle superiori, mi piace molto, é impegnativo ma un'opportunità decisamente valida di insegnamento.Spero che mi tengano a lvaorare lì!
Intanto sto cercando di studiare per il test di ammissione all'università, ma é piuttosto difficile e di molte materie ricordo poco, vedremo come va.
Nei ritagli di tempo, assaporo la luce speciale dell'autunno e mi infilo in brevi passeggiate nel verde: sul viale, tra le colline attorno a casa dei miei genitori, oppure dai nonni, cercando funghi porcini sotto i grandi castagni.
Non ne ho trovati, ma ho raccolto mele e ammirato la natura che muta pelle, sentito i tonfi delle castagne che cadono a terra, scorto decine di funghetti tra l'erba ancora verde (nessuno commestibile però).
Sono tornata a casa con una cassetta di frutta e verdura bellissima dell'orto dei nonni: gli ultimi pomodori, fagiolini, melanzane e zucchine, qualche peperone e fagiolo rosso, i primi cavolfiori, le mele multicolori.
Ho anche fatto una bella scorta di vecchi gomitoli di lana, una volta scartati quelli con le tarme: ne ho trovata di colori molto autunnali e voglio usarla per un progetto creativo.
Per il resto, rimango come sempre ammirata dalla vita: per mia mamma che mi manda barattoli di sugo,
per l'amicizia con due care amiche e la cena giapponese condivisa con loro questa settimana,
per mia zia Polly che mi passa un caldo e morbidissimo giaccone di lana irlandese,
per una messa condivisa tutti insieme,
per la festa di pensionamento di mio papà,
per le merende e le cene con gli amici ora che torna il tempo della pioggia.
Buon San Michele di rinnovamento e di nuova crescita a tutti voi che passate a leggermi qui!
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Ps: qui un articolo che racconta dello Spazio Creativo ed un video in cui compare anche la mia intervista in cui racconto della mia mostra fotografia, andate a sbirciare se vi va...grazie!





mercoledì 26 settembre 2012

Gli altri creatori

Allo Spazio Creativo organizzato a Caraglio lo scorso finse settimana dal Marcovaldo per giovani artigiani e artisti del cuneese, oltre alle mie fotografie, c'erano altre opere e manufatti molto belli, curati, realizzati in vario materiale.
C'era ad esempio Lara, con le sue ceramiche, di cui vi avevo già parlato, ed una sua amica che ha realizzato queste lampade-gatto e altre lanterne di gres che proiettano luci ed ombre di gatti e topi.


C'erano alcuni banchetti di borse, sciarpe, vestiti artigianali, che mi han fatto venir voglia di riprendere le nozioni imparate al corso di cucito, e di trovare un po' di spazio in questa mini-casa per la macchina da cucire, per provare a mettere sulla stoffa qualche punto.

Alcune opere erano solamente in esposizione, come questi giganteschi ritratti realizzati da Moira, molto intensi e verosimili
Molti i banchetti di giovani creatrici di gioielli, a me piacevano soprattutto questi realizzati con ritagli di vecchi comics di Snoopy montati in monachelle in metallo o argento, questi sono creazione di Guendi come gli anelli costruiti con mini modellini Lego o miniature.

Uno spazio shabby-chic era quello delle casette di legno decorato di White&Co.
Mi é piaciuto moltissimo conoscere Franco Giolitti, illustratore, che realizza splendidi lavoro per e con i bambini e laboratori educativi creativi: il suo tratto é molto semplice ed essenziale, poetico.

Altre ceramiche erano quelle di Gianluca con i suoi mini animaletti curiosi, proseguendo lungo il giro dei banchetti del mercatino, altri gioielli erano realizzati invece con perle di vetro di Murano o con piastrine di metallo o con il fimo: stili molto diversi gli uni dagli altri, ma tutti molto originali.


Il terzo espositore di ceramiche era Gianmario, il vasetto di ceramica raku ripieno di erica di montagna é ora qui alle mie spalle su uno scaffale della libreria.

Condividere lo spazio creativo con questi artisti così diversi da me (ad esempio l'altra fotografa Cristina Pedratscher di cui non ho immagini ma che potete vedere qui) é stato estremamente curioso: vedere che tutti cercavamo (cerchiamo) vie alternative, che ci piace creare, inventare, ognuno con il proprio stile, é stato coninvolgente e arricchente.
La creatività e la fantasia sono il vero sale della vita!
Lasciamoci ispirare, lasciamo trasportare dalle nostre idee nuove.