sabato 20 ottobre 2012

I biscotti e il signor Jansen

 Dopo gli affanni e le corse, qualche giorno più tranquillo, ne avevo proprio bisogno.
Tempo per mettere in ordine gli armadi e togliere dagli scatoloni le maglie di lana, tempo per fare qualche giro in bicicletta, per incontrare un'amica e la sua neonata.
Tempo per gironzolare tra le bancarelle della Fiera del Marrone e lasciarmi avvolgere dal profumo e dall'assaggio di formaggi,miele, olio, marmellate e conserve di ogni genere.
Tempo per andare in biblioteca, per vedere al cinema questo film.
Tempo per andare con i miei cuginetti e le mie zie ad uno spettacolo di giochi di una volta insieme a "Prezzemolo" e per mangiare caldarroste.
Soprattutto tempo per leggere e per scrivere: tra le cose che mi danno più gioia al mondo c'é la certezza di avere dei buoni libri da leggere nella libreria, é confortante, é senso di casa.
Se devo fare o farmi un regalo,scelgo inevitabilmente un libro.

 Ho anche scritto in questi giorni un racconto, su un tale signor Jansen che vive a Vancouver, cercando di applicare quello che sto imparando al corso di scrittura creativa: come strutturare i personaggi, come renderli imperfetti e quindi più credibili, come lasciare che emerga anche la loro "ombra" e non solo la loro "luce".
Scrivere mi piace moltissimo, come dice Lanterna é faticoso ma una di quelle fatiche belle, quando si riesce a creare un mondo e a farci vivere un personaggio, a renderlo vivo, vero, costruendo la sua personalità, il suo carattere e le sue abitudini, allora é veramente stupendo.
Poi mi porto dietro il personaggio ovunque vado, ci penso, me lo immagino, diventa non più solo una costruzione fantastica ma una persona reale.
Mi sono divertita a scrivere questo racconto e sono molto molto soddisfatta del risultato.


 Stamattina ho cucinato un po' prima di uscire in bicicletta, preparato una crema di trombette, zucca e fagioli cannellini e ho inventato questi dolcetti energetici con frutta secca e cioccolato, vi trascrivo la ricetta.
Cosa avete cucinato voi ultimamente?
Dolcetti energetici con fiocchi di avena, cioccolato e fichi:
Ingredienti:
80 gr di fiocchi di avena
80 gr di cioccolato fondente a pezzetti
80 gr di farina di segale
35 gr di farina di farro
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di olio evo
50 gr di burro fuso
5 fichi secchi
1/3 bustina di lievito per dolci
2 uova
Mescolare le farine, i fiocchi di avena, il cioccolato e lo zucchero.
A parte mescolare le due uova con burro e olio.Tagliare i fichi a pezzetti e metterli per circa 10 minuti in una tazza colma di acqua bollente per reidratarli.
Aggiungere i fichi al composto delle farine dopo averli scolati, quindi aggiungere le uova sbattute, mescolare con un cucchiaio.Il composto sarà appiccicoso e disomogeneo.
Mettere l'impasto a cucchiaiate su teglie ricoperte di carta da forno, cuocere 15 minuti a 150 gradi.


Buon fine settimana!

*I gufetti sono di Arcaburu, l'illustrazione di Phoebe Wahl.

9 commenti:

  1. qui una ciambella meravigliosa! i tuoi biscotti sono energici sicuramente... ho letto gli ingredienti... brava e buon we anche a te!;-))

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    1. Grazie, si sono dei biscotti ideali per una gita in montagna :-)

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  2. Mi sono "ritrovata" fra i tuoi piccoli deliziosi oggetti e ne sono felice!

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    1. Come ti ho scritto, sono rimasta molto molto contenta del vostro regalino e del fatto che abbiate pensato a me :-) grazie ancora!

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  3. Il mio penultimo post trattava proprio del mio relax autunnale tra i fornelli, condivido come sempre le tue parole e... abbiamo gli stessi troll è da anni che quei due mi seguono ovunque ;))))

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    1. Che bello, quei troll risalgono ad un viaggio studio in Norvegia di (gasp!!) quasi 10 anni fa e anche io ci sono molto affezionata!

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  4. Grazie per questo spezzone della tua vita.
    Mi piace moltissimo entrare nel tuo mondo anche solo per un attimo :)

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    1. A me fa piacere sapere che vieni qui a leggere :-)

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  5. In ritardo: evviva il signor Jansen!
    Devo dire che nel tempo ho cambiato molto il mio rapporto con i miei personaggi: prima li vivevo più pienamente, come se fossero mie proiezioni, mentre ora li guardo con maggior distacco ma non meno affetto, come se fossero miei figli.
    Il passaggio è avvenuto proprio con Sholeh Zard, in cui non posso dire di essermi identificata in questo o quell'altro personaggio. E forse non è un caso che sia riuscita a portare a termine proprio questo progetto.

    PS: Rosa candida l'ho prenotato in biblioteca, sono in attesa :-)

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