domenica 10 ottobre 2010

Pause di quiete

Questa é stata una settimana impegnativa, correre su e giù ogni giorno per 10/12 ore di fila, dividendomi tra le 4 scuole dove lavoro come assistente al sostegno, confrontarmi con la disabilità spesso sfiancante di questi bambini e quello che comporta:
poca voglia da parte loro di fare gli esercizi proposti, ammutinamenti e ribellioni varie, il confrontarmi con le loro difficoltà, i loro scatti di ira o di noia.
Sono a casa solo la domenica, se no mi alzo sempre prestissimo, ho iniziato a lavorare anche in una biblioteca che però dista molti chilometri da casa mia, sono lavori che mi piacciono moltissimo ma la fatica si fa sentire, allora ho cercato durante la settimana di ritagliarmi altri piccoli momenti di quiete.
- Come fare una passeggiata nel bosco vicino alla scuola di montagna ad osservare l'autunno che si diffonde
-Fotografare le gocce di pioggia appese ai fili del bucato, appena sorto il sole, prima di andare al lavoro
-Riscaldarsi attorno alla stufa la sera
- Cucinare pollo e gamberi con cocco e curry, nuova ricetta indiana strepitosa -Ricevere croissant freschi e nuove calze calde da parte di mia mamma, la domenica mattina, per il mio onomastico
-Ammirare i colori di un centro tavola autunnale
-Ricevere e gustare un barattolo di funghi sott'olio fatti in casa
- Cucinare la tarte tatin la domenica mattina, unico giorno a casa dal lavoro, per un pranzo con mia zia Piera, i cuginetti e Simone. e ricevere un'altra tarte tatin per lo stesso pranzo da parte di Simone, per il mio onomastico.
Lo stesso Simone che giovedì dopo aver guidato 6 ore in giornata per andare a Milano a dare un esame, ha organizzato per me una piccola sorpresa con una canzone romantica ed una merenda, gesto speciale perchè molto inconsueto!
-Ricevere un cestino di cibi buoni da parte dei miei zii, in "cambio" per il pranzo
-Andare alla lezione di yoga il giovedì sera anche se ero stanchissima ed uscirne rigenerata- Iniziare un nuovo libro
-Andare al negozio biologico a prendere degli spuntini da portarmi a scuola nell'intervallo mentre lavoro come maestra di sostegno
-Fare un giretto per negozi dai colori autunnali e portarsi a casa qualcosa di nuovo da indossare -Passare un po' di tempo (anche se molto meno di quello che vorrei..) con i miei cuginetti e le mie zie, soprattutto a parlare del lavoro con le mie zie che sono tutte o maestre dell'asilo o educatrici, confrontarmi con loro sui vari metodi educativi, su libri e progetti per bambini da fare a scuola, sulla disabilità dei bambini che seguo.- Incontrare con Simone due coppie di amici per un aperitivo e ricevere l'invito al matrimonio di una mia amica molto cara...incontrare un'altra mia amica per un the mattutino e sentirla raccontare del suo recente viaggio a Londra.
-Prendermi cura di me:nelle pause dal lavoro, lunedì sono andata dall'osteopata e ieri a tagliarmi i capelli, piccoli gesti di cura.
-Preparare i gnocchi con formaggio per pranzo insieme a mia mamma e portarne anche un piatto a mia cugina che abita nella casa a fianco
- Ricevere la visita di una carissima amica del Burkina Faso con i suoi due bimbi, il più piccolo di appena un mese, e chiacchierare con lei dell'africa:ad esempio in Burkina quando nasce un bimbo si regalano alla mamma brodo di pollo (per rimettersi in forze) e del sapone che le servirà per lavare i vestiti del bambino visto che non usano pannolini.
Ancora più bello dopo aver visto questo film proprio martedì sera.Buona nuova settimana con un nuovo augurio per coniugare la passione del lavoro con la calma, sarà una settimana particolare perché Simone sarà a Milano e non ci vedremo, cercherò nuovi attimi di pausa tra un lavoro e l'altro e tra le gocce di pioggia.

mercoledì 6 ottobre 2010

14 kilometri

I chilometri sono quelli che separano il Marocco dalla Spagna:
l'ultima tappa del viaggio odissea narrato nel film che abbiamo visto ieri sera.
Il film racconta infatti di tre giovani africani:
una ragazza di nome Violette, maliana, e due fratelli nigeriani, che decidono di tentare la sorte e di andarsene dall'Africa verso l'Europa.
Violette fugge da un matrimonio combinato con un uomo vecchio che ha abusato di lei da bambina, Buba invece é un buon giocatore di calcio e vorrebbe trovare posto in una squadra, convinto a partire dal fratello.
Il viaggio diventa però una storia di soprusi, la ragazza viene derubata e si ferma dapprima in un bordello, poi affronta un itinerario estenuante su un camion stracarico attraverso il Sahara, dove incontra i due fratelli.
Tutti e tre scendono dal camion per avviarsi a piedi ma sbagliano strada e si ritrovano a vagare nel deserto senz'acqua.
Il fratello di Buba muore e gli altri due vengono soccorsi da una tribù di beduini.
Lui e Violette comprano poi dei falsi passaporti in Mali, ma la ragazza viene arrestata dalle guardie di frontiera maliane all'ingresso in Algeria, finendo di nuovo a dover lavorare come prostituta.
Buba viene inseguito dalle guardie di frontiera algerine e marocchine, ogni volta rispedito indietro e costretto in una terra di nessuno.
Una continua catena di ingiustizie, truffe, violenze, di cui tutti sappiamo, dei rimpatri forzati, delle guardie di frontiera, dei viaggi dei "disperati" via mare, della marina che ostacola il loro approdo,ma vedere tutto questo narrato visivamente in un film colpisce molto di più di un semplice racconto di cronaca che anzi ci ha stufato e ci rende purtroppo indifferenti.
E non ho potuto fare a meno di pensare agli immigati africani che conosco, e che in un certo senso posso considerare amici:
le ragazze a cui mia mamma ha insegnato l'italiano, i bambini che ho seguito e seguo al doposcuola, o altre facce sconosciute che incontro ogni giorno nel mio paesino.
Tutto questo perché la loro storia del prima non la conosco:
non ce ne hanno mai parlato e noi non abbiamo mai chiesto, o se ci hanno raccontato é stato in un italiano frammentato misto ad un cattivo francese, di cui si capivano poco i nessi logici e le scansioni temporali.
Dietro ad ognuno di loro c'é una storia.
Posso immaginare come fosse il loro prima:l'ho visto in Ghana,anche se per un breve tempo, so da cosa possono scappare, dalla realtà di queste foto fatte nell'estate 2008.
E so cosa può essere l'adesso:lavori umili, disagio, mancanza di casa, un'integrazione che per quanto buona non é mai completa.
Quello che mi manca é il mentre, il mezzo, il viaggio con cui sono arrivati qui.
Questo film restituisce una forma alla parte centrale della storia:
al come siano arrivati qui.
Per questo lo consiglio, a chiunque sia in contatto con il prima e con il dopo:
a chi é appassionato di Africa e c'é stato, a chi qui si trova a dover lavorare a scuola, al centro migranti, in ospedale o in fabbrica con cittadini africani.
Io sono in entrambe le categorie, e credo proprio per questo che non possiamo ignorare la parte in mezzo, quella in cui purtroppo anche i nostri governi svolgono una (cattiva) parte:
14 kilometri possono essere pochi, ma possono essere anche lo spartiacque tra un prima e un dopo.

domenica 3 ottobre 2010

Buona settimana

"L'importante non é quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo in quello che facciamo, bisogna fare piccole cose con grande amore" Madre Teresa di Calcutta
Puck lo gnomo di legno viene da qui
il calendario invece é di Sarah Jane
e l'acqurello indaco da Geninne.
Il fiore invece é un regalo da parte di mia mamma!
Buona settimana, vi e mi auguro di trovare tempo per piccoli attimi di calma in mezzo alla frenesia del lavoro :-)

venerdì 1 ottobre 2010

Scintille di gioia

1-Ricevere posta:
dal Messico questa stampa ad acquerello da parte di Geninne.
Mi piaceva molto il colore di questo quadretto, e volevo comprarlo da più di un anno, ma mi ero ripromessa di comprarlo con il mio primo stipendio, essendo non carissimo ma comunque una spesa per un oggetto non di utilità immediata.
Poi un mesetto fa ho deciso di comprarlo lo stesso, anche se non avevo ancora trovato i vari lavori!
All'universo sarà piaciuto il mio gesto di ottimismo perché continuano ad arrivarmi inviti per colloqui e proposte di lavoro molto belle, una anche ieri, molto interessante, insomma c'é molto movimento positivo sul fronte lavoro, finalmente.
Da Daniela di Perfectio Conversationis ho invece ricevuto questo libro come premio del suo giveway che ho vinto!Mi ispira molto!
2-I "miei" bambini, quelli con cui passo ora le giornate a scuola.
Che mi regalano tante scintille:
ieri dopo la mensa i bambini delle elementari della scuola di montagna stavano facendo un gran macello e per farli stare bravi ho agguantato il più pestifero e gli ho insegnato un gioco/solletico che gli ho fatto sul braccio per rilassarlo.
Poi lui si é messo a farlo a tutti gli altri e si é creata una situazione bellissima, si facevano i massaggi a vicenda e stavano calmi, collaborando tra loro e smettendo di gridare e litigare.
O stamattina A., il bimbo più grave che seguo, non voleva collaborare ai vari giochi sensoriali che proponevo, poi ho usato un pettine di legno a denti larghi per fargli un piccolo massaggio alle mani, che tiene sempre molto contratte e chiuse, gli é piaciuto molto, si é tranquillizzato e anzi mi porgeva lui stesso le mani, caso stranissimo per lui.
Oggi pomeriggio invece avevo in "consegna" un bimbo autistico all'asilo, e mentre disegnavamo ad un certo punto, stranamente, ha smesso di fare il suo solito disegno compulsivo per disegnare una casetta, come quella che stavo disegnando io su un altro foglio, ma non credevo mi avesse neanche notata.
Poi al momento della nanna mi ha preso una coperta e l'ha messa a terra vicino alla sua, chiedendomi di sdraiarmi lì anche se di solito noi maestre stiamo in piedi metre leggiamo loro la storia.
Questo suo gesto insolito di gentilezza mi ha fatto tenerezza.
I piccoli progressi o gesti positivi che fanno questi bimbi mi emozionano.
Un altro bambino della scuola di montagna invece mi ha stampato la ricetta di un piatto sardo che cucina sua mamma.
3- Questo bouquet di "medaglie del Papa" color opale, che ho raccolto in montagna e ora stanno sulla mia scrivania.
4-Il libro che sto leggendo,ambientato nel medioevo, un intrigo di monasteri e Templari, avvincente e scorrevole.
5-L'allegria di questa foto di S.Paradjanov, artista ecclettico e stravagante, di cui abbiamo visitato la casa-museo a Yerevan, in Armenia, vi parlerò meglio di lui, intanto non é contagiosa questa sua corsa sfrenata per la strada?6-Il castello fatto di cartone di recupero e rotoli finiti di carta igienica, perfettamente dipinto e rifinito anche nei particolari, con tanto di personaggi, che Simone ha trovato nel bidone per la raccolta differenziata della carta e che ha preso, l'ho portato ai miei cuginetti, chissà chi l'ha costruito con tanta cura e poi buttato via.
7-Il cielo tempestoso di inizio autunno e la luce dietro le nubi.
8-Il sushi con le amiche.
9-E il mio pezzettino di cielo quotidiano:buon 1 ottobre Simo!! :-)

Buon weekend, a caccia di scintille di gioia per tutti voi.

domenica 26 settembre 2010

E tutto va come deve andare

Ovvero l'arte di 3 lavori in uno!
Si la bella notizia é che ho iniziato da quasi due settimane a lavorare come educatrice in due scuole, che diventeranno 4 dalla prossima settimana.
In queste due scuole lavoro come assistente al sostegno a 3 ragazzini disabili, soprattutto uno é disabile grave con molti problemi (non parla, non cammina...).
Questo lavoro mi piace tantissimo!
Ve ne parlerò in modo più approfondito, adesso sto ancora "prendendo il giro" con i vari orari, conoscendo le classi ed i colleghi di lavoro oltre ai bambini stessi ed alle loro problematiche.
Avevo seguito un corso di neuropsichiatria infantile qualche anno fa ed ho molta esperienza con l'handicap anche in famiglia, a parte un iniziale momento di disagio mi trovo bene anche con questo bimbo molto grave e anzi mi sto appassionando tantissimo a questo lavoro, a cercare attività adatte a questi bambini, punti di approccio, a scrivere le attività giornalieri che compiamo insieme, la vedo come una sfida, in cui il tornare a casa dopo 5 ore con lui e vedere che dopo tanto lavoro ha finalmente detto la parola "acqua" (o meglio per lui é quaqua) quando voleva bere,é una gioia ed una soddisfazione incredibile.
Una delle due scuole poi é in montagna, una scuola piccola con pochi alunni (nella classe che seguo sono in 9!), nelle ore buche posso andare nei boschi a passeggiare, ne sono entusiasta.
Il secondo lavoro che sto svolgendo é quello matematico/finanziario:mi piace di meno, ma staccare dalla pedagogia e dall'handicap al pomeriggio é anche divertente.
E il terzo lavoro?
Bhe questa settimana ho vinto una borsa di studio per un ciclo di conferenze che ho seguito a Cuneo:
interessanti, anche se molto teoriche, la cosa positiva é stata ripiombare in mezzo a discussioni politiche/filosofiche a cui non ero più abituata.
Molte cose non le condivido più ed il parlare politichese a cui ero abituata all'università ora mi risulta alieno e inutile, ma alcune conferenze sono state interessanti (una sulla visione del martirio nel terrorismo, una sugli Amish) e se non altro ho potuto chiacchierare con gente stranissima che studia filosofia teoretica piuttosto che giurisprudenza ecologia, ed avere esperienze culturali di questo tipo é sempre utile,anche solo per capire che ora quegli argomenti non mi interessano più così tanto.
Intanto, continuo anche con le ripetizioni e con della piacevolissime letture.
E giovedì ho iniziato con la mia amica il corso di yoga!
Insomma a farla breve, sono stravolta e felicissima.
A volte ci sono così troppa gioia e così poche ore di sonno che la lucidità va a farsi un po' benedire, ma che belli questi giorni.
Le foto di questo post sono della cena araba a cui siamo andati io e Simone venerdì sera, a casa dei miei insegnanti di archeologia egizia, una coppia di amici fantastica, ecclettica.
La cena era composta da cibo del vicino oriente:
cus cus con vari condimenti e salse, riso all'iraniana con pollo indiano al curry, tutto cucinato in casa.
L'atmosfera era bellissia con tante lanterne accese in casa, una casa zeppa di libri fino al soffitto, di reperti e foto archeologiche degli scavi che loro hanno fatto in Egitto, come essere in un museo.
Mentre si finiva di preparare la cena, abbiamo analizzato e letto le ultime foto di geroglifici:una lezione di egittologia soprendente.
La cena é poi proseguita fino ad ore tarde tra discussioni di storia e dibattiti su "é stata peggio Canne o Teutoburgo come sconfitta secondo te?", racconti di avventure varie, cibo buono, risate, scambio di libri e dimostrazioni di combattimento di scherma medioevale con spade del 14oo (che emozione provare a tenerne una in mano!).
Insomma, in una parola, wonderful.
E la loro ospitalità, la cura con cui avevano preparato la tavola e dei piccoli sacchettini di incenso di acacia per ognuno, con il nostro nome scritto in geroglifici?
Una coppia stupenda, con il loro bimbo neonato che dormiva nell'altra stanza, appassionati, curiosi, vivaci.
Ecco, da grande voglio essere come loro!

mercoledì 22 settembre 2010

Bonjour l'automme

Buongiorno autunno!
Per festeggiare l'equinozio vi propongo un piatto etnico che racchiude le verdure di stagione ed i colori dell'autunno:
sega wot, piatto etiope formato da un pane spugnoso servito con una salsa di carne piccante. Vi servono pomodori, carote, patate, cipolle e peperoni, ma potete anche utilizzare zucchine, melanzane..quello che avete in casa.
Fate rosolare patate, carote e cipolle con curcuma, sommacco, curry e abbondante zenzero grattugiato e peperoncino.
Aggiungete quindi 600 gr di carne mista tritata, i pomodori e coprite la carne di acqua,
cuocete a fuoco medio/basso per un'ora finchè l'acqua non é assorbita.
Questa sarà la salsa.
Per preparare il pane injera, molto spugnoso, che utilizzerete come "piatto" per la carne, occorrono 400 gr di farina di miglio, un cubetto di lievito di birra e dell'acqua.
Sciogliete lo lievito in 100 ml di acqua tiepida e aggiungete 100 gr di farina, formate un panetto impastando bene e fate lievitare almeno 3 ore in un recipiente capiente.
Dopo 3 ore aggiungete la restante farina e tanta acqua quanta ve ne occorre per creare una pastella, che farete lievitare ancora 3 ore.
Quindi scaldate un po' di olio in una padella, versate la pastella un mestolo alla volta e coprite subito la padella con un coperchio.
Il pane deve cuocere a fuoco bassissimo ed il vapore creato dal coperchio deve renderlo spugnoso e leggero, senza tostare o scurirsi.
Ogni pane cuoce circa 3/5 minuti, la superficie appare bucherellata con molte bollicine.
Con questa pastella ho ottenuto 8 pani piccoli, volendo avrei potuto farli più alti e spugnosi ed ottenerne 4 o 5.
Servire ad ogni commensale 1 pane e ricoprire con la salsa di carne bella calda:
si mangia con le mani spezzando il pane spugnoso!
Ho rielaborato la ricetta dal numero di Starbene di maggio.
Buon autunno, io utilizzerò finalmente questa borsa di lana che ho preso in Armenia, é fatta a mano, e ricamate in fondo sono le prime 4 lettere dell'alfabeto armeno, oltre alla pecorella, sorella delle molte viste in giro per tutto il paese e nei campi.


Buongiorno al profumo di biscotti al limone appena sfornati, alle coperte aggiunte sul letto prima di dormire, alle passeggiate con Simo e Obelix prima di cena, a cercare e fotografare i ragni tigre tra i rovi lungo il sentiero.Piccoli attimi di autunno, vi auguro che la vostra settimana ne sia colma.

domenica 19 settembre 2010

Domenica quasi d'autunno

Questo fine settimana non mi ha portata in montagna come quelli precedenti, ma vista la settimana frenetica che ho (abbiamo) avuto, é stato molto più tranquillo ed anche decisamente autunnale.

Io e Simo abbiamo fatto due belle passeggiate ieri ed oggi pomeriggio, e ad osservare bene come sempre si trovano in terra i piccoli cambiamenti di stagione:
le prime foglie che cambiano colore, le mele che maturano, la pioggia che é caduta ieri e si é fermata in gocce di diamanti sull'erba.
Un mondo minuscolo ma nel quale mi sono persa per due ore buone oggi pomeriggio, chinandomi a fotografare.
Ho trovato anche questa piuma coloratissima, sapete di che uccello potrebbe essere?
Ho pensato ad una ghiandaia ma non ne sono sicura!


Mi sono fermata a raccogliere delle piccole ghiande sotto un albero, c'era il sole e din quel momento l'aria era piacevolmente calda.
Ho pensato:
vorrei inscatolare la perfezione di questo momento per poterlo riassaporare d'inverno.
Stamattina sono andata ad una lezione prova di yoga con una mai amica, di un corso a cui credo parteciperò:
fermarsi ed ascoltarsi respirare, in una domenica mattina sonnolenta e pigra per il tempo nuvoloso, é stata una pausa piacevole per me che non sto mai ferma.
Gli ambienti erano molto accoglienti, le pareti dipinte di arancio e giallo, con piccole nicchie e fotografie scattate in India.
Dopo aver visto ieri sera Mangia Prega Ama (film mediocre, banale e prevedibile però belli i paesaggi) mi é venuta voglia di indossare i vestiti indiani della protagonista, e ritrovando stamattina un po' della stessa atmosfera meditativa e insieme colorata al corso di yoga é stato piacevole.
In questi giorni mi frullano in mente un po' di riflessioni, nutrite da una frase che mi é rimasta in mente dopo aver visto il film Un sogno per domani, di cui ha parlato Claudia.
Il film in sè non mi é piaciuto, ma quella frase "cosa si aspetta il mondo da te?" non me la sono più tolta di testa.
E l'ho subito ricollegata ad unìaltra frase, che avevo letto e sottolineato nel libro Ballata per la figlia del macellaio:
"Dio considera la vita di ogni creatura come una domanda, come un se che respira e che cammina".
Come posso fare il meglio ogni giorno?
Cosa mi viene chiesto di donare ogni giorno/oggi al mondo?
Cosa c'é intorno a me da osservare in questo momento?
Che piccola cosa posso vivere ora?
A chi posso e devo regalare il mio sorriso e la mia gentilezza oggi?
A chi posso augurare buona giornata?
Che gesto di amore posso fare per qualcun altro in questo momento?
Non sono giunta ad una conclusione, ovviamente, né l'ho cercata, semplicemente sto cercando di mettermi più in sintonia con quello che c'é attorno, accorgendomi sempre di più che tutto quello che uno chiede/dona all'universo, poi ritorna indietro, in tempi e situazioni diversi da quelli voluti, ma torna sempre.
Me ne sono accorta in questi ultimi giorni in cui ho ricevuto delle belle notizie, di cui vi racconterò quando sarò più certa del loro sviluppo.
Bisogna solo avere pazienza e fiducia nel futuro, speranza che devo continuare a nutrire e far crescere in me.
Una piccola ricetta semplice per degli scones perfetti per questi giorni di inizio autunno:
Scones all'uvetta (per 2 teglie circa):
400 gr di farina
120 gr zucchero
2 uova
100 gr burro
uvetta
levito per dolci
Mescolare farina, zucchero e lievito.Aggiungere il burro fuso, le due uova e infine l'uvetta.Stendete la pasta e tagliatela a tondi con un bicchiere dal diametro stretto, infarinato.Infornare per 15 minuti circa o finchè sono dorati, in forno caldo a 18 gradi.
Buon inizio settimana e un abbraccio forte a tutti, che cerchiamo ogni giorno risposta alla domanda celata in noi :-)