mercoledì 20 luglio 2011

Madagascar: i progetti dell'associazione Koinonia

Il nodo centrale del nostro viaggio in Madagascar, essendo un viaggio solidale, é stato la conoscenza e la cooperazione con l'associazione malgascia Koinonia, nata nel 2004 nella città di Fianarantsoa dall'unione di giovani italiani e malgasci (più un francese e un keniota).
Durante il nostro viaggio siamo stati ospiti alcuni giorni dell'associazione (di cui fa parte anche Jacquette, la ragazza malgascia che ci ha fatto da guida ed inteprete durante tutto il soggiorno).
Siamo stati nella casa di Koinonia a Fianarantsoa, partecipando al progetto Diako, cioè un progetto per lo sviluppo del turismo sostenibile.
La casa era molto semplice, formata da una stanza centrale con letti a castello ed un grande tavolo, poi una cucina, due camere da letto ed un bagno.
Abbiamo abitato lì con Jacquette e con Jimmy, un altro ragazzo malgascio membro di Koinonia.


Nella casa non c'é acqua corrente perché pur essendoci le tubature, l'acqua non arriva, allora in cucina ed in bagno riempivamo dei grossi secchi di acqua dal pozzo oppure dai lavandini se a volte c'era l'acqua (solo nella sera della festa dell'Indipendenza c'era l'acqua corrente!), poi usavamo quell'acqua per cucinare, per lavarci e per lavare piatti e vestiti.
A volte non c'era neanche la luce elettrica in bagno e allora abbiamo usato delle candele per farci luce.

Sembra ovvio ora qui in Italia aprire un rubinetto e trovarci l'acqua, ma stare alcuni giorni senza acqua corrente rende subito meno dispendiosi, molto molto più attenti e grati all'acqua, attenti a non sprecarla, ad usarla bene, anche se é difficile abituarsi soprattutto i primi giorni senza acqua corrente.


Nella casa abbiamo passato lunghe serate (alle 5 di pomeriggio era buio) a leggere, scrivere, disegnare.


Oppure a cucinare, dopo aver fatto tutti insieme la spesa al mercato di Fianarantsoa.



Abbiamo giocato con il tipico gioco da tavola africano che già avevamo conosciuto in Ghana


e abbiamo usufruito della casa come se fosse nostra, divertendoci a cucinare e stare insieme in questa piccola casetta africana.







Per Jimmy abbiamo cucinato pasta pasticciata con sottilette (carissime!) e pomodori, e insalata di carote con sale, pepe nero e aglio (non avevamo olio perchè costa carissimo).


Stendevamo i panni in cortile tra gli alberi di banano e papaya.



Abbiamo poi visitato anche gli altri progetti di Koinonia.

Uno di questi é il progetto salute per bambini malnutriti del quartiere, attualmente ne sono seguiti una trentina.I bambini nella foto qui sotto usufruiscono del progetto ed hanno circa 8/9 anni anche se ne dimostrano molti di meno a causa della malnutrizione.

Il tasso di natalità é altissimo in Madagascar, e le mamme hanno in media 6 o 8 figli, sono anch'esse denutrite e quindi non riescono ad allattare o il loro latte ha una bassissima carica proteica, i bambini vengono quindi svezzati in fretta ma non ricevono abbastanza nutrimento, questo danneggia gravemente la loro crescita psico-fisica.


Il progetto fornisce ai bambini due pasti al giorno (la colazione ed il pranzo) con un menù bilanciato studiato appositamente per loro.I bambini più denutriti ricevono anche degli integratori una volta alla settimana per rimetteris in forze.

Un'educatrice si occupa della distribuzione dei pasti nella casa di Koinonia e poi organizza durante le mattinate dei giochi per i bambini in modo che le loro mamme possano andare a lavorare al mattino e -si spera- avere così i soldi per la cena.

Prima di mangiare pane e the caldo, in silenzio e con enorme calma, senza capricci o strepiti di nessun tipo, i bimbi si siedono al loro tavolino e dicono da soli una preghiera, con così tanta compostezza da essere commoventi.







Un altro progetto di Koinonia é una casa famiglia per 11 bambini di strada, gestita da due donne malgasce che a turno vivono nella casa famiglia con i loro stessi figli e si occupano dei pasti e dell'istruzione del ragazzi, organizzando attività sportive o brevi gite per loro.



Un altro progetto ancora é il laboratorio di ricamo e cucito per le donne, soprattutto tovaglie, ricamate con motivi tipici malgasci e poi vendute sul mercato dei prodotti equo-solidali.



Koinonia ha avviato anche un progetto di microcredito che sta funzionando molto bene, ne usufuiscono soprattutto donne sole, abbandonate dai mariti e con molti figli a carico (molte sono le madri dei bambini seguiti nel progetto salute e malnutrizione).Di solito la prima tranche di prestito é da 5.000 a 60.000 ariary (cioè da circa 2 euro a 23 euro), sono cioè somme piccolissime per noi, ma 60.000 ariary é un buon salario mensile per il Madagascar.Il micro credito di Koinonia non richiede garanzie a chi ne vuole usufruire, ma ogni "cliente" passa prima un mese di prova in cui deve delineare come vuole utilizzare il prestito.Molto spesso le donne se ne servono per avviare una piccola attività in proprio, come la vendita di frutta o verdura al mercato, oppure l'acquisto di una capretta o di un maiale.Restituita la prima tranche di debito, essere riceveranno un ulteriore prestito da 60.000 a 100.000 ariary e così via, con aumenti graduali successivi, con i quali molte donne potranno aprire magari un piccolo banchetto lungo la strada per vendere cibo come involtini o patatine fritte, o le più industriose spingersi fino all'apertura di un piccolo ristorantino o hotely in malgascioDel micro-credito si occupa un ragazzo kenitoa, Alfred.


Koinonia segue anche un ulteriore progetto musicale di un centro aggregativo per giovani del quartiere dove si tengono dei corsi di musica e di italiano, ed un altro progetto di gestione eco-sostenibile delle foresta pluviale, che abbiamo visitato in seguito.

La realtà di Koinonia é molto piccola, appena all'inizio, ma vivere con loro per alcuni giorni, sperimentare cosa significhi vivere senza acqua corrente, fare la spesa con loro, sono esperienze che sebbene piccole e brevi ci rimarranno da esempio per la nostra vita futura, oltre a darci un sospiro di speranza per questo paese così bello,il Madagascar, ma così misero e abbandonato: é bello vedere dei giovani del posto che cercano di smuovere un po' le cose.

4 commenti:

  1. raffaella di cuneo21 luglio 2011 12:41

    ciao daniela,
    che bello leggere del tuo viaggio in Madagascar.
    io sono appena tornata dalla sicilia, dove ho lasciato marito e figlie..... per tre settimane sarò a cuneo da sola, sarebbe bello finalmente incontrarci per conoscerci meglio.
    io lavorerò tutti i giorni, ma sere e weekend sono libera. fammi sapere i tuoi impegni.
    un abbraccio raffaella (che abita davanti alle poste.....)

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  2. Che dolcezza negli sguardi di quei bimbi...

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  3. Bellissimo questo progetto, ma noi che siamo dei privilegiati a vivere qui in Italia e che i nostri problemi sono piccoli al confronto, cosa concretamente possiamo fare per dare un aiuto a queste persone?

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  4. molto bello anche questo resoconto. Grazie!

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