sabato 13 marzo 2010

Mathilde et Eduard

Ieri pomeriggio, con uno dei bambini che seguo nei compiti (e che sta preparando un esame di francese), abbiamo guardato insieme la prima puntata di un documentario molto particolare, epr fare esercizio di comprensione orale.Il documentario é "6.000 km a piedi da Parigi a Gerusalemme", il resoconto del viaggio di nozze di due giovani parigini, Eduard et Mathilde.
Infatti una settimana dopo essersi sposati, decidono di partire per un viaggio di nozze particolare:andare a piedi fino a Gerusalemme, con lentezza, prendendosi tutti i mesi che saranno necessari.Vendono la casa e partono con due soli zainetti (Mathilde con 4 kg e Eduard con 6 kg), con i soli vestiti che hanno addosso e nessun cambio.Il bagaglio é costiutito da 2 borracce per l'acqua, due sacchi a pelo e 2 materassini, un telo impermeabile, cartine con l'itineraio, torcia, due foulards, un pezzo di sapone,due bastoni da camminatori (che servono anche da picchetti per creare un riparo/tenda di fortuna con il telo impermeabile).

Inoltre scelgono di non portarsi nè telefoni cellulari, nè soldi o carte di credito:chiederanno ospitalità e cibo lungo la via per tutti i mesi di viaggio, alla maniera dei vecchi pellegrini dell'antichità, senza portarsi dietro provviste.Tagliano a pezzi le loro carte di credito e le buttano simbolicamente via.
La loro scommessa:affidarsi con fiducia agli altri, aprirsi con speranza, e confidare nell'aiuto del prossimo per tutto il viaggio.Hanno 28 anni.
Cammineranno per più di 6 mesi, in mezzo a tutte le condizioni atmosferiche, eccoli all'arrivo a Gerusalemme, barbuti e sporchi ma vincitori.
Come bagaglio si portano una piccola videocamera con cui si auto-filmano, da cui é stato tratto il documentario.Non hanno alcun tipo di accompagnamento, sponsor o protezione lungo il viaggio.
La pubblicità del loro intinerario la potete vedere qui.Avevo comprato l'anno scorso anche il loro diario di viaggio, nel bellissimo "Un chemin de promesses".Il loro sito web é www.enchemin.org
e già mi piace la frase iniziale del sito: avance sur ta route, car elle n'existe que par ta marche (St Agostino:come dire, la strada si fa camminando).
Sul sito potete vedere altri video ed interviste delle loro avventure.
La loro scelta é radicale e non so se io personalmente sarei in grado di farla:avrei sinceramnete paura a trovarmi senza soldi e senza telefono.Magari me li porterei dietro, spenti, e mi porterei pochi soldi, il minimo necessario, ma avrei paura di trovarmi magari in un'emergenza e di non poter comunicare o chiedere aiuto.Invece il poco bagaglio non é un problema per me, sono abituata a portarmi poco, dai capodanni di Taizè alla scorsa estate in Israele, uno zaino e via.Non ho bisogno di molti bagagli, anzi mi porto sempre troppo poco!Anche il lavarsi o no (o il farlo in fiumi etc) per me non sarebbe un problema, lo stesso il cammianre a lungo:ci sono abituata e mi piace.
Insomma, alcune cose le condivido e altre invece sarebbero troppo per me.
Ma mi piace molto il loro messaggio di vivere semplicemente, con poco, affidarsi agli altri.
Aver voglia di sperimentare, partire, viaggiare.
La loro sete di conoscere.
L'assoluta mancanza di paura dello sporco e delle scomodità.
Nei miei (nostri) viaggi mi piace cercare le stese cose:un ostello semplice e spartano, lunghi viaggi in pullman o treno a costo ridotto.Adoro viaggiare così.
Non so se vivrò mai un'avventura come la loro, con così tanto entusiasmo, allegria, voglia di mettersi alla prova anche come coppia.
Di sicuro mi piace l'avventura e non mi stancherò mai di guardare e riguardare il loro documentario.
Ps sia il libro che il dvd sono in francese, ma si capisce bene, se parlate questa lingua cercateli a non vi deluderanno!Buon weekend!

19 commenti:

  1. Una punta di sana invidia è concessa? Ammirazione per il loro coraggio! Grazie a te per aver condiviso con noi questa ...riscoperta! Un abbraccio, Gabbi

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  2. devo dire che da una parte mi piace il loro lasciarsi andare ad un viaggio puramente emozionale e coraggioso anche se purtroppo la parte piu' razionale di me non ha mai "sostenuto"e condiviso questi viaggi lasciati al caso ,affidarsi agli altri anche per il cibo ed il denaro;in parte lo trovo avventato in parte non lo trovo giusto.Il loro entusiasmo e' sicuramente invidiabile ma nello stesso tempo la mia me forse piu' pragmatica(o forse taccagna,invidiosa,chiusa???)non capisce questi viaggi lasciati al caso e quindi colmi di pericoli e di bisogni.ma e' bello vedere come al solito "dall'altra parte" e trovarsi a confrontarsi con realta' diverse.Come al solito te sei spunto eccezionale di idee.

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  3. Francesca Romana13 marzo 2010 19:09

    Ma a che serve? Certo per loro è stata un'avventura, a parte che affidarsi all'aiuto degli altri è anacronistico, non sono i pellegrini verso la Terra Santa nel Medio Evo...soprattutto che valore hanno creato, per gli altri? Mi sembra un'esperienza totalmente rivolta a se stessi e di scarso esempio, poichè non è per tutti, soprattutto non per le persone comuni che hanno delle responsabilità, un lavoro che non possono lasciare e non una famiglia alle spalle che si occupi di ciò che viene temporaneamente lasciato e che è necessario ritrovare dopo (casa, bollette, energia elettrica, faccende burocratiche...): insomma mi sembra un'esperienza da persone senza preoccupazioni economiche, che al ritorno ritrovano ciò che hanno lasciato e scrivono anche un libro per insegnare agli altri! Ma per favore, oggi le cose straordinarie sono sopravvivere in questa società mantenendo il sorriso sulla bocca e nel cuore e, anzichè appoggiarsi agli altri, aiutare chi ha bisogno a rialzarsi in piedi e camminare da solo...Don Ciotti, Don Milani, Emergency, padri e madri di famiglia, cassa integrati, donne in lotta contro l'infibulazione, la violenza e la schiavitù...che sanno essere eccezionali nella vita anonima di tutti i giorni.
    Grazie per il tuo post, mi ha portata a riflettere.

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  4. Francesca Romana13 marzo 2010 19:13

    Don Milani è vissuto 40 anni fa, ma l'ho citato come esempio di coraggioso lottatore!

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  5. Sono d'accordo, ma in fondo è un'esperienza utile se si è giovani di 28 anni, certo,non saranno figli di operai di fonderia.

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  6. Perchè cercare un perchè in quello che hanno fatto?
    Avevano questo desiderio e l'hanno esaudito. Forse non cercavano niente di più!!!
    Ci sono sposini che per il viaggio di nozze spendono capitali per andare a prendere il sole a Bora Bora... loro hanno fatto quest'esperienza. L'hanno potuta fare perchè giovani, senza figli, senza responsabilità...
    Ricorderanno questo viaggipo per tutto il resto della loro vita. Sarà uno dei loro migliori ricordi!!!
    Un fine? Uno scopo??? La gioia di vivere!
    Un abbraccio
    Francesca

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  7. E' vero, una bella esperienza per loro, ma dal momento che c'è un libro è naturale che vengano espressi dei giudizi, altrimenti la conservavano come un loro ricordo. In questo modo è legittimo che escano domande, valutazioni e sane critiche. L'egocentrismo ha sempre uno scotto da pagare.

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  8. Daniela sono la tua abbinata dello swap..tea e tisane...non so come altro contattarti..la mia mail è questa simona.lolli@unibo.it...ci sentiamo????
    Simona

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  9. @ anonimo:io non sono così critica verso la loro esperienza di viaggio..credo che mi/ci insegni che tante cose a cui diamo troppo valore come soldi o una bella casa sono inutili alla fin fine..si può vivere con poco, con niente, e farlo come scelta consapevole.Non capisco il tuo giudizio sui "figli di operai" anzi credo che il loro viaggio sia di esempio per tutti quelli che per necessità o per scelta si trovnao a dover vivere con poco e anche ad avere problemi economici.Mi insegnano che in una coppia la cosa più importante é trascorrere del tempo insieme, perdere tempo insieme, parlarsi, ascoltarsi, non tanto l'avere una bella carriera o una bella casa.poi ognuno può pensarla come vuole, ti consiglio innanzitutto di leggere il libro x vedere effettivamente cosa hanno vissuto!cosa hanno trasmesso a chi li ha incontrati?la volontà di accogliere gratuitamente una coppia, di comunicare senza consocersi e senza parlare le rispettive lingue, il tarlo nella mente di voler conoscere..sono stati ospiti di serbi e croati nei balcani, di israeliani e palestinesi..mostrando che quel che rimane in fondo é l'uomo, l'umanità al di là e al di sopra delle divisioni linguistiche,etniche,politiche.Grazie epr i tuoi interventi, ma prima leggi il libro!!

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  10. @ francesca romana:idem come sopra.é vero ci sono tanti altri esempi di donne e uomini coraggiosi, a me piace la loro scelta di giovani consapevoli che non vogliono un matrimonio lussuoso e da favola ma preferiscono la semplicità.Riguardo allo scrivere il libro, Eduard é giornalista quindi ha deciso poi di mettere per scritto la loro avventura.Crede che nella vita di oggi sia utile vedere esempi di persone (sopratt giovani) che hanno il coraggio di cambiare le convenzioni, e anche solo di inseguire un sogno.é terapeutico credo.e insegna a tutti che se si desidera fortemente qualcosa, anche con sacrificio, si può ottenerlo.
    Randi Paush diceva che uno dei gesti più grandi dell'uomo é stato andare sulla luna, non per il risultato in sè, ma perchè a mostrato a lui e a milioni di altri bambini che si potevano realizzare i propri sogni.

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  11. Grazie Daniela, leggerò il libro...in effetti è giusto che ognuno persegua il suo sogno e ogni sogno ha un percorso rivoluzionario per il proprio carattere...grazie è stato uno scambio interessante.

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  12. Grazie per la segnalazione.. mi ha emozionato, come mi emozionano tutte le scelte coraggiose.

    Grazie davvero.

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  13. Non li conoscevo, ma sicuramente cercherò e leggerò di loro. Non è da tutti un'esperienza simile, perchè non è da tutti la gratuità il fare le cose senza uno scopo ma solo per vivere a pieno la vita.
    Grazie della segnalazione e serena giornata.

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  14. La cosa che mi piace di questa storia è il coraggio e la voglia di vivere che traspare dalla loro avventura...:-)

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  15. cara Daniela, questo post mi ha commosso! che esperienza meravigliosa! mi dispiace di non conoscere il francese neanche un pò! : ( che bello che hai fatto vedere questa cosa al tuo studente! comunque passavo di qui per comunicarti una cosa molto più prosastica ma spero piacevole: hai vinto il secondo premio del mio giveaway! passa da me, ti aspetto!

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  16. capisco gli argomenti di Francesca romana (il valore delle buone azioni fatte per gli altri nel quotidiano), ma istintivamente ammiro questo desiderio di semplicitá, di avventura e di conoscenza che questi due ragazzi hanno avuto.
    Io credo che se piú gente al giorno d'oggi prendesse virtualmente esempio da loro, attraverso la ricerca di uno stile di vita piú semplice e l'interesse verso altre culture, farebbe bene anche alla societá in generale.

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  17. Dimostrare che si possono fare 6.000 Km. confidando nell'accoglienza e nella generosità altrui, per me è un messaggio molto positivo in questa società che ci induce ad essere diffidenti nei confronti degli altri e ad averne paura, specialmente se sono stranieri (e ci sono stranieri che sono "più stranieri degli altri"). Non tutti potremmo o vorremmo fare un viaggio così, ma che loro abbiano provato e ce l'abbiano fatta, mi fa un immenso piacere. Mi dà la speranza che il mondo ( e gran parte dei suoi abitanti) sia bello!!! Baci Baby

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  18. Bella discussione! Sono piuttosto d'accordo con gli scettici. Mettersi in cammino puo' volere dire tante, e questo ha l'aria di un cammino programmato a farsi un po' di pubblicita'. Niente toglie al fatto che debba essere stata una bella esperienza di coppia. Non ne so molto, ma anche in questo paese abbiamo avuto una coppia di giovani donne che hanno pensato a un cammino simile ma dicharatamente "performance" (brides on tour) finito poi in tragedia.

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  19. Io non riuscirei a fare nulla di questo ma sono molto affascinata da chi lo fa!
    Moltissimo.

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Grazie per ogni tuo commento :-)