giovedì 16 settembre 2010

Orient love

In questi gionri, oltre ad altri lavori di cui vi racconterò presto, sto cercando di finire di scrivere una raccolta di racconti che ho lì a metà da un pezzo, ma su cui non avevo più lavorato.
Sto cercando di mettere in ordine i racconti già scritti e di dar loro un ordine più preciso:
ad esempio mi sono accorta che per l'idea finale del libro (!) che ho in testa, molti racconti che avevo già scritto non andavano bene, perché li avevo scritti di getto senza tenere conto della scansione temporare precisa che vorrei ci fosse.
Ho quindi dovuto "eliminarli" e ho stilato una piccola lista di idee per nuovi racconti da scrivere.
Tra questi, uno che sto ambientando in Giappone, la storia di una bambina di circa 8/9 anni, una bambina piuttosto buffa ed originale.
Per cercare un po' di materiale sono andata a farmi un giretto in internet:
cosa potrebbe mangiare a colazione quella bambina un po' stramba?
Mi sono ricordata del blog di Ladybug-zen, che ora vive in Australia, ma ha marito e bimbi giapponesi.I suoi bimbi a colazione amano mangiare spinaci e fragole..,proprio il cibo ideale anche per il mio personaggio bambina!
Scrivere questo racconto (anche se a rilento) sta diventando una piacevole avventura, tenendo conto che non scrivevo da mesi, sta venendo fuori bene e senza difficoltà, anzi trovo che le parole sgorgano facilmente e che anche la trama si sta srotolando bene.
Il blog di Ladybug mi piace molto, fa delle foto particolari, molte in bianco e nero, o con solo un piccolissimo particolare messo a fuoco, e anche le sue riflessioni sullo yoga (lei ne é maestra), i racconti dei giochi all'aperto con i suoi figli, sono affascinanti.
In realtà questa piccola ispirazione orientale mi viene anche dall'aver visto ed amato terribilmente questo film, che é piaciuto moltissimo sia a me che a Simone:
la storia di un giovane violoncellista che licenziato dall'orchestra, diventa tanatoesteta come nuovo lavoro.
Si dedica cioè a preparare le salme dei defunti, a rivestirli e acconciarli per i parenti:
il film non é per niente macabro o tragico, anzi molto poetico, delicato, così come il lavoro che il protagonista svolge con passione e dolcezza.
Spero di vedere presto anche Mangiare Bere Uomo Donna, che ha suggerito MammaC e che non conoscevo, ma vedendo le scene iniziali su youtube ne sono già rimasta catturata!
Per un tocco di abbigliamento un po' estroso come quello della moglie del tanatoesteta nel film, un bel giretto sul catalogo di Toast:non sono bellissimi i nuovi articoli?
Buon weekend, cerchiamo spazio per qualcosa di creativo:scrivere due righe, cucinare un piatto nuovo, scattare una foto ai primi colori autunnali,ascoltare una canzone...
un abbraccio

martedì 14 settembre 2010

Osserva

Ho finito di leggere in questi giorni il libro Wesley il gufo:una storia che mi ha davvero commossa.Racconta di una giovane biologa che lavora come ricercatrice in un centro universitario sui rapaci, e che trova un gufetto dei granai nato da 4 giorni, ferito ad un'ala ed abbandonato.
Decide allora di curarlo e in accordo con il suo direttore decide anche di adottarlo
(la lesione all'ala non gli avrebbe permesso di sopravvivere in natura perchè non gli permetteva di volare a lungo) e di studiarne l'imprinting e la crescita.
Quel che segue é la storia vera ed emozionante di Stacey e dei suoi 19 anni di vita con Wensley, di cui non si separa mai se non per poche ore o pochi giorni.
Il gufetto diventerà il suo migliore amico (impareranno a comunicare l'un l'altro con vocalizzi)
ma anche io suo "compagno" perché pur di poterlo accudire costantemente Stacey non si sposerà mai né avrà una famiglia sua.
Perché mi é piaciuto questo libro?
Perché pur essendo scritto da lei stessa, una biologa, riesce a spiegare molto concetti e teorie scientifiche sui rapaci in modo molto semplice (il libro é infatti proposto come lettura per ragazzi, anche se secondo me é decisamente più da adulti):
ad esempio la definizione di predatore apicale, lo studio della telepatia nel linguaggio animale etc, tutte nozioni che non conoscevo.
Inoltre la passione di Stacey per questo piccolo gufo é davvero totalizzante:
sebbene non condivida la sua scelta di rinunciare ad una vita di coppia pur di accudire Wensley, nello stesso tempo mi fa tenerezza la sua storia, la sua descrizione delle coccole giornaliere con il gufetto prima di addormentarsi, qaundo lei gli puliva le penne.
Una passione sincera, come quella che potrebbe avere un bambino per il suo animaletto preferito.
Potete leggere la storia del gufetto qui
Ieri facendo una passeggiata non ho potuto tralasciare di raccogliere queste piume:
non so se siano di gufo, ma molto probabilmente sono di un rapace che sta mudando le penne in vista del freddo.
Quanti animali grandi e piccoli ci sono vicino a noi, di cui neanche ci accorgiamo.
A volte li troviamo per caso..altre bisogna aguzzare la vista ed osservare...



Questo ragno l'ho visto ieri sulle foglie dei fagiolini che stavo raccogliendo per cena, non é davvero elegantissimo con le sue lunghe zampe?

Un modo molto semplice per mangiare i fagiolini é con la salsa piccante all'harissa che prepara mia mamma, dalla ricetta di una zia provenzale.
Si lessano i fagiolini in acqua bollente salata, la maionese si prepara invece in casa.
Ieri eravamo in 5 a cena perché Simone é venuto da noi, quindi la dose:
3 tuorli d'uovo freschissimi (dalle galline di mia zia),
sale e pepe,
un cucchiaino di pasta d'harissa piccante,
olio d'oliva buono.
Si gira in senso orario sempre allo stesso ritmo, aggiungendo l'olio a filo via via finchè non si ha la consistenza giusta per la maionese.
Ieri l'abbiamo mangiata con fagiolini e patate bollite e pomodorini:credetemi, é una vera delizia!

"A writer's job is to make the ordinary come alive, to awaken ourselves to the specialnes of simply being...a writer is a wisitor from the Midwest to New York City for the first time, only she never leaves the midwest:she sees her own town with the eyes of a tourist in New York City. And she begins to see his life this way too." Natalie Goldberg

lunedì 13 settembre 2010

Nella cattedrale di Dio

Abbiamo passato due giorni in montagna, io e Simone, questo fine settimana.
Noi non siamo molto "gente da weekend":di solito Simone lavora in ospedale o é comunque difficile che abbia due giorni di riposo consecutivi, a parte due o tre sabati e domeniche in cui siamo andati nella sua casa in montagna, in questi anni non siamo mai partiti un weekend per andare via.
Preferiamo di solito risparmiare per fare un viaggio più lungo, e questo sommandosi alle difficoltà logistiche legate al lavoro, di solito ci fa preferire delle gite in giornata.
Ma questa settiman per miracolo Simone aveva ben 2 giorni liberi, sabato e domenica...e allora perché non partire per la montagna, per un passare del tempo insieme in queste cime che sono la vera cattedrale di Dio?

Come cantava qualcuno ho perso le parole:per descrivere la bellezza di queste montagne, la quiete ed il silenzio di un lago blu dove non c'era nessun altro tranne noi, la semplicità di dormire in un rifugio sotto tante coperte di lana per il freddo, l'allegria di cucinare insieme la cena nella cucina, fuori il buio assoluto della notte di montagna.
Ma ho perso le parole anche per descrivere quanto sia bello trascorrere del tempo solo noi insieme, per una notte dormire insieme, senza parenti-amici-lavoro-pensieri di mezzo.
Preparare gli zaini, camminare fianco a fianco chiacchierando delle nostre passioni, approfondendo discorsi.
Arrivati al rigufio Migliorero abbiamo fatto un giro al laghetto, erano circa le 6 e mezza di sera ed il sole stava calando lentamente dietro le cime.
Abbiamo scoperto per caso che nell'acqua limpidissima e immobile del laghetto si riflettevano le montagne, e ci siamo messi insieme a fare foto.
C'era una pace crescente in quell'ora calma del tramonto, silenzio, giochi di luce sull'acqua e sui picchi di roccia.
Un'armonia speciale tra di noi, quell'armonia che si trova dedicandosi ad un'attività comune, scattando foto insieme, cercando gli spunti più originali per ogni inquadratura.
Un weekend davvero magico, delicato, finalmente in montagna insieme, ad esplorare,a faticare nelle salite, a bere insieme le nostre tisane la sera, vicini vicini.
Una ricarica per gli occhi che hanno assaporato tanti paesaggi meravigliosi, una ricarica per il cuore che é tornato a valle sereno, scoppiettante di gioia e gratitudine per questa complicità.

venerdì 10 settembre 2010

Buon inizio

"Se mai avrete l'occasione di trovare un uomo veramente felice, lo troverete intento a costruire una nave, a scrivere una sinfonia, ad educare suo figlio, a coltivare dalie nel suo giardino e a cercare uova di dinosauro nel Gobi.
Certo, non lo troverete mai a cercare la felicità come si cerca il bottone di una camicia rotolato sotto il mobile.
Per trovare la felicità bisogna cercarla in una passione al di fuori di se stessi." W.Berane Wolfe

In questi giorni si festeggia il capodanno ebraico, vi lascio gli auguri per un anno che sia buono e dolce come nella formula tradizionale ebraica Shana Tovà veUmetuka.
Buon inizio a tutti noi, che sia il ritorno a scuola, il ritorno al lavoro, il semplice ritorno al ritmo stagionale dell'autunno, ai nostri nuovi progetti, alle scelte di vita.
Buon inizio anche a chi prova ad iniziare un nuovo lavoro e vi chiede di incrociare le dita :-)
Pian piano vedrò come andrà, dopo il primo pomeriggio di lavoro sono andata a fare una passeggiata al fiume e ho trovato questi piccoli tesori, soprattutto mi piace il piccolo sasso screziato che mi sembrava un piccolo guscio d'uovo quando l'ho trovato.
Grazie per il vostro sostegno, vi spiegherò via via con calma, per ora incrociate le dita per me e se vi va inviate i vostri pensieri positivi..sono sicura che mi raggiungeranno!
Ancora buon anno, sia a chi lo festeggia con mele e miele (cibo tradizionale ebraico per questa ricorrenza), sia a chi semplicemente vede ogni giorno come una nuova occasione per migliorarsi e crescere.

lunedì 6 settembre 2010

Vette di semplicità


Ancora una volta mi sono alzata alle 6 di mattina e scarponi ai piedi sono salita in montagna.
L'aria era gelida, già autunnale, e la nebbia avvolgeva i contorni della valle, regalando chiaroscuri spettacolari, svelando e celando quella cima o quell'altra.

La semplicità di una giornata in montagna non ha uguali per me:quando torno giù, i pantaloni incrostati di fango, i piedi stanchi, le ginocchia doloranti, il viso cotto dal sole, mi sento bene, mi sento viva, attraversata dalla vita e dalla fatica.
Sento ogni muscolo stanco eppure attivo, smanioso di riposare ma carico di adrenalina e di vitalità.
Tornare a casa stanca dà il senso alla giornata, mi indica che l'ho vissuta pienamente e totalmente:che mi sono alzata quando avrei potuto dormire ancora varie ore, che ho preferito sporcarmi che vestirmi bene, che ho assaporato un panino vorace come una tigre, seduta insieme alla mia famiglia, che mi sono fermata a fotografare un piccolo fiore o una lumaca, che ho alzato gli occhi verso l'azzurro invece che rimanere chiusa in casa.
Che ho vissuto la giornata e tutte le sue ore pienamente, senza sprecarle in inutili pigrizie, le ho vissute una ad una sulla mia pelle e sullo sforzo dei miei polpacci nella salita, ieri per 6 ore di camminata.
Siamo anche saliti su una cima 3000 m, cima tre vescovi, una salita ardua ed esposta ma ne é valsa la pena!


[arrampicata alla vetta]
Il paesaggio da lassù spaziava a 360 gradi e ci si sentiva così piccoli ed impauriti di fronte agli strapiombi da ogni lato.
Spesso ultimamente seguendo un po' le vicende di conoscenti e vecchi compagni di università, confrontandole con la mia vita attuale mi sento un po' stranita:io laureata con 110 e lode, che raccolgo pesche e lamponi, loro che seguono master negli USA, seminari di economia internazionale, stages in banche prestigiose.
In certi momenti mi sento un po' deficiente rispetto a loro (nel senso di mancante, mancante di ambizione).
In altri, sento che però sono contenta così e che non avrei barattato un'estate ben retribuita a Milano con la mia parca estate in campagna, perché sarei impazzita.
In certi momenti lo ammetto, vorrei avere la loro forte ambizione.
Sono molto altalenante in queste sensazioni.

Poi ho letto per caso questo pezzo e mi sono sentita così in sintonia con quello che scrive l'autore:
"Se vuoi rubare il fuoco agli dei, se vuoi partire dalla Grecia e conquistare la Persia e poi l'India, se vuoi sconfiggere il drago e salvare la principessa, se vuoi inventare una macchina per volare, se vuoi avventurarti dove ci sono frontiere inesplorate, se vuoi cavalcare l'onda più alta, se vuoi mettere a punto la mappa del genoma umano, se vuoi vincere la partita decisiva all'ultimo tiro, se vuoi fare come Steve Jobs, come Gengis Khan, come Michael Jordan, allora si può stare tranquilli:non sei immune da un certo senso dell'impresa.
Naturalmente l'impresa non é per forza un gesto memorabile, ma innanzitutto un'attitudine complessiva che si compie in tutte le nostre scelte vitali.
Crescere un bambino forte e allegro e responsabile, questa é una grande impresa.
Creare una relazione sentimentale capace di reinventarsi e rilanciarsi, questa é una grande impresa, così come diventare gli autori di se stessi al di là di tutti i modelli esterni.
In questa nostra epoca stiamo ridefinendo ciò che é umano, valorizzandone ed espandendone le potenzialità, e ditemi voi se questa non é la più appassionante impresa antropologica."
Franco BolelliLe mie imprese non saranno memorabili come quelle dei miei illustri colleghi:non vincerò premi Nobel, né diventerò premier o un rinomato scienziato politico, non si conoscerà il mio nome.
Ma essere semplice mi rende felice più di queste grandi imprese, se abdico alla carriera (come se potessi averne una!) é per coltivare queste altre imprese cosiddette minori, come godersi la vita, fare passeggiate in montagna, innamorarsi, giocare e leggere, cucinare una torta, coltivare tempo.
Le grandi cose che voglio fare, sono piccole cose, ma non per questo hanno meno valore.
E poi que serà, serà.Magari un Nobel lo vinco lo stesso :-)
Per ora so di essere sulla strada giusta e di voler continuare in semplicità e fantasia.

sabato 4 settembre 2010

Anushlini

[Bolla di vetro realizzata tanti anni fa da mio nonno Antonio, che non ho mai conosciuto, quando lavorava da ragazzo in vetreria, prima di diventare panettiere]

Buon weekend a tutti voi che passate di qui, vi ringrazio per i vostri commenti sempre così ricchi di entusiasmo,ve ne sono grata! Buon weekend, io ho passata la mattinata insegnando (si ho ricominciato con le ripetizioni e ne sono molto felice!), nel pomeriggio spero ci sarà l'occasione per cucinare qualcosa, per un giro in bici, per un po' di coccole.
Buon weekend, sia che vi porti fuori ad esplorare mari o boschi, sia che vi dia il tempo per riposarvi in casa con un bel libro o un bel film e una tazza di the profumato.
Se avete voglia e bisogno di ispirazioni un po' autunnali fate un salto qui e lasciatevi incantare :-)
"Anushlini", che vi sia dolce, augurio armeno che vi dono per questo fine settimana.

mercoledì 1 settembre 2010

Last drops of summer

Con l'inizio di settembre, mi ritrovo sempre a tirare un po' le somme dell'estate e a prepararmi ad un nuovo anno.
Questa volta non son più studentessa, anche l'anno passato non avevo già più corsi all'università, ma dovevo finire di scrivere la tesi.
Oggi, il mese inizia senza lezioni e con una laurea già discussa da mesi, eppure il ritmo dell'anno che inizia a settembre mi é rimasto.
Questa é stata un'estate strana..difficile e delicata in molte relazioni, nella loro gestione.
In certi momenti é stata un'estata tremenda, bruttissima, dura, difficile, senza speranza.
In altri é stata densa di sole.
Insomma, la stagione ha seguito l'andamento della vita:balzi in alto, salti nel vuoto, precipizi e cadute disastrose.
Ma siamo a settembre e c'è spazio per iniziare una nuova parte della vita.
Assaporo gli ultimi giorni di sole caparbiamente:al mattino fa freddo ma mi ostino a mettere sandali e pantaloncini corti, non ne ho mai abbastanza del caldo e del sole sulla pelle, anzi.
In questi ultimi giorni ho potuto vivere degli attimi molto semplici:camminate con Simone, chiacchierate,il compleanno di mio cugino Mario in giardino con carne alla brace e panini da preparare e mangiare tutti insieme.
Come dice Simo "anche oggi non abbiamo scalato l'Everest ma ci siamo divertiti lo stesso vero?"

Passo delle belle ore a camminare nel verde o andare in bicicletta, e a raccogliere i lamponi al campo.

C'é spazio anche per un libro regalatomi da un'amica e per riprendere pian piano, ogni tanto, a disegnare, con l'ausilio di un bel manuale di disegno fantasy.
Le mattine spesso le passo con i miei cuginetti, in giro, a giocare.


Mi si affacciano in mente tante idee per questa nuova stagione, corsi che vorrei fare, lavori da cercare (come sempre!), curriculum da consegnare.
Ma in fondo sono felice di questo tempo per me, di poter gustare con calma queste ultime gocce di calda estate.
Da lunedì magari inizierà un nuovo pezzo di vita, per ora questa settimana é ancora estate.
Che progetti avete per l'autunno?