giovedì 18 agosto 2011

La questione Soulemama

Avevo già scritto in passato sull'argomento, ritorno di nuovo dopo aver letto alcuni post che in un modo o nell'altro fanno riferimento a ciò che traspare dai "nostri" racconti della nostra vita.
Chiara si chiede come appaia la sua famiglia all'esterno, lo stesso Denise non sa se continuare a scrivere della sua nuova vita e della sua ritrovata felicità, per timore di offendere o intristire che invece sta vivendo momenti meno facili.
Mary Beth offre una recensione dell'ultimo libro di Soulemama a cui moltissimi rispondono con commenti interessanti, il cui tratto comune sembra essere il rigetto del libro/blog di Amanda perché irreale, troppo disinvolto nel descrivere la bucolica felicissima vita nella fattoria di Soulemama e della sua famiglia.
Parto dal fenomeno Amanda per trattare un tema molto più ampio e cioè: cosa scriviamo nei nostri blog?
Che argomenti affrontiamo?
Che punti di vista?
Siamo sempre obiettivi e veritieri?
Amanda viene criticata (l' ho fatto anche io) perché trasmette un'idea troppo semplice di famiglia, semplice nel senso di senza problemi/preoccupazioni, sia a livello economico che educativo/emotivo.
Nel suo blog raramente si trovano descrizioni o sfoghi di momenti negativi, di litigi, di problematiche legate ai figli o alla gestione domestica.
Qunado ne parla, lo fa solamente di striscio.
Di qui le contestazioni:non é possibile che una donna con 5 figli piccoli riesca a cucinare tutto quello che dice, fare a maglia tutti quei maglioni, avere una casa così curata nei dettagli, crescere i bambini senza aiuto etc...quindi deve per forza mentire o quanto meno nascondere qualcosa (ad esempio la presenza di un aiuto esterno).
Molti hanno smesso di leggerla proprio perché trovano il suo blog ( e di riflesso la su vita) troppo idilliaco, perfetto.
Eppure, a me continua a piacere.
La domanda é:anche se non raccontasse tutto, e tacesse di litigi o tristezze o difficoltà varie, il suo blog avrebbe meno valore?
Secondo me no.
Oggettivamente, penso sia ovvio che giornate no, momenti di scoraggiamento o stanchezza ci siano anche nella sua vita, sono fisiologiche.
Quello che mi piace di lei (e di molti altri blog) é proprio la capacità di centrarsi solo sulle cose postivie, astraendosi da tutto il negativo che esisite, non parlandone e non raffigurandolo.
A me questo piace, perché é lo stesso che cerco di fare qui sul blog, ed é il motivo per cui lo scrivo:é un diario dei momenti belli, di quelli che voglio tenere stretti e ricordare, e tranne alcune eccezioni non parlo mai delle cose più negative, che pure certamente ci sono.
Ci sono e sono grosse, e non ne parlo (né lo farò mai penso) perché toccano nell'intimo alcune persone della mia famiglia, persone che voglio in un certo senso "proteggere", o situazioni che non voglio sbandierare in giro perché non sono allettanti, anzi, non certamente con l'intento di metire o falsificare la realtà, ma per concentrarmi sul positivo.
Voglio che il blog sia un angolo protetto, dove entrano solo le cose belle, le gioie della mia vita, anche se magari leggendomi posso apparire troppo "su di giri", troppo ingenuamente ottimista.
Amanda ( e molti altri) mi piacciono perché hanno la capacità di parlare del bello, di cercarlo, promuoverlo, senza "attardarsi" magari in lamentele o nel raccontare cosa non va, i capricci di questo, quell'altro etc..
Penso che il suo sia proprio un modo di pensare diverso, nel senso un modo "americano", in cui effettivamente come lei sono tanti quelli che lasciano tutto per trasferirsi in un altro stato o in piena campagna o fare qualsiasi altra cosa stramba con successo, in fondo penso che Weber avesse assolutamente ragione nel proporre la sua analisi del calvinismo come motore di pensiero del capitalismo, inteso proprio come modus vivendi radicalmente diverso dal nostro "vittimismo" mediterraneo più incline magari al melodramma che non all'esaltazione statunitense.
Poi certo, di quello che scrive Amanda bisogna fare la tara, sarà fantastica ma é pur sempre una che a cena propone pop-corn e gelato, e se a noi sembra eroica per i maglioni ed i ricami, non ho dubbi che a lei sembrerebbe eroica qualsiasi donna italiana che cucina ogni giorno antipasto-primo-secondo-contorno-dolce per pranzo e cena.
I figli poi: se hai tutto lo spazio che ha lei (prato e bosco etc) effettivamente i suoi 2 grandi sono in grado di giocare da soli tutto il giorno lì senza dover essere sorvegliati.
Poi le foto:ci vuole poco a mostrare quelle dove la casa é venuta meglio, ma non vuol dire che sia tutta perfetta.
Certo lei si sa vendere molto molto bene, ma io credo anche che sia genuina, che non viva in modo falso, credo che quello che scrive sia la verità, sebbene lei scelga di parlare solo di alcuni aspetti della sua vita e magari non di tutti, ma come detto, lo stesso faccio io.
Di lei mi piace l'energia che traspare, l'amore per la vita, per la natura, la curiosità, il suo blog é sempre uno stimolo a fare meglio, fare di più.
Voi cosa ne pensate?
Scrivete ogni cosa di voi o preferite celare alcuni aspetti della vostra vita, perché li ritenete troppo intimi o dolorosi?

E di Amanda cosa pensate?

In fondo:perchè scrivete?

30 commenti:

  1. Io sono d'accordo con te, mi piace chi sa cogliere il positivo e puntare l'accento sempre su quello, di negativo ce n'è abbastanza!
    Anch'io inizialmente volevo puntare solo sul positivo ma poi ho trovato nel blog anche un luogo dove sfogarmi su quello che non va!
    Ho provato a scrivere perché qualcuno mi leggesse ma alla fine non ce la faccio, scrivo perché mi piace, scrivo quello che mi piace e cambio spesso argomento.

    Io non leggo molto Soulemama e in realtà l'avevo scoperta proprio con il tuo precedente post sull'argomento. A me piace e credo sia possibile vivere così. Se ha un marito con un buon stipendio i problemi economici sono risolti. Se a pazienza i problemi con i figli si affrontano, se ha energia può fare tutto.
    E poi nelle foto non si vede come vengono fatte le pulizie...magari la casa è solo ordinata ma è sporca (come avviene spesso all'estero dove hanno una concezione molto differente da noi rispetto al pulito...e questo secondo me può essere il punto principale: pulire meno=molto tempo libero).

    Adesso ritorno a sfogliare un po' i link che hai messo.
    CIAO!

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  2. Vorrei aggiungere che al mondo esistono persone speciali...ne sono convinta.
    A volte sono persone "famose" che fanno la storia, altre sono più nascoste ma sono certa che per una serie di ragioni qualcuno sia speciale o forse trova solo le condizioni giuste per poter sviluppare questa specialità che tutti hanno dentro ma non sempre trova lo spazio di uscire...

    Godiamoci queste persone e traiamo ispirazione ma senza sentirci inferiori...perché?

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  3. Sono d'accordo con te, Dani. anche io tengo un blog in cui parlo di cose belle, momenti speciali che vivo con la famiglia, delle mie passioni ecc....sì a volte capita che ci sono dei periodi no e mi viene da sfogarmi sul blog e cerco conforto tra voi amiche virtuali ma cerco di non "intristire" troppo chi mi legge con post pesanti....i miei problemi sono spesso derivati da momenti di stanchezza e fatica che penso che tutti possano avere...
    per quanto riguarda Soule mama e la sua immagine per così dire patinata...anche io penso che sia tutto vero con qualche accorgimento....magari ha qualcuno che la aiuta e le viene a fare le pulizie mentre lei scrive fa la maglia ecc ecc ma non ce la mostra...perchè dovrebbe mostrarci anch ela sua signora delle pulizie???e poi è vero con tutto lo spazio/campagna che ha può far giocare i suoi bambini fuori senza corrergli dietro e senza per forza portarli al parco....e inoltre un buono stipendio del marito le permette di stare a casa tranquilla e preparare torte e dolcetti mentre allatta il più piccolo....e i maglioni??li farà di notte....come me d'altronde!!!noi mamme abbiamo sempre risorse nascoste....la notte è un momento di grande produttività e in questo la capisco...
    un abbraccio!!!

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  4. Cara Daniela... Grazie mille per questo tuo post di riflessione.
    Io, come te, trovo la pratica di scrivere sul mio blog come qualcosa di terapeutico. Nella mia soffitta c'è tutta l'energia, l'attenzione, la gioia di riscoprire ciò che di bello nella vita c'è. Ci sono stati momenti particolarmente duri duranti i quali comunque non ho evitato di nascondere il mio stato d'animo. Mostrare le mie fragilità, le mie debolezze. Ma il fine è sempre stato quello di far trapelare comunque qualcosa di buono.. la speranza, l'ottimismo, il desiderio di vita e di continuare a cercare il bello, comunque e sempre!
    Per quanto riguarda il blog di Soule Mama.. che dire... io l'adoro! E' uno dei miei blog preferiti. E non mi interessa molto sapere se Amanda è come appare. Se riesce a fare tutto da sola o con l'aiuto di qualcuno. A me basta il suo buon esempio per impegnarmi ad essere giorno dopo giorno una donna migliore. Insomma.. non dimentichiamoci poi che come dice Alchemilla al mondo persone speciali esistono.. eccome!!! :-)

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  5. Sai Daniela, hai colto in pieno il significato di alcune scelte. Una volta ho letto un libro,' La prossima volta saro' femmina', e su di esso, in forma romanzesca, veniva sottolineata l'importanza del pensiero positivo, della trasmissione di esso e del grande danno che reca trasmettere i pensieri negativi ad altri. Pensa, persino cucinare pensando ad eventi tristi comporta un diverso risultato per cio' che si metterà in tavola! Anch'io evito volutamente di parlare, tranne in casi eccezionali, di sensazioni o esperienze spiacevoli: 1) perché, come tu stessa accordi, il piu' delle volte nascono dall'interazione di me con seconde o terze persone delle quali voglio mantenere la privacy. 2) Sono sinceramente satura delle lamentele che in ogni dove e in ogni quando sento. Il mio blog vuole essere altro: vuole essere il mio angolo su cui si sorvola sugli intoppi. Si sorvola, si, perché é inutile, se non distruttivo e controproducente, rimurginarvici sopra e protrarli oltre. La vita è una nobile ed elevata attitudine al progresso e tale progresso non lo si realizza protraendo lo stato di scontento all'infinito e cercando l'appoggio di altri. Ogni avversità, ogni scontro di noi come persone pensanti con l'esterno, ha come matrice unica il nostro modo di agire. Soltanto trovando soluzioni pratiche alle esperienze 'spiacevoli, facendosi carico della giusta dose di responsabilità e nutrendosi degli aspetti positivi di cui comunque e sempre siamo circondati, si puo' staccare la spina e tornare a pensare ai fatti con un certo distacco e una piu' appropriata visione degli stessi. Ci sono cosi' tante belle cose su cui parlare, ma questo non vuol dire che si voglia vivere o trasmettere un mondo idilliaco; vuol dire semplicemente che non ci si voglia soffermare su quello problematico. Almeno nei nostri angoli, saremo libere di farlo?!? Credo proprio di si. Se Amanda ha cosi' tante belle cose da far vedere ben venga. Se riesce a far maglioni con 5 figli, a cucinare o ad avere una casa perfettamente in ordine è splendido; a me, piuttosto che star li' a pensare alle trame che mi nasconde, dà una ventata d'aria leggerlo. Mi piace perché é sereno. Come lei faccia ad essere serena mi é indifferente perché mi dà già tanto di positivo e mi fa entrare in casa sua con molta gentilezza. I fatti suoi, quelli di cui lei non vuole parlare, non mi devono interessare, solo per avere il pretesto di giustificare qualche mia mancanza o difetto. Molte volte ci si paragona agli altri e quando qualcuno è davvero una bella persona si sta li' ad aspettare un suo passo falso soltanto per poter rincuorarsi dicendo: "Ahhhh, vedi, anche lei é cosi'! Allora io vado bene..." Non é la mancanza dell'elenco delle difficoltà di Amanda a far sorgere cosi' tante discussioni, quanto la mancanza di forza e di fiducia in sé stessi, nelle persone che leggono il suo blog, ad essere il motore scatenante. E' sempre molto piacevole leggere i tuoi post...a presto cara Daniela :-)

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  6. Ciao Daniela...beh io la penso come te...e il tuo post mi ha ispirato a scrivere il mio

    http://lamagiadelvento.blogspot.com/2011/08/riflessioni-da-blogger-su-tempo.html

    Credo che privilegiare il lato bello delle cose non sia una cosa semplice perchè le difficoltà ce l'abbiamo tutti...e che valorizzare certi momenti e celarne altri sia solo una scelta. Voler vedere le cose belle della vita non significa mentire...significa mostrare la proprio indole. C'è chi è di indole positiva ed ottimista e chi sta sempre sotto la pioggia vittimizzandosi e non riesce a carpire alcun raggio di sole. Da buona napoletana e quindi mediterranea so cosa vuol dire il melodramma e il lamentarsi ma scelgo sempre di accendere una candela nel buio.

    Un abbraccio

    p.s.: mi piace leggere Amanda

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  7. Ciao Daniela, non commento spesso ma leggo il tuo blog proprio per il positivo che trasmette. Anche io cerco di farlo, infatti il mio in privato lo chiamo "il blog buonista" ma è lì per essere giusto quello, un modo positivo di cercare una vita felice. In fondo gli occhiali rosa sono anche un modo di raccontare. Di recente ho letto una biografia di Luisa May Alcott, quella di piccole donne, in cui si capiva quanto in effetti sia stata dura la sua vita, ma lei l'ha sempre raccontata con quella dolcezza e umorismo che me l'ha fatta così amare da piccola. Grazie di questo post, ci rileggiamo presto. :-)

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  8. Ciao Daniela! Il mio approccio con il blog forse é un po' diverso, anzi con i blog perché ne ho tre: uno dove descrivo prevalentemente un po' il nostro percorso di homeschooling, qualche gita interessante, feste e tradizioni, condivido qualche ricetta ecc. (e credo che chiuderó il blog fra qualche anno quando questa esperienza di hs sará conclusa). Il secondo é un piccolo diario della mia attivitá politica, il terzo é il blog dove raccolgo i miei disegni. Perché tenere un blog? per condividere esperienze o idee, per comunicare, per imparare dagli altri, anche per dire in qualche modo grazie al blog-mondo dal quale ho potuto imparare tantissimo, basta pensare a tutte le bloggher che mettono a disposizione tutorials, ricette ed esperienze...
    A Soulemama dó un'occhiata ogni tanto perché mi piacciono le fotografie. È anche un po' come guardare un bel film, proprio per il gusto di vedere "cose belle". :)
    Per il resto, condivido quello che ha giá scritto Alchemilla.

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  9. A me non disturba il fatto che il blog di Amanda sia perfettino ed idilliaco.
    Lei ci mette lí quello che vuole, come ha il diritto di fare, ed il blog puó essere usato dai lettori come fonte d'ispirazione per diverse attivitá (maglia, cucina, ecc), a prescindere da come sia o meno la vita reale della bloggers: quella é affar suo e non mi sento in diritto di andare ad investigare sulla vita di una famiglia e dare dei giudizi.
    Dopotutto un blog é pubblico e probabilmente lei non ritiene opportuno esporre pubblicamente TUTTE le cose sue (che poi, se io vado lí per vedere come fa l'orto, non mi interessa sapere se la sera prima ha litigato col marito).

    In aggiunta: potrebbe anche essere tutto vero che la vita di Amanda é cosí idilliaca. E allora? Meglio per lei, no? A me fa solo che piacere pensare che al mondo ci sono persone che hanno trovato una via per stare bene!

    Anche nel mio blog ho scelto di omettere la maggior parte dei dettagli della mia vita privata. Lo scopo é di raccontare come puó essere la vita nel Norrland svedese, e alcuni episodi della mia/nostra quotidianitá possono essere rappresentativi e quindi li racconto. Su altre cose taccio perché sono affari miei (e fralaltro non credo che interessino ai piú).
    Cerco addirittura di non mettere foto in cui i miei familiari siano riconoscibili.
    Poi mi é capitato di conoscere alcuni bloggers in carne ed ossa, e allora queste sono persone che sanno di piú su di noi, quel che facciamo, che lavoro abbiamo. Ma é giá tutta un'altra faccenda.
    Sull'obiettivitá di ció che scrivo e descrivo: certamente non sono obiettiva! sono un essere umano, ho una mentalitá, dei punti di vista, dei limiti intellettuali.
    Non pretendo di raccontare la Veritá, ma solo la-mia-veritá.

    Poi vabbé, ho l'altro mio blog di illustrazione col quale mi illudo di far conoscere al mondo i miei lavori, si sa mai che salti fuori qualcosa di concreto.
    Ma quello é semplice self-marketing :) (oddio, non ha quasi lettori...)

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  10. Sono andata a curiosare meglio sul blog di Amanda, alla voce 'chi sono', e mi pare che risponda benissimo in questo modo:

    "How do you do it all?
    I don't. There are many things that I don't do, in order to do the things that I love. I work a lot at night when my children are asleep, and now I have a few days dedicated as my work time. My studio space is fairly organized, so that when I do have time to craft, I can get right to it, rather than hunt around for things I need. And because my actual crafting time is so small, I've generally thought about what I'm going to do throughout my day, and when the time comes, I can bust it out. Kind of the less time = more productivity theory. But beyond that - I think it's really about the seemingly small, but time-consuming choices we make. Having a super clean house isn't important to me. Making things is. I'd rather spend an hour in front of my sewing machine than the television. And so forth.

    Most importantly, please do remember that what you see on a blog is not 'all' of a person's life. For me, my blog is a place of daily peace, a reminder of family joys, and a celebration of creativity. Know that there are as many messes in my house as yours, 'raised voices' from time to time, and frustration and sadness and struggle, too. But for me - this blog space has always been about trying to find and focus on the joys - the everyday beauty and moments of bliss that we have together as a family. It's my hope that it can serve as a reminder and an encouragement to me - and perhaps to you, too - to savor the tiny moments."

    Mi sembra una spiegazione molto esauriente, ragionevole, e che ricorda un po' anche le mie scelte (per dire anch'io sto davanti al computer a dipingere o bloggare anziché fare le pulizie).

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  11. Uh, come è vero quello che dici, vale anche per me e per il mio blog. Io in questo periodo non sono proprio al massimo e non scrivo, non ne ho voglia. Preferisco che lì rimangano le cose che mi piacciono e mi sono piaciute e di cui mi vorrei ricordare. Poi ognuno fa come vuole; se un post non piace basta non leggerlo, se un blog non piace basta non capitarci. Mi sembra così semplice!
    Immaginati che io "leggo" Soulemama come se fosse un blog di sole foto, le guardo, mi immagino una didascalia (che magari è distante dalla sua) e mi basta così!

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  12. @ Morgaine: mi dai l'indirizzo del tuo blog di illustrazioni, cosí ti inserisco fra i miei art friends (se ti fa piacere)?

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  13. Il nostro blog è nato per raccontare la nostra esperienza di homeschooling part time. Poi l'ho chiuso, l'ho riaperto, l'ho richiuso e l'ho riaperto cambiando piano piano stile e obiettivi. Ora è una specie di diario di famiglia in cui raccontiamo cose belle e cose meno belle (gli ultimi post sono una riflessione su come mi sento, sul mio ruolo di mamma, su come affrontarlo ecc...). Anche questo fa parte di noi e abbiamo deciso di renderlo pubblico perchè siamo convinti che lo scambio e la condivisione siano utili (nel bene e nel male). Io personalmente non mi sentirei coerente con me stessa se in un diario raccontassi solo eventi ed emozioni positive. Sarebbe solo una parte di me. Ma questa è una scelta. Con tutte le conseguenze del caso, da accettare semplicemente. Il mio blog infatti non ha un grosso seguito. Non importa.
    Soulemama? lo confesso faccio troppa fatica a tradurre per cui ammiro le fotografie, ben fatte.

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  14. Io trovo affascinante il fatto che ci poniamo queste domande. Chissa` perché si scaturiscono queste curiosite`, questi dubbi sulla 'vera' vita dei bloggers (donne o maschi).

    Il blog per me e` come un diario e` anche come una spinta gentile a farmi provare cose nuove. Se so o mi dico 'voglio provare quelle ricetta così posso condividerla', allora la provo e poi ci scrivo un post. Ma lo faccio molto per me, ho capito che se non avessi il mio blog (anche se lo uso sporadicamente in questo periodo) proverei a fare cose nuove assai meno, presa dalla serietà della vita come il lavoro, la vita, la casa ecc.

    Fa davvero importanza se i bloggers che scrivono dipingono una vita 'perfetta' o invece negativa?

    Trovo i blog che parlano di una vita più semplice, meno basata sul consumismo, molto più di ispirazione di quei blog o posts che magari si basano su lamentale (su se stessi, su altri).

    La vita e` difficile, ogni giorno ci troviamo davanti a bivi, davanti a situazioni complicate, a volte davanti al dolore e alla tristezza. I blog magari diventano posti di escapismo. E allora che male c'e`?

    Non che questo mio commento sia diretto specificamente al tuo post eh!! E` solo una riflessione generale, perché anche io a volte capito su blogs in cui le persone commentano "ma e` sempre tutto perfetto li` da te?" (o simili) e mi vien da sorridere, mi chiedo perché tanto accanimento...

    In fondo leggiamo libri di storie di fantasie che ci fanno sognare, pensare ad un mondo migliore, ad una vita migliore. I blog non e` che debbano essere così` diversi. E poi se tutti cercassimo di allontanarci dal consumismo frenetico ci farebbe davvero bene ;D

    Un abbraccio L x

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  15. Io adoro alcuni blog stranieri che fanno trasparire solo ed esclusivamente i lati positivi della vita; li leggo con piacere e ne traggo ispirazione. Ma a volte, alcuni blog li trovo troppo distanti dalla realtà. Un conto è far trasparire l'ottimismo attraverso parole ed immagini, un altro conto è esibire una vita perennemente perfetta. Sono due cose diverse. E' sopratutto un fattore culturale. Quando leggo certi blog italiani mi accorgo di quanta vita vera ci sia dentro, li sento vicini. Per esempio, il tuo blog mi piace perchè enfatizza i lati positivi e lo apprezzo molto. Ma non ostenti mai una vita perfetta, tu racconti i momenti della tua vita con ottimismo facendo sempre capire che cmq esistono delle difficoltà. Ma racconti ogni cosa come se nonostante tutto, la speranza e l'ottimismo prevalgano. Altri blog, sopratutto americani, in un certo senso amano "ostentare" uan vita perfetta, ma perchè la cultura americana è abbastanza orientata a questo. Perchè li leggo? Li leggo come se fossero un sogno, per lasciarmi andare per un attimo nell'illusione che tutto possa essere davvero perfetto. Però manca quel pizzico di umanità in più che li renderebbe più vicini alla nostra mentalità europea: sentimentale, più orientata ad oscillare tra emozioni diverse, più che "in posa" per mostrarsi al meglio.

    Un abbraccio

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  16. Sono anche io d'accordo con te, e con voi. Amo Amanda, la leggo come ispirazione per fare meglio, ma a dire il vero non penso che sia perfetta, nè che la sua vita sia idilliaca, anzi, quando la leggo, penso sempre: mammamia, che faticaccia!
    La sua casa è tutto fuorché patinata (osservando bene le foto si vede) e la sua vita è durissima, piena di lavoro... io onestamente non ce la farei, mi piace troppo oziare!

    Per quanto riguarda me, pur nella semplicità dei miei racconti, cerco sempre dei pensieri di felicità. Quando ho scelto il mio nome, l'ho fatto proprio per dire: ehi, gente, io voglio essere felice, e ci sto provando. Ma non perché avevo già raggiunto lo zen.
    A dire il vero, questo è stato l'anno più triste e doloroso della mia vita (per lo meno degli ultimi 10 anni). Ho passato dei momenti durissimi che non sono ancora finiti, e non so nemmeno se finiranno. Ne ho parlato con le amiche più ristrette, sul mio forum, ma non sul blog, per una forma di rispetto verso chi mi legge: la vita è difficile per tutti, e stancante, e faticosa. E io penso che sia mio dovere condividere la felicità mentre io stessa la cerco per me, e usare il mio tempo e le mie parole per condividere pace, bellezza, armonia e gioia... invece che intristire tutti con le mie lamentele.
    Mi piace 'costringermi' a questo esercizio di felicità tramite il blog, perché io sono anche così, soprattutto così, e non voglio che il dolore prenda mai il sopravvento sulla mia vita.

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  17. ciaooo, anche secondo me, come leggo in qualche commento qui sopra, il blog è uno spazio di libertà, puoi raccontare quello che vuoi, e non mi aspetto che uno metta in pubblico la sua vita privata, ma dia un valore aggiunto alla mia vita quando lo seguo. A me di Amanda piacciono moltissimo le foto, ma non sono una sua fanatica, ho comprato il suo primo libro, l'ho letto, ma non è uno di quei libri che riprendo in mano. Ho invece conosciuto dal vivo a dicembre per esempio la Chiara (Nocentini) e per esempio lei scrive sul blog molto meno rispetto a tutte le belle cose che fa o che ha per la testa; per Amanda il blog è come una vetrina per i suoi libri, a lei piace scrivere e piace riproporre il modello Nuova Frontiera tanto caro in America.

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  18. Quando ho aperto il blog ho scelto che fosse un'oasi, un'oasi di positività e serenità, ma questo non significa che la mia vita sia sempre serena, positiva e gioiosa e senza difficoltà... i momenti difficili e di scoraggiamento ci sono ma il bisogno di un angolo dove non farli entrare è più forte della voglia di sfogarsi... Penso che anche per Soulemama (anche se la leggo poco) potrebbe essere così. Come dice MammaFelice, scegliamo e vogliamo fortissimamente essere felici e avere un angolo dove poter "SOLO" essere sereni aiuta ad affrontare con spirito tutti i momenti d'infelicità reali!

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  19. In questi giorni mi sa che tutti ci stiamo chiedendo la stessa cosa..ecco le riflessioni sullo stesso argomento di Astrid, e nei commenti osservazioni simili alle vostre di qui:
    http://hei-astrid.blogspot.com/2011/08/thoughts-on-sharing-my-everyday-life.html

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  20. Grazie per questo bel post. A quanto pare siamo tutte d'accordo. E vorrei aggiungere una cosa. Non mi pare (correggetemi se sbaglio) che Amanda abbia mai detto, ad esempio, di non avere un aiuto in casa. Chi la accusa di essere falsa perché non parla, ad esempio, della sua (eventuale, probabile e giustificatissima) donna delle pulizie pretende da lei la perfezione, per poi accusarla di mostrarsi perfetta. Io preferisco leggere delle sue creazioni e dei suoi bambini piuttosto che sapere quanto paga la tata o a che ora arriva la donna delle pulizie...
    Avere un blog non significa necessariamente raccontare TUTTO di sé. Neanche agli amici raccontiamo tutto. Magari ad alcuni raccontiamo certe cose, ad altri certe altre. Non si può pretendere che una persona si apra completamente ad un pubblico vasto e generico come quello della blogosfera. Chi desidera farlo lo faccia, e rispetti chi decide di agire diversamente...

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  21. Certi blog servono solo a creare frustrazione e senso di inadeguatezza .
    credo poco a queste mammeblogger che hanno figli che non si ammalano mai,che vengono allattati fino a 3 anni,che non li caricano mai su di un passeggino ma li portano solo in fascia ,non lavorano e stanno tutto il giorno a cucinare o a sferruzzare e ci mancherebbe anche che dicessero che pur non lavorando hanno la donna delle pulizie.

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  22. mi è piaciuto moltissimo questo post. Io non credo che il blog debba essere un ritratto " a nudo" di sè. e perché? per il vouyerismo degli altri? ognuno ne fa quello che vuole. credo ci sia il diritto a raccotnare i frammenti della propria vita nella maniera più congeniale. è semplicemente un luogo dove si può essere protagonisti, in piena libertà, e scegliere il nostro file rouge: la felicità, l'operosità, la natura... insomma. riscrivere la nostra storia a nostro modo. e ricordarci quello che vogliamo ricordare (e cme giustamente dice claudia, magari tra 20 anni voglio ricordarmi di quella bella torta o di quella riflessione che mi ha fatto fare mia figlia non se la donan delle pulizie mi aveva dato buca).

    grazie

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  23. (povero) Caro Anonimo,
    è un vero peccato che tutte le iniezioni di serenità, o di aspirazione alla medesima, non abbiano prodotto in te una scintilla di comprensione. Sono certa che, se ti fermassi un'attimo a respirare, apriresti uno spiraglio a quel poco o tanto di illuminazione che arriva, sempre, quando si cercano il bello ed il buono nelle esperienze proprie ed altrui.
    Ti auguro di trovarli presto.
    Personalmente trovo SouleMama di grande ispirazione, per tutti i motivi già detti, benché io abbia messo le mie figlie spesso anche nel passeggino e abbia dato dato (ahinoi) molti più antibiotici di quanti avrei voluto, perché, lavorando ed essendo smemorella, senza nonni, né tate, né talleri, mi è impossibile qualunque cura naturale ben fatta.
    Volevi, caro anonimo, un po' di triste realtà in tanta bloggeristica perfezione? eccola.
    Ma proprio per reagire alle difficoltà è bene rivolgersi alle fonti di energia, dentro e fuori di noi, e non all'alimentatore interno della frustrazione.
    peace and love
    Anna

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  24. grazie Anna,respiro,respiro e mi illumino
    è un brutto momento e ho scelto il luogo sbagliato per spargere un pò di veleno,proprio questo blog che è così bello e dolce,è solo che ci metto tanto impegno e tanta forza per essere una buona madre ma ogni giorno devo lottare con qualcuno , nella vita reale non è come sul web dove si trovano persone speciali che condividono le tue opinioni e i tuoi interessi ma solo giudici inflessibili

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  25. Cara Anonima,
    un abbraccio virtuale e un sorriso da pubblicità del dentifricio (che non ho, ma tanto qui posso inventarlo).
    Non puoi sapere quanto sia in grado di capire cosa significhi "è un brutto momento", per questo cerco la pace, ovunque si trovi, anche piccolissima, anche raccontata.
    Contro il veleno ci sono molti antidoti, qui sul blog di Daniela :),che ho conosciuto solo oggi, tramite Claudia di La casa nella prateria, e che ho già messo tra i preferiti, e sugli altri di chi ha commentato.
    Ce ne sono di più in te, nel tuo impegno e nella tua forza di donna e di madre. Dopo la lotta rilassati, non unirti ai giudici inflessibili.
    (ammazza! , me paro nu guru dei poveri! dovrei "gurare" anche un po' me medesima...)
    Fine della bloggoterapia
    - alleluja! penseranno i più-
    buon pomeriggio!
    Anna

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  26. Arrivo col mio solito ritardo a commentare su un argomento che mi coinvolge...

    Soule Mama la seguo anch'io volentieri e scherzosamente ho sempre pensato che una come lei è capace di farmi venir voglia di comprare delle galline e di far sembrare i maiali dei teneri e puliti animaletti da compagnia :)
    Ma chi vive o è stato in campagna sa benissimo che la vita da fattoria non è facile e idilliaca, ma non mi pare che lei lo neghi: semplicemente vuol tener nota e condividere con noi la parte più bella, quella che probabilmente l'ha spinta a fare la sua scelta di vita. Immagino che concentrarsi su questo magari serva anche a lei per "tener botta" nei momenti più duri. E a noi per fantasticare un po' :)

    Per quanto riguarda il perché scrivere un blog, ci ho pensato parecchio in quest'ultimo periodo in cui, un po' per necessità un po' per un senso di saturazione, ho scritto poco. Mi sto riavvicinando di nuovo un po' alla volta alla dimensione blog, ma ho ancora delle perplessità... Più che altro, riflettevo sulla "deriva" di molti blog verso il genere che chiamo "inspirational": tante e belle foto, bella grafica, tendenzialmente poco scritto e comunque spesso un "riassunto" di vita quotidiana. E' un genere che d'istinto mi piace, tant'è che ne seguo molti e anche il mio prende spesso quella direzione. Però mi chiedo se a lungo andare questo non vada a discapito dei contenuti... Mi spiego: tolte le foto belle, tolto tutto il contorno della grafica curata (soprattutto nei blog esteri), cosa resta? Spesso poche frasi, un elenco di avvenimenti o di cose da mangiare :-D Insomma, ultimamente sto facendo un po' di autocritica e autoriflessione in questo senso... A volte mi viene più voglia di contenuti, di blog che senza immagini spingono a riflessioni (tipo quello di Lanterna, per fare un esempio). E mi vien voglia anche di tornare a scrivere, concentrarmi di più sulla scrittura... Però allo stesso tempo sono come rapita da tutte quelle belle immagini, quelle vite altrui che mi danno una grande ispirazione... anche se poi mi accorgo che forse dovrei metterci più impegno a rendere più "bella" e piena la mia vita, invece di perdere le ore a guardare quelle degli altri! ;)

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  27. Brava Daniela a scrivere questo post, sono questioni che qui e là vengono fuori e fissarle non fa male. Concordo con quello che è stato detto, il blog di Amanda è per me una fonte d'ispirazione immensa, ancora di più una fonte di ENERGIA infinita per le mie giornate, che mi da spesso la carica di fare ancora di più di quello che faccio (e intorno mi dicono dove prendo questa forza e voglia di fare, oltre al lavoro e ai miei tre figli). Chi non riesce ad apprezzare blog come quelli credo sia per invidia, questa brutta bestia che a volte offusca le menti delle persone e fa sì che non riescano ad andare al di là di giudizi semplici e superficiali. Il blog di Amanda è uno spaccato di quello che fa, e lo fa davvero, non c'è bisogno di andare ad enfatizzare le difficoltà e i momenti duri, che ci sono per tutti, per dare valore ad sito ricco, appunto, di energia e voglia di fare. Questa è la bellezza, tale va presa, e ripeto, a me da una carica ogni giorno infinita.

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  28. bel post. da papà blogger, mi capita spesso di leggere, anche se di sfuggita, il blog di soulemama e di altre mammeblogger italiane che a lei si ispirano. sinceramente non credo che la sua vita sia davvero cosi facile e trovo una enorme differenza con le mammeblogger italiane. è vero, parla pochissimo delle sue fatiche e delle sue incazzature, però a ben guardare lo stile di vita che ha non è poi cosi patinato. E' presentato benissimo, infatti riesce a rendere "poetica" anche la foto del cacatoio delle galline, ma si vede e si capisce che è davvero lei e il marito a metterci le mani, e non qualcun'altro. Molto probabilmente ha aiuti su altri fronti, non lo so, ma se ce l'ha secondo me dovrebbe dirlo. cosi come trovo giusto raccontare anche i lati negativi e difficili della propria vita. Infatti condivido con chi dice che certi blog possono contribuire a generare insoddisfazione, frustrazione e senso di inadeguatezza. Noi (di EquAzioni.org) cerchiamo di essere il più spontanei e genuini possibile, non vogliamo fare i guru, ma vogliamo diffondere quella che è la "nostra" formula per il mondo che vorremmo - e in questa formula ci sono anche tutti gli scleri, i dubbi, le delusioni che incontriamo lungo la strada e che riteniamo doveroso condividere (e parlarne sul blog ci permette di confrontarci e ricevere anche conforto e consigli). Il confine tra iniezione di ottimismo (ce la puoi fare, certo ti devi fare il culo, come faccio io - ma puoi farcela, tutti possiamo farcela se lo vogliamo!) e lettura depressiva (perchè lei con 5 figli ha la casa cosi bella, cucina tutto lei le cose che coltiva nel suo orto, cuce e costruisce i giochi e riesce a fare anche homeschooling e io che sono parttime e ho un figlio solo, non riesco a concludere nulla?!? sono una fallita?) è davvero labile. e credo che ci voglia molta piu onesta intellettuale. Ma è anche vero che che questi blog hanno successo proprio perchè rappresentano isole felici e permettono a moltissime lettrici di SOGNARE.

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  29. Caro Davide mi fa tanto piacere che sia stato proprio tu a scrivere questo commento, hai descritto benissimo il mio pensiero soltanto che io non sono brava a esprimerlo e la vostra genuinità e spontaneità traspare dal vostro blog rendendolo uno dei miei preferiti .

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  30. beh grazie anonimo! (come si fa la faccina che arrossisce?)

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